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“A Bruciapelo!”(The Sadist) Usa 1963, James Landis. Dvd Versione Integrale Penny Video-Opium Visions. 7/12/2016

L’ambientazione non è certo originale quantomeno non comune:

L’auto di quattro persone, in questo caso tre insegnanti diretti verso una partita dei Dodgers a Los Angeles, ha dei problemi al motore, tanto da doversi fermare in una stazione di servizio spersa nel nulla, con annesso cimitero di automobili.

Cosa strana, su di una tavola di casa vi sono ancora dei pasti caldi e non consumati, ma in giro non c’è nessuno, fino a quando appare un giovane psicotico, con la sua silenziosa ragazza in baby doll al seguito, brandendo una pistola…

6febbraio 2017 di Enrico Bulleri

Per anni si era sentito parlare di questo classico thriller low budget in bianco e nero, dai titoli alternativi “Sweet Baby Charlie” e “Profile of terror”, di solito in relazione al fatto che si tratta del primo film conosciuto per essersi ispirato agli omicidi della coppia Starkweather-Fugate e, presumibilmente, l’unico film interessante a cui il leggendario Archie Hall, Jr., abbia mai partecipato.

Per quanto riguarda quest’ultimo, “A Bruciapelo!” (The Sadist) sembra essere l’unico film di Archie Hall, Jr. che abbiamo visto fino ad oggi, quindi non abbiamo nulla con cui confrontarlo. Ma, “A Bruciapelo!”(The Sadist nel titolo originale), fu sicuramente una svolta nella carriera di Archie Hall, Jr.

Per i non informati, gli omicidi Starkweather-Fugate furono commessi nell’arco di due mesi (dicembre 1957 e gennaio 1958), e furono dieci quelli tra Nebraska e Wyoming , compiuti dall’emulo di James Dean, Charles Starkweather (24 Nov 1938 – 25 Giugno 1959) e dalla sua squilibrata ragazza quattordicenne Caril Ann Fugate.

L’intera sordida storia ha da allora ispirato molti film, il più famoso dei quali è probabilmente l’esordio registico di Terrence Malick, “La Rabbia giovane”(Badlands) (1973), e a seguire “Natural Born Killers” di Oliver Stone (1994). In “The Sadist”, tra le altre cose i nomi e le identità, così come anche le età sono cambiate (l’età della ragazza killer ispirata da Fugate, per esempio, passa dai 14 a una più socialmente accettabile età di 18), ma la fonte rimane comunque lampante.

A sua volta, per i non informati, alcuni dati sul leggendario Archie Hall Jr., che ha lasciato il mondo del cinema nel 1965, per diventare un pilota e attualmente sta godendosi la sua pensione. Egli è, come indica il nome, il figlio di Archie Hall Sr., una vera personalità ed ex stuntman di Hollywood che ha goduto di una attiva carriera, anche se in gran parte poco brillante, nell’industria del cinema. Iniziata con un ruolo non accreditato sullo schermo, nel primo capitolo della serie dei film di “Dick Tracy”, “Tracy Returns” (1938) e terminata, con la sceneggiatura del film di Ted V. Mikels “The Corpse Grinders” (1972). (Da lui scritta anche la commedia di guerra diretta da Jack-Webb “L’ultima volta che vidi Archie” [1961], tra l’altro, basandosi sulle sue esperienze di guerra del tempo.)

Hall senior fondò poi lo Studios di produzione no-budget Fairway Productions, presumibilmente con l’obiettivo di rendere suo figlio Archie Hall Jr., come un attore bancabile e un musicista di successo. Un obiettivo che avrebbe fatto vacillare chiunque, non solo a causa della scarsa qualità delle produzioni Fairway, ma anche per desiderio di Hall Jr. di diventare un pilota. Un loro numero, molto limitato, di titoli sono divenuti effettivamente dei classici del cinema più inerte, ma per quanto riguarda Archie Hall Jr., non l’ha fatto diventare minimamente un attore commerciabile, benchè i suoi film siano divenuti di culto popolare. Eppure, Hall Jr. non è mai stato visto come un attore particolarmente efficace, in parte, o forse, per dirla con Ray Dennis Steckler nel suo libro “Searching #10 – Movies Incredibly Strange” (1986):

“perché Hall Jr. era “un bravo ragazzo e un buon cantante, ma non è mai sembrato avere a cuore la propria carriera, non sembrava averne veramente cura “.

Sembrerebbe, tuttavia, che in “The Sadist” questa cura ce l’abbia messa, perché nel film offre una prestazione inesorabile ed efficace, in modo coerente e spietato, oltre che credibile al 100%.

