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Incendio Monti Pisani. Interventi a Calci per evitare che si allarghi ad una nuova vallata

Il presidente Rossi ha firmato lo stato di emergenza. Stop alla caccia

25settembre 2018  da Walter Fortini

Chi non ha trovato ospitalità presso amici o parenti stasera dormirà in albergo.

Il presidente della Toscana Enrico Rossi, in continuo contatto da Firenze, anche nel pomeriggio, con i tecnici e responsabili della protezione civile impegnati nell’incendio dei Monti Pisani, fa il punto, con un quadro aggiornato alle 17.15. 

Domattina il presidente della Regione Enrico Rossi firmerà il decreto per istituire il divieto di caccia in tutte le zone percorse dal fuoco e in quelle limitrofe, dove gli animali hanno trovato riparo dagli incendi.

“La situazione – dice – è sicuramente migliorata rispetto alla fase più intensa della nottata e della mattina, ma ancora il rogo non è domato”. A Vicopisano il fuoco è attivo e prescritto. Sul fronte opposto, nel comune di Calci, si era ridotto ma adesso è quello più a rischio: se il fuoco si allarga infatti potrebbe attaccare una nuova vallata. Lì si stanno concentrando così in questo momento gli interventi del Chinook e degli elicotteri del servizio antincendio regionale di Massa e Firenze.
“A preoccupare è soprattutto, ancora, il vento – racconta Rossi – Era diminuito ma ora, come atteso, si sta di nuovo rialzando”. Il consorzio Lamma conferma le previsioni già fatte stamane, che prevedono infatti un peggioramento delle condizioni in serata. Dalle 22 ci saranno venti con una media di 25 km/h e con raffiche fino a 50 km/h. Dalle 5 di domattina il fenomeno si attenuerà. “I canadair e gli elicotteri – dice ancora Rossi – hanno migliorato la situazione, ma la vastità dell’incendio è tale che il lavoro da fare è ancora tanto. Prosegue dunque al massimo sforzo l’impegno del sistema regionale anticendio”.

In questo momento sono operativi sette mezzi statali (5 canadair, 1 S64, e 1 chinook) oltre a due elicotteri del servizio antincendi della Regione Toscana, che però possono operare parzialmente per il forte vento in zona e continueranno ad operare finché la situazione lo consentirà. I punti critici sono due: uno sotto le antenne del Monte Serra, gestito dagli operatori a terra, e uno in località Noce nel comune di Vicopisano al confine con il comune di Calci, dove stanno operando i mezzi nazionali.

Per tutti gli sfollati è stata individuata una situazione autonoma. Trenta saranno sistemati negli alberghi. Resta aperta la palestra vicina alla chiesa di Calci per le emergenze.

Gli sfollati, prevalentemente di Calci, hanno già trovato un posto dove passare la notte: in genere si tratta di una sistemazione autonoma, trenta saranno sistemati negli alberghi. Nella palestra di Calci, dove rimangono disponibili una cinquantina di posti, stato rafforzato il presidio sanitario: ora ci sono un mezzo medicalizzato e sette ambulanze. L’ultima notizia riguarda gli abitanti della frazione di Noce nel comune di Vicopisano. Erano stati preallertati ed ora è stata decisa l’evacuazione. Gli sfollati diventano dunque complessivamente settecento.

I mezzi aerei continueranno il loro lavoro fino a sera, quando per motivi di sicurezza cesseranno le attività di volo. Il presidente, che ha firmato nel pomeriggio la dichiarazione di stato di emergenza regionale, sottolinea anche qualità e tempestività del personale da ieri al lavoro.

“Anche in questo caso si è dimostrata la capacità di intervento delle nostre squadre, nonché la preparazione del nostro volontariato – ricorda Rossi – Non a caso la Toscana conta una struttura come il centro di Monticiano, a Siena, l’unico in Italia dedicato specificamente all’addestramento antincendi boschivi, in grado di formare ogni anno qualcosa come 1.300 operatori, con l’obiettivo di garantire efficacia degli interventi, sicurezza, integrazione tra le varie strutture operative”. La Toscana, tra l’altro, è la regione più boscata di Italia insieme al Trentino. “Un patrimonio verde – spiega ancora il presidente – che abbiamo voluto tutelare anche con la nostra legge sul paesaggio, unica a prevedere un divieto di edificabilità nelle superfici boscate”.

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