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“A scuola Senza Zaino”. Scuola pubblica e innovativa, faro e ancora. Un approccio pedagogico toscano

Martedì 20 Giugno 2017 si è svolta a Firenze, presso la facoltà di Scienze della Formazione di via Laura, la presentazione del libro A scuola Senza Zaino, del prof. Marco Orsi, una nuova edizione, ampliata e aggiornata, dell’omonimo volume uscito una decina di anni fa, sempre per la casa editrice Erickson.

20giugno 2017 di Serena Campani (I.C Mariti, Fauglia, scuola secondaria di Crespina)

All’evento, che ha visto la partecipazione di oltre 150 persone tra docenti e dirigenti scolastici, provenienti da tutta Italia, erano presenti Marco Orsi, autore del libro che contiene anche contributi di alcune insegnanti storiche del nostro istituto –come Emilia Catastini, Cinzia Turini, Cristina Gasperini e Silvia Coppede’-, la nostra dirigente Daniela Pampaloni, che ha introdotto e coordinato gli interventi degli ospiti, Domenico Petruzzo, direttore dell’ufficio scolastico regionale della Toscana (USRT), Sara Mele, dirigente del settore educazione e istruzione della Toscana, Ersilia Menesini, professore ordinario di psicologia dello sviluppo e dell’educazione e Alessandro Mariani, professore ordinario di pedagogia generale e sociale. Al termine delle relazioni è intervenuta Marina Baretta, ispettore scolastico dell’USR della Toscana.

Della rete nazionale Senza Zaino, nata circa 20 anni fa proprio in Toscana, fanno parte ad oggi 193 istituti, 326 scuole, 1073 classi, per un totale di 22.377 ragazzi, numeri peraltro in continua crescita. Si tratta di un movimento che nasce dal basso,  dall’esigenza forte di un rinnovamento culturale della scuola, alle cui potenzialità ha creduto, sostenendole fin dall’inizio, la Regione Toscana e auspicando che da “progetto” Senza Zaino diventi una “azione di sistema” passando attraverso le 35 conferenze zonali che si rapportano con le scuole del territorio.

Il modello Senza Zaino, mediante il suo “approccio globale” al curriculo, prevede un’idea di scuola-comunità, in cui ogni bambino viene accolto e valorizzato, accettato nelle sue diversità, anche in termini di abilità e “prestazione” e reso responsabile rispetto sia al compito di apprendimento (di qui lo sviluppo delle competenze metacognitive) sia verso gli altri. Perché non c’è responsabilità senza autonomia, e ciò implica un’etica del rispetto. Di qui un’ospitalità senza condizioni, una scuola che diventa “architrave della democrazia”. 

Ecco la necessità di un ambiente di apprendimento totalmente trasformato e cambiato che preveda ad esempio banchi disposti ad isola per favorire l’approccio cooperativo e la differenziazione dell’insegnamento, la condivisione dei materiali, la presenza in classe di nuove tecnologie e al contempo di attività laboratoriali. Una visione olistica dunque, d’insieme, che porti i bambini e i ragazzi ad una maggiore autostima, ad una migliore qualità delle relazioni sociali, ad un benessere nello stare a scuola per favorire l’incremento del successo scolastico e la crescita personale e culturale degli studenti.

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