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Verso il 10 ottobre ‘giornata sfratti zero’ tra Decreto sicurezza e sentenza della Cassazione

6ottobre 2018 da Federico Giusti Sgb

Il decreto sicurezza del Ministro Salvini è il frutto di innumerevoli pressioni e non solo dell’odio atavico della Lega verso i movimenti sociali. Proprio in questi giorni determinante per l’approvazione del decreto è il ruolo della Magistratura con una sentenza della Cassazione che alimenta il clima di caccia alla streghe contro le occupazioni.

Allo stesso tempo è bene non farsi illusioni sul presidente Mattarella:  le sue preoccupazioni vanno solo verso il pareggio di Bilancio in Costituzione, i suoi richiami alla Carta sono finalizzati a salvaguardare la lotta al debito e a tutela delle politiche di austerità volute da Bruxelles. Chi pensava che Mattarella non avrebbe firmato il decreto sicurezza viveva probabilmente in un mondo surreale.

La sentenza di Cassazione intima al ministero dell’Interno di sgomberare subito gli immobili occupati abusivamente, all’indomani delle disposizioni della Procura bisogna subito liberare gli immobili con la forza pubblica pena il risarcimento, da parte del Ministero stesso, dei proprietari considerati vittime a tutti gli effetti. Qualunque Questore davanti a una Sentenza del Genere e con lo spettro della Corte dei Conti e del danno erariale non avrà dubbi nell’intervenire manu militari e sgomberare a ogni costo gli immobili occupati. Quindi a distanza di pochissimi giorni dalla circolare ministeriale che ordina  il censimento degli occupanti, ottenuta la Firma di Mattarella, arriva anche la Suprema corte (sentenza 24198) che accoglie il ricorso di due società proprietarie di decine di appartamenti occupati a Firenze giudicando illegittimo il ritardo con cui è stato effettuato lo sgombero.

Un cambio di rotta anche rispetto alla Corte di Appello che aveva giustificato il mancato sgombero con esigenze di ordine pubblico, una giustificazione respinta dalla Cassazione. Questa sentenza farà Giurisprudenza e insieme al decreto Salvini otterrà il risultato sperato dai grandi proprietari edilizi ossia sfratti immediati con le forze dell’ordine, carcere per gli occupanti e ripristino della cosiddetta legalità (che sovente significherà murare gli ingressi degli immobili e lasciarli per anni nell’incuria e nell’abbandono).

Fin qui tutto chiaro, un deciso cambio di rotta della Magistratura all’insegna della tolleranza zero.

Ci domandiamo invece se altrettanto forte sarà la risposta alla politica incapace di dare risposte alla emergenza abitativa, incapace anche di requisire immobili da anni sfitti per utilizzarli per contrastare l’emergenza abitativa. Ma questo è un altro discorso, anzi la Corte dice che lo Stato deve salvaguardare la proprietà privata e dovrà vedersela in altro modo per affrontare l’emergenza sociale. La proprietà non si tocca, questo emerge dalla Sentenza della Corte, nessuno si azzardi ad occupare gli immobili pena il carcere, chi occupa sappia che la Magistratura interverrà tempestivamente per ripristinare ordine e legalità. E le emergenze sociali? Lo Stato decida come affrontarle, non è compito della Magistratura il cui intervento è finalizzato a tutela degli interessi dei piu’ forti, insomma la solita e vecchia legalità imposta agli ultimi ma non ai primi della scala sociale. Una sentenza veramente pericolosa che non lascia spazio per la discrezionalità della Pubblica amministrazione, bandisce ogni ragione sociale ed economica, applica il principio della legalità a tutela della proprietà individuale, annulla qualunque diritto collettivo. La Pubblica amministrazione a sua volta dovrà attivarsi per gli sgomberi se non vuole essere condannata (parliamo di enti locali ma soprattutto del Ministero degli Interni) a pagare milioni di euro di risarcimento con il successivo intervento della Corte dei Conti sui singoli ritenuti responsabili. E irrilevanti, agli occhi dei Giudici, appaiono le motivazioni che hanno portato alla occupazione, le condizioni di vita di interi nuclei familiari, la povertà e l’indigenza non vengono presi in alcuna considerazione dalla Giustizia per la quale la legge è più’ forte anche dei bisogni.

Se muori di fame, non hai un lavoro e una casa sei dalla parte sbagliata, se vedi un immobile da anni abbandonato e lo occupi sappi che verrai sgomberato, denunciato e condannato anche a risarcire il proprietario.

E nel frattempo i sindaci Antidegrado dimenticano che proprio gli immobili sfitti sono espressione massima del degrado stesso e come tali andrebbero sanzionati. Ma è possibile sanzionare i poteri forti? Certo che no, a dimostrarlo le parole della Confedilizia: “Ora aspettiamo il decreto sicurezza e l’applicazione senza indugi della circolare Salvini. Forse in Italia comincia a essere tutelato il diritto di proprietà”.

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