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Micah P. Hinson, una notte di emozioni al Brillante Teatro Lippi

2 Novembre 2026, di Michele Faliani

Ci sono concerti nei quali le parole diventano superflue. Serate in cui sono le canzoni, gli sguardi e persino i silenzi a costruire un rapporto speciale tra chi sta sul palco e chi ascolta. Quello di Micah P. Hinson al Brillante Teatro Lippi di Firenze appartiene senza dubbio a questa categoria.
Nella notte di Halloween, il songwriter americano torna a incontrare il suo pubblico in una dimensione particolarmente suggestiva, quella di un teatro completamente esaurito, con spettatori stipati in ogni spazio disponibile e parecchie persone costrette a seguire il concerto in piedi. Un’accoglienza calorosissima, che accompagnerà l’intera esibizione e che sembra sorprendere piacevolmente lo stesso musicista.
Micah sale sul palco e comincia a suonare. Nessun discorso introduttivo, nessun saluto, nessuna presentazione dei brani. Per tutta la serata non pronuncerà una sola parola. Il suo modo di comunicare sarà affidato esclusivamente alla musica e a quei sorrisi che, tra una canzone e l’altra, restituiscono tutta la gratitudine per gli applausi entusiasti che arrivano dalla platea.
L’apertura è affidata a “Oh Sleepyhead”, un inizio che stabilisce immediatamente il tono emotivo della serata. Seguono “Revenge” e “Think Of Me”, due momenti nei quali emerge quella particolare capacità di Hinson di trasformare esperienze e sentimenti personali in canzoni capaci di appartenere a tutti.
Con “Take It Slow” e “Silvia” il concerto procede attraverso atmosfere raccolte e suggestioni malinconiche, mentre “There’s Only One Name” introduce una nuova sfumatura nella narrazione musicale. Il pubblico ascolta con grande attenzione, lasciando che ogni brano trovi il proprio spazio prima di esplodere in applausi.
Arrivano quindi “Mothers & Daughters” e “I Don’t Know God”, seguite da “I Thought I Was The One”, una delle composizioni che meglio rappresentano la sensibilità artistica del musicista americano. La sua voce, così particolare e immediatamente riconoscibile, continua a essere l’elemento centrale di un’esibizione nella quale non c’è bisogno di effetti spettacolari per creare emozioni.
“Take Off That Dress” e “When We Embraced” accompagnano il pubblico verso una nuova parte del concerto, prima che “Beneath The Rose” e “What Does It Matter Now?” riportino in primo piano quella vena intimista che costituisce uno dei tratti distintivi della produzione di Hinson.
Con “Ignore That Day” si prosegue in un viaggio musicale che attraversa le diverse sfaccettature del suo repertorio. È una serata nella quale le canzoni sembrano dialogare continuamente fra loro, senza bisogno di spiegazioni o introduzioni. Anche “Carelessly” (indicata in scaletta come “Caressly”) trova il suo spazio, regalando uno dei passaggi più intensi dell’intero spettacolo.
La parte conclusiva del set principale è affidata a “Tell Me It Ain’t So” e “Walls”. Il pubblico risponde con un’altra lunga ovazione, ma Micah non ha ancora finito. Dopo una breve pausa, torna sul palco per il bis, accolto da un entusiasmo che testimonia quanto il concerto abbia saputo conquistare i presenti.
La ripartenza è affidata a “Oh Sleepyhead (Reprise)”, un ritorno che chiude idealmente un cerchio aperto proprio all’inizio della serata. Seguono “You Lost Sight On Me” e infine “Where Did I Go?”, scelta per mettere il punto conclusivo a una performance di grande intensità emotiva.
Niente battute, niente racconti tra una canzone e l’altra, nessun tentativo di cercare una facile complicità attraverso le parole. Soltanto musica e sorrisi, quelli che Micah concede ogni volta che il Brillante Teatro Lippi gli restituisce il proprio affetto con applausi sempre più calorosi.
Venti brani, considerando la ripresa di “Oh Sleepyhead”, per una serata che conferma ancora una volta la straordinaria capacità di Micah P. Hinson di creare un legame profondo con il proprio pubblico. Un concerto senza fronzoli, costruito sulla forza delle composizioni e sull’intensità di una voce che sembra arrivare direttamente da un luogo lontano, fatto di malinconia, fragilità e bellezza.
A Firenze, nella notte del 31 ottobre, non sono servite le parole. Sono bastate le canzoni.

Grazie a Music Pool, La Chute e Ponderosa per l’ospitalità.

La scaletta del concerto:

  1. Oh sleepyhead
  2. Revenge
  3. Think of me
  4. Take it slow
  5. Silvia
  6. There’s only one name
  7. Mothers & daughters
  8. I don’t know God
  9. I thought I was the one
  10. Take off that dress
  11. When we embraced
  12. Beneath the rose
  13. What does it matter now?
  14. Ignore that day
  15. Carelessly
  16. Tell me it ain’t so
  17. Walls
    Encore:
  18. Oh sleepyhead (Reprise)
  19. You lost sight on me
  20. Where did I go?

La photogallery del concerto: