Crisi siriana, si allunga l’ombra delle prove fasulle come in Iraq nel 2003 e in Libia nel 2011. Analisi geopolitica e retroscena della vicenda

Sull’orlo dell’escalation militare in Siria, si apra un serio dibattito in parlamento sulla posizione dell’Italia

12 aprile di Andrea Vento, Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati

Sin dalle prime immagini trasmesse dai telegiornali Rai nei giorni scorsi in merito ai morti e ai feriti del presunto attacco chimico compiuto in Siria, ho avuto serie perplessità sia per la particolarità di “soccorrere” le vittima con getti di acqua da tubi di gomma sia per le condizioni tutt’altro che drammatiche in cui versavano le persone colpite dai gas che dal clima di relativa tranquillità in cui operavano i soccorritori peraltro privi delle necessarie precauzioni che necessitano interventi di tale natura.

I dubbi hanno iniziato ad assumere dimensioni più consistenti all’or che, senza citare la fonte di provenienza, le immagini televisive sono state usate come prova certa della matrice dell’attacco stesso del quale con sospetto tempismo ne è stata attribuita la responsabilità all’esercito governativo. Granitica certezza statunitense supportata dalla sconcertante dichiarazione di Trump di voler intervenire militarmente in Siria con attacchi missilistici. Operazione che innescherebbe l’inevitabile reazione russa aprendo scenari di guerra dagli sviluppi imprevedibili e che vedrebbero il coinvolgimento del nostro paese almeno come piattaforma logistica vista la presenza delle basi militari Usa (Sigonella in primis) dei Comandi Nato di Napoli, quindi esposto a possibili contro attacchi.

Per l’analisi della complessa situazione in atto ci rifacciamo all’articolo di Gianandrea Giani “Siria: le “fake news” sulle armi chimiche per creare il casus belli?” pubblicato su www.analisidifesa.it nel quale, con puntualità e acume, si offre una lettura in controtendenza rispetto alla versione offerta dai circuito mediatico main stream che sta condizionando l’opinione pubblica in merito.

Alla luce dei minacciosi venti di guerra che si stanno pericolosamente addensando sulla Siria, riteniamo necessario che si apra un rapido e approfondito dibattito fra le forze politiche in parlamento allo scopo di valutare attentamente la situazione sulla base di prove certe accertate da parte di una commissione composta da tutte le potenze le coinvolte e che venga chiarita la posizione italiana in merito ad un possibile coinvolgimento diretto nelle operazioni belliche. Dopo le prove montate ad arte contro Saddam nel 2003 (le famose armi di distruzione di massa) e contro Gheddafi nel 2011 (l’uccisione di 10.000 persone a Tripoli), ora nel mirino c’è Assad. L’Italia deve restare fuori dalla guerra, nel caso non ci arrivassimo col buon senso, abbiamo l’articolo 11 della Costituzione a ricordarcelo: “L’Italia ripudia la guerra”.

Siria: le “fake news” sulle armi chimiche per creare il casus belli?

10 aprile 2018 di Gianandrea Gaiani

Lo scenario che si sta delineando in queste ore nel conflitto siriano ricorda da vicino la “pistola fumante” delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein con cui gli Usa giustificarono agli occhi del mondo l’invasione dell’Iraq nel 2003. Ci sono infatti molte ragioni per esprimere scetticismo di fronte alla denuncia dell’ennesimo attacco chimico contro i civili siriani attribuito al regime di Damasco nell’area di Douma, ultima roccaforte delle milizie jihadiste filo saudite di Jaysh al-Islam nei sobborghi di Damasco. Innanzitutto perchè già in passato attacchi simili sono stati attribuiti ai governativi senza che emergessero prove concrete mentre notizie e immagini diffuse oggi dai “media center” di Douma come ieri da quelli di Idlib, Aleppo e altre località in mano ai ribelli sono evidentemente propagandistiche e palesemente costruite.

