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Bonifiche e discarica: perché? per che cosa? L’incontro pubblico del 28 maggio a Piombino

Image and video hosting by TinyPicLo scopo l’incontro pubblico del 28maggio al “Centro Giovani” di Piombino è stato quello di parlare dei rifiuti inquadrandoli in un contesto generale: evidenziare la necessità di risanare il territorio, annullare i fattori di rischio per la salute pubblica, permettere nuova occupazione attraverso la reindustrializzazione delle aree ex Lucchini e aree portuali. Risanamento che aiuterà anche la valorizzazione del turismo e dell’agricoltura di qualità.

2maggio 2016 da un gruppo di Cittadini di Colmata; Associazioni: Lavoro Salute Dignità, Legambiente, Restiamo Umani, Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro

Image and video hosting by TinyPicIn questa logica, l’ampliamento della discarica di Ischia di Crociano non deve risolversi in una mera operazione economica per ripianare i circa 20milioni di debito accumulati da Asiu. Diversamente deve essere al servizio della bonifica dell’area industriale, dove conferire  solo i rifiuti non riciclabili, del SIN di Piombino.

In materia, sono stati evidenziati i pericoli che comporta:

  • la scelta di dedicare una parte della discarica ad accogliere amianto
  • la mancanza di valutazione di impatto rispetto ai nuovi materiali che si intendono mettere in discarica,

adiscarica fronte delle migliori e avanzate tecnologie in grado di tutelare la salute dei lavoratori e dell’ambiente da poter adottare. Tutte osservazioni già inviate alla Regione Toscana, da cui è attesa entro giugno la conclusione del procedimento.

E’ stato rilevato che questa situazione di degrado ambientale, con una delle più grandi discariche abusive d’Europa, deriva dall’idea che un’impresa prospera quando non è gravata da costi ambientali e vincoli sociali. Ma, contrariamente, la scarsa attenzione ambientale non ha stimolato la modernizzazione della siderurgia piombinese, favorendone anzi il declino. Da queste considerazioni l’appello anche ai sindacati di alzare lo sguardo dalla pur drammatica situazione contingente, per essere in grado di scorgere un orizzonte di nuovo lavoro e lavoro nuovo. Quindi la strada giusta è quella, non già di una sudditanza verso chi promette posti di lavoro, ma di un forte indirizzo e regia pubblica del governo e delle amministrazioni locali.

Pertanto, occorre ripartire proprio dal risanamento come fattore di rilancio economico, per favorire l’insediamento di nuove imprese in un’area così vicina al porto e con enormi potenzialità se dotata di infrastrutture, evitando un monopolio delle aree, rilasciando piuttosto concessioni puntuali su progetti corredati da Piani Industriali e garanzie certe.

In questo contesto, risultano contraddittori i progetti Aferpi sulla generica tombatura delle aree da bonificare, le inutili linee ferroviarie di nuove aree come il quagliodromo o le aree paludose, tra i laminatoi e il mare di Pontedoro. Al contrario, necessiterebbe recuperare all’uso urbano quel pezzo di Città Futura a suo tempo scorporato, per permettere l’istallazione del Mini mill: Città Futura deve essere bonificata quanto prima.

I progetti Aferpi produrrebbero oltretutto tempi autorizzativi molto lunghi con la necessità di variare il piano strutturale. Inoltre non può essere accettato il tracciato della strada 398 proposto nel master plan di Aferpi, tracciato che passa sotto le case del Cotone, gira accanto alle abitazioni di via Cavallotti. Idem per una rete ferroviaria che rimane quella delle linee interne alla fabbrica. Occorre invece prevedere un corridoio infrastrutturale diretto, non più ostacolato dai fattori di rischio precedenti la dismissione dei gasometri. Non è accettabile l’evidente intenzione di Cevital-Aferpi di costruire così  un monopolio di fatto delle aree portuali e circostanti, l’Amministrazione comunale di Piombino deve impedirlo anziché assecondarlo. Per avviare il risanamento occorre trovare quanto prima i soldi e togliere i cumuli abusivamente presenti nell’area, altrimenti non può iniziare il percorso di messa in sicurezza e bonifica.

Il risanamento è fatto di tante cose collegate fra di loro come, ad esempio, il riciclo dei rifiuti industriali per prodotti in sostituzione dei materiali di cava. Su tutte queste questioni fondamentale è il coinvolgimento dei lavoratori e della cittadinanza soprattutto da parte delle istituzioni locali e regionali.

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