07282017Headline:

Il 2 giugno, a partire dalle ore 10:30, manifestazione a Camp Darby: “No ai treni della morte dal porto di Livorno”

Si vuole costruire una nuova linea ferroviaria per potenziare il collegamento tra la base usa di Camp Darby e il porto di Livorno, trasportando armi ed esplosivi attraverso un territorio densamente popolato

29maggio 2017 da Giusti Federico, campagna territoriale di resistenza alla guerra, area Pisa-Livorno

Camp Darby progetto di potenziamento

Il progetto, presentato dalla Commissione mista costruzioni italo-statunitense, è stato approvato il 26 aprile dal Consiglio direttivo dell’Ente Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli. Esso prevede la realizzazione di una nuova linea  ferroviaria che dalla Stazione di Tombolo porta ad un grande terminal all’interno di Camp Darby. La nuova linea, integrata da un ponte girevole sul Canale dei navicelli, permette il transito di due treni al giorno. Dopo l’allargamento della darsena interna alla base e i lavori per accrescere la navigabilità del Canale dei navicelli e dello Scolmatore, si vuole ora potenziare anche il collegamento ferroviario tra la base Usa e il porto di Livorno.

  • La spesa per la sua realizzazione è a carico delle Ferrovie e degli Enti locali, ossia di noi contribuenti. Sulle nostre spalle già grava una spesa militare che supera in media i 70 milioni di euro al giorno, pagati con denaro pubblico, destinata a crescere a circa 100 milioni  a scapito delle spese sociali per il lavoro, la sanità e la scuola.
  • Dobbiamo cioè pagare per realizzare un collegamento ferroviario che permette di far transitare attraverso il nostro territorio maggiori carichi di armi Usa. Esse vengono inviate soprattutto in Medioriente – per le guerre in Siria, Iraq e Yemen – per mezzo di grandi navi statunitensi che fanno scalo ogni mese a Livorno.
  • Come conseguenza, il nostro territorio verrebbe ulteriormente militarizzato. Crescerebbero allo stesso tempo i rischi per i suoi abitanti, dovuti al transito di treni carichi di armi ed esplosivi in zone densamente popolate.

“Un progetto di tale portata non può passare sulle testa di noi cittadini, facciamo sentire la nostra voce, diciamo no ai treni della morte”.

I comitati di Livorno per il NO nel referendum costituzionale e contro l’Italicum, aderiscono alla mobilitazione

Da Gisella Seghettini, Referente Comitato livornese per il NO nel referendum costituzionale e Roberto D’Ambra, Referente Comitato livornese contro l’Italicum, Livorno

I comitati di Livorno per il NO nel referendum costituzionale e contro l’Italicum aderiscono alla mobilitazione che si svolgerà venerdì 2 giugno alle 10:30 di fronte all’ingresso di Camp Darby.

Come recita l’art.11 della nostra Costituzione, “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

Le armi che verranno fatte transitare sui treni dalla base militare americana al porto di Livorno vengono usate in contrasto alla nostra costituzione e mettono in pericolo i cittadini dei nostri territori!

Le Federazioni provinciali di Sinistra Italiana di Livorno e Pisa esprimono congiuntamente l’adesione pubblica a sostegno dell’iniziativa che i movimenti e i soggetti politici hanno convocato per il 2 giugno alle h.10.30 di fronte all’ingresso di Camp Darby

Da Simona Ghinassi, Coordinatrice Sinistra Italiana, Livorno

Nel corso del 2017, infatti, inizierà la realizzazione di una nuova linea ferroviaria che potenzierà il collegamento fra la base statunitense ed il porto di Livorno. Si tratta di una infrastruttura il cui progetto è stato approvato il 26 aprile dal consiglio direttivo dell’Ente Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli e che non sarà messa a disposizione dei cittadini, poiché trasporterà senza nessun controllo armi ed esplosivi attraverso un territorio densamente popolato. Critichiamo il potenziale pericolo per la sicurezza del territorio nel suo complesso; parliamo di un’area che abbraccia due province con i propri due principali agglomerati urbani ed industriali.

  • Non si intravede da parte degli Enti Locali o del governo un’autentica presa in carico del tema della smilitarizzazione, ormai completamente abbandonata. L’ultimo vertice NATO, anzi, ha visto la subalternità del governo italiano alla richiesta statunitense di aumentare il contributo alle spese dell’Alleanza dell’Atlantico del Nord: non esattamente il preludio per una politica estera ancorata alla smilitarizzazione.
  • Noi non vogliamo che il nostro territorio paghi il costo umano e sociale di una presenza militare cosi’ pervasiva e non controllabile con organismi democratici. Dai nostri comprensori, infatti, vengono inviate soprattutto in Medioriente – per le guerre in Siria, Iraq e Yemen – grandi cargo con armi statunitensi che fanno scalo ogni mese a Livorno. Proprio per questo aderiamo con convinzione, nei nostri rispettivi territori, alla campagna per la smilitarizzazione e la resistenza alla guerra, proprio per questo il 2 giugno saremo presenti: in Parlamento e nel Paese, Sinistra italiana vuole farsi portatrice di una politica complessiva di pace e smilitarizzazione.

Non c’è giorno migliore del 2 giugno per ribadire che l’Italia, come indicato dall’art. 11 della nostra Costituzione, ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà e alla dignità dei popoli. Sarebbe il caso che le istituzioni prendano parola su questo, anziché attestarsi su una retorica tanto alta quanto vuota.

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