Lo schema si è già ripetuto più volte fin dalla guerra in Libia del 2011 e poi in Siria: fonti “umanitarie” strettamente legate alle milizie jihadiste e ai loro alleati arabi diffondono notizie non verificabili per l’assenza di osservatori neutrali. Notizie e immagini di attacchi chimici vengono subito diffuse dalle tv arabe appartenenti alle monarchie del Golfo, cioè agli sponsor dei ribelli, per poi rimbalzare quasi sempre in modo acritico in Occidente. Basti pensare che in sette anni di guerra la fonte da cui tutti i media occidentali attingono è quell’Osservatorio siriano per i diritti umani che ha sede a Londra, vanta una vasta rete di contatti in tutto il paese di cui nessuno ha mai verificato l’attendibilità, è schierato con i ribelli cosiddetti “moderati” ed è sospettato di godere del supporto dei servizi segreti anglo-americani. Anche per questo non bastano i cadaveri dei bambini o dei sopravvissuti con mascherine collegate a supposte bombole ad ossigeno per dimostrare l’esito di un attacco chimico e la sua paternità. Meglio ricordare le immagini diffuse l’anno scorso dei ribelli di Idlib (qaedisti dell’ex Fronte al-Nusra) che mostravano improbabili soccorritori con abiti estivi e privi di protezioni occuparsi di supposte vittime del gas nervino di Assad. Se così fosse stato gli stessi soccorritori sarebbero morti in pochissimi minuti poiché quell’agente chimico viene assorbito anche attraverso la pelle.

A suggerire prudenza prima di attribuire agli uomini di Assad l’attacco chimico a Douma contribuiscono inoltre altre valutazioni. Jaysh al-Islam è una milizia salafita nota per aver impiegato i civili come scudi umani e per aver utilizzato il cloro nelle battaglie contro i curdi dell’aprile 2016. Il cloro non è un’arma ma un prodotto chimico che può essere letale in forti concentrazioni e in ambienti chiusi, facilmente reperibile e già utilizzato nel conflitto siriano anche dallo Stato Islamico. I miliziani dispongono quindi da tempo dello stesso aggressivo chimico e non è difficile ipotizzare, a Douma come in tanti altri casi incluso quello di Khan Sheykoun l’anno scorso, che siano stati gli stessi ribelli a liberare cloro ad alta concentrazione per uccidere civili e attribuirne la colpa a Damasco puntando così a incoraggiare una reazione internazionale contro il regime di Assad. Del resto fu il presidente Barack Obama, nel 2013, a indicare nell’uso di armi chimiche da parte delle forze di Assad, quel “filo rosso” che avrebbe scatenato un intervento americano e non a caso ieri Trump ha accusato il suo predecessore di non aver chiuso i conti allora con Assad, definito “un animale”.

Il presidente siriano è certo uomo senza scrupoli ma non ha alcun interesse a usare armi chimiche che sono, giova ricordarlo, armi di distruzione di massa idonee a eliminare migliaia di persone in pochi minuti non a ucciderne qualche decina: per stragi così “limitate” bastano proiettili d’artiglieria e bombe d’aereo convenzionali.

Assad sta ripulendo le ultime sacche di resistenza in mano ai ribelli jihadisti e sta evacuando i civili dalle zone di combattimento: perché dovrebbe scatenare la riprovazione internazionale proprio mentre sta per cacciare i ribelli anche da Douma? Perché dovrebbe colpire quei civili che i suoi uomini stanno evacuando, per giunta dopo un accordo raggiunto con i miliziani di Jaysh al-Islam che consentirà il loro trasferimento forse in un’area vicina a Jarablus, al confine con la Turchia? Il fatto che ieri Israele abbia invocato un attacco militare statunitense contro Damasco (conducendo poi un raid aereo contro la base T-4, vicina a Palmyra, con missili lanciati dallo spazio aereo libanese) e Trump abbia accusato anche Russia e Iran in nome di un attacco chimico che nessuna fonte neutrale ha potuto finora verificare, induce a ritenere che ci troviamo di fronte all’ennesima operazione propagandistica messa a punto usando lo spauracchio delle armi chimiche.

Washington infatti non ha escluso azioni militari contro Damasco caldeggiate anche da Parigi (che potrebbe partecipare a eventuali raid punitivi) mentre la Russia ha messo in guardia gli Usa contro un “intervento militare per pretesti inventati” in Siria, che potrebbe “portare a conseguenze più pesanti”.

La cautela dovrebbe quindi essere d’obbligo, specie dopo la figuraccia rimediata dal ministro degli Esteri britannico Boris Johnson che sulla responsabilità russa nel “caso Skripal” è stato smentito dal direttore dei laboratori militari di Sua Maestà. Tra l’altro la denuncia dell’attacco chimico a Douma sembra cadere a proposito per scoraggiare il ritiro delle forze americane dalla Siria settentrionale e orientale, annunciato da Trump dopo il fallimento del proposito della Casa Bianca di far pagare ai sauditi qualche miliardo di petrodollari per finanziare le operazioni dei militari americani. Il ritiro dei 2mila americani rischia però di lasciare carta bianca alle truppe turche nel nord del Paese e a quelle di Damasco nell’est, per questo oltre agli arabi e agli israeliani anche il Pentagono si oppone alla decisione annunciata da Trump. Forse il presidente potrebbe essere costretto a cambiare idea di fronte all’indignazione dell’opinione pubblica e della comunità internazionale per i bambini uccisi dal cloro di Assad, “l’animale” alleato di russi e iraniani per il quale Trump minaccia una punizione esemplare.

