09262017Headline:

Gita e Kilo, la Piaggio entra nel futuro della mobilità

Kilo e Gita sono le nuove creazioni della Piaggio. I due robot sono nati a Boston dove la Piaggio Fast Forward -Pff- nata nel 2014 ad opera di Michele Colaninno, è diretta dallo storico dell’arte Jeffrey Schnapp

22febbraio 2017 di Ruggero Morelli

Sono due veicoli automatici, simili ad una ruota semovente,  concepiti per seguire una persona trasportando carichi fino a 115 kg l’uno e 15 kg l’altra. Possiamo mettere da parte  l’immagine dei robot nelle forme di manichini simili a noi vedute nei film di molti anni fa. Queste sono piccole macchine per muoversi in uno spazio densamente popolato, dove il loro comportamento sarà facilmente intuibile anche da chi non le ha mai viste prima.

Quindi sono pensate per aiutare  a spostarsi insieme al pedone anche in presenza di marciapiedi, rampe e piste ciclabili. Dopo veicoli leggeri come vespa, ape e piccoli camioncini-porter-  Piaggio ha lavorato sulla stessa linea.  Mezzi destinati ad essere inseriti nei luoghi industriali o professionali ed anche personali dove oggi si trovano carrellini, bici, trolley ed altri strumenti meno flessibili. Con questi veicoli si punta ad aumentare le capacità umane di muoversi la dove le strutture delle città e dei luoghi di lavoro condizionano ormai la nostra mobilità. 

Lo spirito  che informa tutta la ricerca della robotica, come ricorda sempre il prof. Paolo Dario, è quello di alleviare le fatiche ancora presenti nel lavoro di molti. Ed anche di aiutare gli anziani nella vita quotidiana quando appunto il corpo risponde un po’ meno, ed infine  di migliorare la qualità della  sanità.  Grande risonanza hanno avuto le recenti ricerche nei centri che conosciamo tra Pisa, Pontedera, Capannori , Livorno, ed anche al centro Iit di Genova.  Sono ormai ben noti gli interventi per la chirurgia, per le protesi degli arti,  per gli strumenti utili ad ispezionare  parti delicate interne. Per questi ultimi è stato decisivo lo studio della natura del polpo nel laboratorio dello Scoglio della regina diretto dalla prof. Cecilia Laschi.

La robotica si sviluppa mettendo al centro l’uomo e così avrà più facilità di essere accettata e avere successo. Si parla infatti di ‘robotica antropocentrica”  e per gli interventi come quelli sanitari di ”soft-robotica”

Vedi: www.piaggiofastforward.com – http://www.santannapisa.it/it/ateneo/research-centre-sea-technologies-and-marine-robotics – fb : istituto di biorobotica, scuola superiore Sant’Anna
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