1 Giugno 2026, di Martina Ridondelli

CUT, trent’anni di resistenza elettrica al Caracol di Pisa
Ci sono band che attraversano il tempo adattandosi alle mode e altre che continuano a esistere seguendo ostinatamente la propria traiettoria. I CUT appartengono senza dubbio alla seconda categoria. Il concerto andato in scena al Caracol di Pisa, organizzato in collaborazione con Vertigo, ha rappresentato una delle tappe più significative del loro “30 Years of Perseverance Tour”, una celebrazione che guarda al passato senza alcuna nostalgia e che conferma l’attualità di una delle realtà più longeve e autentiche del rock indipendente italiano.
Fin dall’apertura dei cancelli, il pubblico ha risposto con entusiasmo. Appassionati storici, frequentatori della scena underground e giovani curiosi si sono ritrovati sotto il palco per assistere a una serata che prometteva energia e volume, due elementi che da quasi trent’anni costituiscono il marchio di fabbrica della formazione.
Quando Ferruccio Quercetti e Carlo Masu hanno attaccato le prime note, ogni promessa è stata mantenuta. Il concerto ha mostrato una band in piena forma, capace di sprigionare una tensione sonora che conserva intatta la sua forza originaria. Chitarre abrasive, ritmiche serrate e una presenza scenica essenziale ma efficace hanno costruito uno spettacolo senza pause, dove il garage rock e il noise si sono fusi in una scarica continua di elettricità.
A colpire non è stata soltanto l’energia fisica della performance, ma soprattutto la sua credibilità. Dopo tre decenni di attività, i CUT continuano a suonare con la stessa urgenza espressiva che li ha resi una delle realtà più rispettate della scena alternativa nazionale. I video e le testimonianze raccolti dal pubblico al termine della serata confermano una sensazione condivisa: il loro impatto sonoro non ha perso nulla della propria efficacia.
La scaletta ha ripercorso l’intera storia del gruppo, con particolare attenzione a Bare Bones, album simbolo di un percorso artistico sempre coerente e indipendente. I brani storici sono stati accolti con entusiasmo dai fan di lunga data, mentre le composizioni più recenti hanno dimostrato come la band sia riuscita a mantenere una propria identità senza trasformarsi in una semplice operazione celebrativa.
Il Caracol si è rivelato ancora una volta il contesto ideale per ospitare una proposta di questo tipo: uno spazio che favorisce il contatto diretto tra artisti e pubblico e che amplifica quella dimensione comunitaria che da sempre accompagna il rock underground.
Più che un concerto celebrativo, quello dei CUT è apparso come una dichiarazione di continuità. Il “30 Years of Perseverance Tour” non racconta soltanto ciò che la band è stata, ma soprattutto ciò che continua a essere: una macchina sonora potente, sincera e irriducibile, capace di trasformare ogni esibizione in un atto di resistenza musicale.
Trent’anni dopo, la perseveranza evocata dal titolo del tour non è soltanto uno slogan. È una realtà che sul palco del Caracol ha trovato la sua dimostrazione più concreta.


