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“Giorno della Terra”. Sangue e scontri a Gaza

Se l’obiettivo di Israele era quello di alzare la tensione nella Striscia, si può dire che ci sia riuscito perfettamente

30marzo 2018 redazione

Decine di migliaia i manifestanti affluiti per la “Marcia del Ritorno”, proclamata in occasione del “Giorno della Terra” che commemora i sei palestinesi uccisi dalla polizia israeliana in Galilea 42 anni fa, durante la protesta contro la confisca delle terre arabe, ricorrenza che nel corso degli anni si è trasformata come momento di condanna dell’occupazione militare dei Territori palestinesi e a sostegno della minoranza araba in Israele. Una protesta che durerà sei settimane per il “diritto al ritorno” dei rifugiati palestinesi, oltre a denunciare il blocco imposto a Gaza da Israele.

Va anche ricordato che quest’anno, ad aggravare la tensione, la ‘Giornata della Terra’ viene commemorata all’indomani del riconoscimento, unilaterale, di Gerusalemme come capitale di Israele da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, decisione che oggettivamente contrasta con il diritto del popolo palestinese ad uno Stato indipendente, con Gerusalemme Est capitale.

Le notizie che giungono segnalano già un gravissimo bilancio di sangue e scontri

Manifestanti palestinesi uccisi lungo i reticolati di confine (le agenzie al momento confermano 16 morti) ma si parla anche di oltre 1000 feriti, dovuti a colpi di artiglieria israeliana. Se questo fosse confermato si tratterebbe di una evidente violazione all’obbligo internazionale nel dover distinguere i civili dai combattenti.

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