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Anno nuovo e le promesse mancate dal Governo, in materia di sostegno alle famiglie

In scadenza, il Governo Renzi ha lasciato al nuovo esecutivo Gentiloni, una Legge di Bilancio che stiamo scoprendo essere soltanto una lunga lista di impegni disattesi. Per esempio, i promessi bonus e sostegni alle famiglie.

27dicembre 2016 da Francesco Picone e Federico Giusti, Pisa

Mancano ancora i decreti attuativi e siamo prossimi alla fine di Dicembre; parliamo del bonus asilo da mille euro l’anno  destinato ai bambini e alle bambine nati\e nell’anno 2016 fino al compimento dei tre anni di età. Risulta pertanto, incerto l’esito del Decreto per il Fondo di sostegno alla natalità, che deve essere ancora realizzato e senza cui non sarà possibile per i nuclei familiari con figli accedere a mutui e prestiti.

E, ogni anno è sempre la stessa storia.

Il Governo Renzi nei suoi anni di vita ha spesso annunciato bonus che poi non si sono mai tradotti in realtà o per i mancati decreti attuativi o per l’assenza di copertura finanziaria. E’ quindi il caso di vedere un po’ di numeri, per esempio si scopre che nell’anno che sta per finire solo 7.000 mamme hanno beneficiato del voucher baby-sitter, le lavoratrici autonome invece hanno visto il voucher solo sbloccato due mesi fa ma ad oggi non attuato. Il bonus alle famiglie numerose presentato come aiuto concreto e strombazzato ai 4 venti, è arrivato con un importo dimezzato e con un anno e mezzo di ritardo. Evidentemente all’annuncio di Renzi che promette mari e monti fanno seguito ben pochi provvedimenti, tra il dire e il fare corre del resto grande differenza.

Gli aiuti servono alle giovani famiglie e ai loro genitori e non come merce di scambio elettorale, devono essere aiuti concreti, diritti acquisiti parte integrante di un sistema di welfare che invece ogni giorno viene attaccato e ridimensionato.

  • Il voucher baby sitter di 600 euro per sei mesi è in alternativa al congedo parentale per il padre, il padre avrà nel 2017 due giorni e questo fatto stride con l’obiettivo di favorire occupazione femminile in un paese dove le donne più’ che negli altri paesi europei risultano inoccupate.
  • Nel 2015 il bonus è stato utilizzato da 70mila papà, il 14% di quelli che avrebbero avuto diritto.

Per capire meglio i dati basta consultare l’Inps per scoprire che in estate erano già esauriti i fondi destinati per l’anno 2016 e qualunque domanda ulteriore non sarebbe stata accolta. Il congedo parentale per il Governo avrebbe dovuto trasformarsi in voucher per pagare un nido privato o una baby sitter, l’obiettivo è quello di costringere ad una scelta, tra rivendicare ed esercitare il diritto alla paternità o alla maternità barattandolo con un voucher.

  • Nel frattempo i decreti attuativi necessari per tradurre in pratica molte delle innovazioni Governative sono fermi da mesi e non tanto per questioni burocratiche ma per assenza di copertura finanziaria.
  • Cosi’ accade per gli interventi destinati alle giovani coppie e alle lavoratrici autonome che risultano particolarmente penalizzate.
  • Il bonus destinato alle famiglie numerose (quattro o più figli e un Isee inferiore a 8.500 euro, praticamente famiglie alla canna del gas), introdotto nel dicembre 2014, per oltre un anno e mezzo è rimasto fermo per poi arrivare con importo dimezzato.
  • Ma peggio ancora è andata alla Carta famiglia, destinata alle famiglie con almeno 3 figli, un provvedimento che annunciato con enfasi per assicurare sconti a servizi quali il trasporto, le attività sportive, sociali e ludiche, non ha mai visto luce e attuazione.

E i Comuni?

Possono fare ben poco, alle prese con tagli ai bilanci e servizi sempre piu’ scadenti a causa della mancata rimozione del turn over. Tra il dire e il fare corre dunque grande differenza e gli aiuti sbandierati a 4 venti si stanno dimostrando un flop , questa è la verità e statistiche, fatti, mancata approvazione dei decreti attuativi stanno a dimostrare il fallimento del Pd e del suo premier Renzi.

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