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Contratto metalmeccanici. “Bocciamo il peggior contratto della storia!”

Anche a Piombino i metalmeccanici voteranno, nei primissimi giorni della prossima settimana, nel quadro del referendum nazionale, indetto da Fim Fiom Uilm per decidere se approvare o respingere l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto della categoria.

18dicembre 2016 di Paolo Gianardi

Gli iscritti Cgil, che aderiscono all’area congressuale “Il sindacato è un’altra cosa-Opposizione Cgil”, hanno diffuso oggi alle portinerie delle fabbriche piombinesi il volantino, che riproduciamo di seguito, per invitare i lavoratori a votare No nel referendum, con le motivazioni che il volantino stesso esplicita dettagliatamente.

Il volantino

Il nuovo contratto firmato il 26 Novembre, non è altro che il rinnovo e in peggio del contratto separato del 2012. Con la sua firma, unita a quella di FIM e UILM, la FIOM ha siglato la sua capitolazione alle ragioni di Federmeccanica. 8 anni di battaglie sacrificate sull’altare di un apparato che non può vivere senza essere riconosciuto ufficialmente dalla controparte.

Il nuovo contratto è il primo nella Storia che non prevede aumenti certi. Gli aumenti, per quanto miserabili, saranno pagati a giugno di ogni anno a partire dal 2017, e saranno semplicemente adeguati all’IPCA dell’anno precedente. L’IPCA è un indice stabilito dai padroni per non pagare l’inflazione reale e tenerla vicino allo 0. Per giugno 2017 è previsto infatti un aumento dello 0,5%, per il 2018 dell’ 1% e per il 2019 dell’1,2%. Per un 5° livello significa 9 euro per il 2017, circa 20 per il 2018 e poco più di 22 per il 2019. Per un 3° livello 7,5 euro nel 2017, 15 nel 2018 e 17 nel 2019. L’aumento totale quindi è compreso tra 40 e poco più di 50 euro lorde. Sempre che una nuova recessione non costringa a rivedere al ribasso l’indice IPCA.

Nessun altro aumento reale è previsto. Le altre mance stabilite, infatti, non toccano i minimi contrattuali e non possono essere considerate veri aumenti. Per la precisione sono:

  • 80 euro di una tantum pagata a marzo 2017;
  • 100 euro di flexible benefits pagati in ticket o altro (in pratica buoni spesa senza contribuzione pensionistica!) per giugno 2017;
  • 150 euro di flexible benefits nel giugno 2018;
  • 200 euro di flexible benefits nel giugno 2019.

A questi soldi che i lavoratori vedranno solo con la lente d’ingrandimento, si aggiungono quelli virtuali: 7,69 euro di aumento mensile per il fondo Cometa per chi è iscritto, 12 per il fondo MetaSalute per chi è iscritto, e altri 7,5 euro di spiccioli per il Diritto allo Studio.

Per tutto questo ben di Dio, viene recepito confermato e peggiorato, tutto ciò che fino al 2012 si è rifiutato:

  • Confermate le 120 ore di sabati comandati, tra straordinario e plurisettimanale, con l’unico cavillo a cui appigliarsi, della possibilità per la RSU di contrattare il recupero del plurisettimanale.
  • I premi saranno del tutto variabili, addio quindi alla quota fissa, e se per caso si riuscisse a conquistarla questa assorbirebbe i mostruosi aumenti.
  • I PAR che l’azienda può bloccare e tenersi fino all’anno dopo diventano 5 e non più 3.
  • Chi ha la Legge 104, salvo casi urgenti, dovrà stabilire la programmazione mensile dei permessi 10 giorni prima dell’inizio del mese.
  • Chi ha il Congedo Parentale dovrà 7 giorni prima dell’inizio del mese, stabilire la programmazione mensile dei permessi.

Infine vengono istituiti una caterva di Enti Bilaterali che nessun lavoratore controlla, per stabilire le cose ancora da definire, tra le quali spiccano la revisione dell’inquadramento (leggi demansionamento) anche se solo per i futuri assunti, e l’armonizzazione del rinnovo col Testo Unico sulla rappresentanza, cioè l’armonizzazione con le ulteriori possibili deroghe in peggio e con le sanzioni per chi sciopera previste dal Testo Unico stesso.

Questo accordo che non porta a casa nulla sugli appalti, nulla contro il jobs act, che conferma il non pagamento dei primi tre giorni di mutua al 4° evento morboso, non solo è il peggior accordo mai visto nei metalmeccanici, ma è anche il peggior rinnovo rispetto ai rinnovi delle altre categorie e va respinto al mittente, bocciandolo sonoramente nel referendum che si terrà dal 19 al 21 Dicembre: Vota No!

Per ulteriori informazioni www.sindacatounaltracosa.org
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