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Trasporto Pubblico Locale e migrazione. Autoferrotranvieri USB Bassa Val di Cecina replica al documento ‘Diffida’ di Fratelli d’Italia

Massimiliano Rugo, presidente di Fratelli d’Italia Bassa Val di Cecina, ha inviato una diffida alla Ctt Nord, per conoscenza anche alla Prefettura di Livorno e agli Uffici di polizia stradale, affinché: “venga a cessare, immediatamente, il trasporto di merci destinate al commercio abusivo su spiagge e su pubbliche vie”

8agosto 2017 da Unione Sindacale di Base Bassa Val di Cecina

Pronta la risposta degli autisti Ctt Nord aderenti al sindacato USB

“Che tutte le forze politiche indistintamente si occupino del trasporto pubblico solo occasionalmente e in modo fazioso e strumentale, ignorando l’importanza e la valenza strategica che il comparto riveste, non è una novità”.

“Negli anni abbiamo sperimentato e constatato, tra l’altro, l’assoluta ignoranza in materia da parte di consiglieri comunali, esponenti delle diverse forze politiche e perfino assessori. Negli ultimi anni, quelli di “regno” CTT, abbiamo assistito a un rapido e inesorabile degrado del servizio, in termini di qualità e sicurezza e delle condizioni di lavoro degli addetti, con l’azienda che tuttavia si vanta e sbandiera ai quattro venti l’utile (in bilancio) più inutile di sempre. Ma non c’è stata una forza politica, che sia una, che abbia obbiettato sulla perfetta inutilità di un attivo in bilancio (peraltro ottenuto con la decurtazione dei già miseri salari) quando il pubblico servizio fornito è lontano anni luce da livelli di qualità e sicurezza almeno accettabili ai tempi d’oggi.
Poi tocca leggere il documento di “Diffida” dei Fratelli d’Italia, Coordinamento Bassa Val di Cecina, che in modo neanche troppo velatamente minaccioso, ricorda ai conducenti la responsabilità individuale per il trasporto a bordo di bagagli non consentiti, e che in tale modo essi favorirebbero il commercio abusivo, l’evasione fiscale e eventuali altri illeciti. Allora non possiamo esimerci dal constatare, anche stavolta, la consueta faziosità nonché l’assoluta ignoranza delle reali problematiche esistenti”.

“Sono molte le responsabilità che ci assumiamo quotidianamente sulla nostra pelle, in cambio di uno stipendio indecoroso, e se è vero che dovremmo non consentire il trasporto di borsoni, carrelli della spesa, ombrelloni, passeggini e carrozzine (di qualsiasi persona, di qualsiasi colore e nazionalità, perché le regole sono regole), è anche vero che dovremmo non transitare dalle strade che a norma di legge non sono idonee al passaggio degli autobus (non è immune una sola linea, tra urbane ed extraurbane), dovremmo non invadere la corsia opposta nelle curve che non hanno dimensioni compatibili con la mole dei bus, dovremmo non ottemperare a tempi di percorrenza surreali, dovremmo non fare le fermate in mezzo alla corsia quando le aree di sosta o stallo hanno dimensioni molto inferiori di quanto previsto dal codice della strada, o perché sono occupate da auto in sosta, dovremmo non marciare contromano a causa della sosta selvaggia (ampiamente tollerata), dovremmo non viaggiare con vetture inaffidabili, in condizioni igieniche inaccettabili, coi climatizzatori fuori servizio quando siamo a quaranta gradi e i finestrini sono fissi, con le pedane per i disabili non funzionanti (e allora dovremmo non scendere per sollevare di peso la carrozzella col disabile, come invece facciamo). Sono queste e molte altre le cose che dovremmo non fare, consapevoli delle responsabilità individuali che ci assumiamo durante lo svolgimento di ogni turno”.

“Le varie forze politiche, dal canto loro, dovrebbero occuparsi di consentire lo svolgimento del servizio, ad esempio, con seri controlli e interventi sulla viabilità e investimenti, svincolati dal condizionamento delle varie lobby, invece di fare sterili campagne elettorali al solo fine di accaparrarsi sacche di elettorato. In presenza di onestà intellettuale e coerenza non abbiamo pregiudiziali alcune e siamo ben lieti di confrontarci con chiunque. Diversamente, di fronte a uscite faziose, di stampo esclusivamente politico e che dimostrano l’assoluta estraneità e il disinteresse alle reali problematiche del trasporto pubblico, vi diciamo: “di interlocutori seri ne abbiamo bisogno, di speculatori ne facciamo volentieri a meno”.

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