06232018Headline:

Verso il 25 Aprile… Il cielo sopra l’inferno. 20 aprile al Centro Donna

Noi ricordiamo le tante ed i tanti che si sono battuti per la libertà e la giustizia, lottando contro il nazismo ed il fascismo, subendo spesso la persecuzione, la deportazione, la morte.

Mercoledì 20 aprile 2016, ore 17.00, Centro Donna Liliana Paoletti Buti , largo Strozzi, 3 – Livorno con Anna Maria Crispino, direttora della rivista “Leggendaria”
Parleremo di un recente, fondamentale libro: Il cielo sopra l’inferno (titolo originale “If this is a Woman”), della giornalista inglese Sarah Helm.

Il cielo sopra l'infernoMaggio 1939. Centinaia di donne – casalinghe, dottoresse, cantanti d’opera, politiche, prostitute –, provenienti da un carcere comune, raggiunsero prima in treno e poi su camion un luogo nascosto nei boschi a nord di Berlino. Attraversarono, poi, gli enormi cancelli di ferro tra gli insulti, le urla, i latrati dei cani e le percosse delle guardie. Erano le prime prigioniere di Ravensbrück, il nuovo campo di concentramento femminile “modello” ideato da Heinrich Himmler. In sei anni vi furono rinchiuse 130.000 donne, provenienti da più di venti Paesi in tutta Europa. Erano di diversa estrazione, nazionalità, credo politico; solo poche tra loro erano ebree: Ravensbrück serviva ai nazisti per eliminare tutti “gli esseri inferiori”. Zingare, esponenti della Resistenza, nemiche politiche vere o presunte, disabili, “pazze” dovettero sopportare privazioni, sevizie, malattie, lavori forzati, esperimenti “medici” ed esecuzioni sommarie. Negli ultimi mesi di guerra il lager divenne un campo di sterminio, perché era necessario far sparire in fretta “le prove” della sua reale funzione ed entro l’aprile del 1945 vi vennero trucidate tra le 30.000 e le 90.000 donne, molte con i loro bambini.

Per anni, fino alla fine della Guerra Fredda, la verità su Ravensbrück è rimasta nascosta. Grazie a interviste esclusive e documenti inediti, Sarah Helm ci offre una vivida ricostruzione e una testimonianza indimenticabile di uno dei capitoli più tristi della nostra Storia. “Cosa rispondete quando i ragazzi vi chiedono Sono le madri e le sorelle di tutti noi. Voi oggi non potreste studiare e giocare liberi e forse non sareste probabilmente nati, se queste donne non avessero offerto i loro corpi emaciati, come protezione per voi e per il vostro futuro come uno scudo d’acciaio.

Erano lavoratrici, casalinghe, artiste, madri, fidanzate.
Voi che siete giovani domandate a queste donne che vi parlino.
Domandate ai vostri insegnanti che vi parlino. E quando infine, in un futuro felice, parlerete ai vostri figli, raccontate loro che erano le donne di Ravensbrück”. Anna Seghers (1949) Proietteremo il video “Le rose di Ravensbrück”, di Ambra Laurenzi, e parleremo anche del libro fotografico, sempre di Laurenzi, “Ravensbrück. Il lager delle donne”(Punto Marte editore), e di “Le donne di Ravensbrück”, di Lidia Beccaria Rolfi e Anna Maria Bruzzone.

L’evento è organizzato da: Comune di Livorno; Centro Donna; Associazione Evelina De Magistris, in collaborazione con A.N.P.I. e A.N.P.P.I.A. di Livorno e con il sostegno della Società Italiana delle LetterateImage and video hosting by TinyPic
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