In realtà, quasi tutti i quattro protagonisti di “The Sadist” sono eccellenti, ma è l’interpretazione di Hall Jr. del ridacchiante e psicotico Charles A. ”Charlie” Tibbs, che deve anche molto alle risatine folli di Richard Widmark ne “Il Bacio della morte” (1944) quasi sovrasta quella di tutti. Quasi, tuttavia, è un termine soprattutto riservato a lei: Marilyn Manning (“Of what it is Up Front” [1964] e “Eegah” [1962) anch’essa molto memorabile come la sadica e per lo più silenziosa ragazza nubile e “white-trash”Judy Bradshaw. Resta difficile dimenticare la realistica impersonificazione del maestro e padre famiglia Carl Oliver, il primo condannato a morte dal folle, per come è stato interpretato da Don Russell (regista de “I Racconti nudi di un commesso viaggiatore” [1965]. O dell’insegnante virile ridotto all’impotenza nell’agire Ed Stiles (Richard Alden di “The Pit” [1981]), che gestisce abbastanza bene la disperazione letteralmente tangibile sul proprio volto, come quella a volte sul viso freso, anch’esso ridotto all’impotenza e quasi sempre sexy di Doris Page (interpretata da Helen Hovey, cugina di Archie Hall Jr. nella vita reale), la cui performance è talvolta messa in ombra dagli altri.

Per tutto ciò che avevamo sentito in passato su “The Sadist”, resta la fortuna di non avere però mai sentito una descrizione completa della trama, così ci siamo finalmente potuti approcciare a questo film senza conoscere come la storia sarebbe andata a finire,

Quello con cui siamo confrontati per la prima è il doppiaggio originale in italiano, grazie all’opera benemerita dell’etichetta Penny Video-Opium Visions, specializzata in operazioni di recupero dei film impossibili da trovare. In lingua italiana, è la versione uscita in sala distribuita da indipendenti regionali di“A Bruciapelo!”, girato in un bruciante e difficile bianco e nero, una discesa emotiva di 92 minuti, dalla sceneggiatura stringata e dalla assoluta suspense, raccontata in tempo reale.

Concisa ed efficace è la sceneggiatura, di grande effetto è la fotografia, ad opera del giovane Vilmos Zsigmond (da poco emigrato negli Stati Uniti). Le scene sono inquadrate e incorniciate, concepite da un occhio cinematografico che smentisce le scarse risorse del budget, che rivela anche una certa conoscenza dei film precedenti. Più di un’inquadratura, per esempio, indica un omaggio intenzionale o un riferimento visivo a Sergei Eisenstein. La sceneggiatura non è mai in nessun modo flaccida, concedendosi tempo sufficiente per impostare la situazione e presentare i docenti prima di condurli (e con loro lo spettatore) attraverso una realistica, brutale e raggelante vicenda da incubo.

Girato con un budget di $33.000 dollari per un periodo di due settimane, “The Sadist” è uno di quei film che deve essere visto per essere creduto. Un film quasi sconvolgente, che rimane persistentemente deprimente e spietato fino alla fine, e in cui il momento risolutivo si mantiene davvero sorprendente, per un totale di otto corpi che rimangono sul selciato polveroso di una stazione di servizio persa nel nulla, ai confini del deserto.

Come detto, seppure originariamente destinato ai drive-in e ai grindhouse, “The Sadist” possiede un tale potere visivo e narrativo che trascende le proprie radici. E’ uno di quei film in cui la somma apparentemente esigua delle sue parti giunge fino a produrre un capolavoro inaspettato.

Tra gli altri film correlati vi sono:

  • Un Film Tv degli Stati Uniti del 1993, “Murder in the Heartland”
  • La “vera storia” narrata in “Starkweather” (2004), scritto da Stephan Johnson, lo sceneggiatore di “Ed Gein” (2000).
  • La caratteristica dei due assassini protagonisti “assassini-amanti white trash”, a sua volta, può essere trovata in film diversi come il meno noto “Kalifornia” (1993) con i giovani Brad Pitt e David Duchovny. 

Non siamo stati in grado di trovare un elenco definitivo di tutti i film che furono prodotti dalla Fairway Productions, ma lo studios realizzò un certo numero di film divertenti. Il loro primo film sembra essere stato lo scollacciato “Magic EyeGlass”(1961,Bob Wehling), che Arch Hall Jr. presumibilmente anche scrisse.

A parte “A Bruciapelo!”, i titoli che caratterizzano Hall Jr. come attore sono:

  • “The Helycopters”(1961),
  • “Eegah” (1962), “Savage Guitar” (1962),
  • ”The Nasty Bunny” (1964)
  • e “Deadwood ’76” (1965).

Produzioni note senza Hall Jr. sono:

  • “Tell It Like It Is” aka “The Strange One’s” (1971),
  • “The Fearless Killers” Ray Dennis Steckler (1964)
  • e “What’s the Up Front!” (1964).

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