Esce nelle sale “Questi giorni” di Giuseppe Piccioni, presentato alla Mostra del cinema di Venezia

C’era molta attesa alla 73° Mostra del cinema di Venezia per l’ultimo film di Giuseppe Piccioni: “Questi giorni”

16settembre 2016 di Donatella Nesti

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Il regista infatti aveva conquistato la coppa Volpi ai due interpreti, Locascio  e Ceccarelli, con “Luce dei miei occhi” nel 2001.  Forse troppo ambizioso collocare nel concorso principale il film che non ha ricevuto premi importanti ma è ora in attesa del responso delle sale. Il ‘road trip’ è un classico del cinema e della narrativa di ogni tempo, il viaggio risponde spesso al rito di passaggio dalla giovinezza all’età adulta come insegna quel magico racconto di Conrad  ’La linea d’ombra’  quella linea che si profila  ” ad avvertirci  che bisogna dire   addio anche  al paese della gioventù”.

Image and video hosting by TinyPicUna città di provincia forse Gaeta. Tra le vecchie mura, nelle scorribande notturne sul lungomare, nell’incanto di un temporaneo sconfinamento nella natura, si consumano i riti quotidiani e le aspettative di quattro ragazze la cui amicizia non nasce da passioni travolgenti, interessi comuni o grandi ideali. Ad unirle non sono le affinità ma le abitudini, gli entusiasmi occasionali, i contrasti inoffensivi, i sentimenti coltivati in segreto. Il loro legame è tuttavia unico e irripetibile come possono essere unici e irripetibili i pochi giorni del viaggio che compiono insieme per accompagnare una di loro a Belgrado, dove l’attendono una misteriosa amica e un’improbabile occasione di lavoro.

Nella presentazione del film il regista dichiara  ”Nel viaggio, per quanto breve, si ha la sensazione di un’idea diversa della durata, che il tempo sia interamente vissuto. Dovevo stare semplicemente vicino a queste ragazze, dovevo filmare qualcosa che non è solo nella storia. Raccontare anche quel senso fisico dell’esistenza tipico di quell’età, quell’energia, quel dispendio senza riserve o cautele. In questo senso il paesaggio ci ha aiutati ma non in maniera descrittiva e la natura è solo compagna di quei gesti, di quelle parole, di quelle vicende., della fiammata improvvisa che nell’arco di pochi giorni vissuti intensamente diventa rapidamente ricordo, un’occasione mancata, un gesto che si è perso da qualche parte, anche se bisogna andare avanti, sempre. Come dice Caterina tutto quello che accade ci accade senza che ne siamo consapevoli”.

Resta il rammarico di un’occasione mancata perché il viaggio davvero inconcludente, a parte la rivelazione di alcuni segreti, non porta reali cambiamenti nella vita delle quattro ragazze ed i personaggi di maggior  spessore, la mamma Margherita Buy e il professore Filippo Timi, restano sullo sfondo. Comunque  nel panorama desolante del cinema italiano un film da vedere anche se non esaltante, brave le quattro ragazze Liliana (Maria Roveran), Caterina (Marta Gastini), Angela (Laura Adriani), Anna (Caterina Le Caselle).

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