Recommended For You

About the Author: Pisorno

47 Comments

  1. It’s actually very difficult in this active life to listen news on Television,
    so I simply use world wide web for that reason, and get the hottest news.

  2. You made some good points there. I checked on the internet for more info about the issue and found most individuals
    will go along with your views on this web site.

  3. I do agree with all the concepts you have introduced
    to your post. They’re really convincing and can certainly work.
    Still, the posts are very brief for novices. Could you please
    lengthen them a little from subsequent time? Thank you for the post.

  4. I read this paragraph fully about the difference of most up-to-date and earlier
    technologies, it’s awesome article.

  5. Hmm is anyone else having problems with the pictures on this blog loading?
    I’m trying to find out if its a problem on my end
    or if it’s the blog. Any responses would be greatly appreciated.

  6. Today, while I was at work, my cousin stole my apple ipad and tested to see if it can survive a 40
    foot drop, just so she can be a youtube sensation. My apple ipad is now broken and she has 83 views.
    I know this is totally off topic but I had to share it with someone!

  7. Link exchange is nothing else however it is simply placing the other person’s
    website link on your page at appropriate place and other person will also do same
    for you.

  8. Simply desire to say your article is as astounding.
    The clarity to your submit is simply spectacular and
    that i could assume you are a professional in this subject.
    Fine together with your permission let me
    to take hold of your feed to stay updated with impending post.
    Thank you a million and please carry on the enjoyable work.

  9. Wonderful website you have here but I was curious if you knew of any message boards that cover the same topics talked about in this article? I’d really like to be a part of community where I can get suggestions from other knowledgeable individuals that share the same interest. If you have any suggestions, please let me know. Thanks a lot!|

  10. What’s up to every body, it’s my first pay a visit of this web site; this webpage consists of remarkable and truly excellent material for visitors.|

  11. Greetings from California! I’m bored to tears at work so I decided to check out your blog on my iphone during lunch break.
    I love the info you provide here and can’t wait to take a
    look when I get home. I’m amazed at how fast your blog loaded on my cell phone ..
    I’m not even using WIFI, just 3G .. Anyhow, great site!

  12. Just wish to say your article is as surprising. The clarity to your publish is simply excellent and i could assume you’re an expert on this subject. Well together with your permission allow me to seize your RSS feed to keep up to date with approaching post. Thanks a million and please keep up the rewarding work.|

  13. Thanks for the good writeup. It in fact was once a entertainment account it. Look complex to more added agreeable from you! However, how can we keep up a correspondence?|

  14. Hey this is kinda of off topic but I was wondering if blogs use WYSIWYG editors or if you have to manually code with HTML. I’m starting a blog soon but have no coding knowledge so I wanted to get advice from someone with experience. Any help would be enormously appreciated!|

  15. Howdy! I could have sworn I’ve visited this web site before but after going through some of the articles I realized it’s new to me. Nonetheless, I’m definitely pleased I found it and I’ll be book-marking it and checking back often!|

  16. Excellent goods from you, man. I’ve understand your stuff previous to and you’re just too excellent. I actually like what you’ve acquired here, certainly like what you’re stating and the way in which you say it. You make it entertaining and you still take care of to keep it wise. I cant wait to read far more from you. This is really a tremendous web site.|

  17. Wonderful goods from you, man. I’ve be mindful your stuff previous to and you’re just too great. I actually like what you have obtained right here, certainly like what you are stating and the way in which during which you are saying it. You make it enjoyable and you still care for to keep it sensible. I can’t wait to learn far more from you. This is really a great site.|

  18. I don’t know if it’s just me or if perhaps everyone else encountering
    issues with your site. It looks like some of
    the text on your posts are running off the screen. Can somebody
    else please comment and let me know if this is happening to them
    too? This could be a issue with my web browser because I’ve had this happen previously.
    Thanks

  19. It’s the best time to make some plans for the future and it is time to be happy. I have read this post and if I could I wish to suggest you some interesting things or suggestions. Perhaps you could write next articles referring to this article. I want to read more things about it!|

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.