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Ladio Veron, Capo indio del Popolo Guarani-Kaiwoà del Mato Grosso (Brasile), ha fatto tappa a Pisa. Report e video

Grande partecipazione di pubblico e costituzione di un comitato italiano di solidarietà

16aprile 2017 di Andrea Vento

Venerdì 7 aprile al ristorante Soul Kitchen in via Aurelia Sud a Pisa, il Mininotiziario America Latina, il Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati, la Libera Università Popolare “A. Bicchierini” e le associazioni Italia-Nicaragua e Italia-Cuba di Livorno hanno organizzato un incontro col Cacique del popolo Guaranì-Kaiowà del Mato Grosso del Sud, Ladio Veron che ha rappresentato occasione importante per gli abitanti della Toscana nordoccidentale divenire a conoscenza, direttamente dalle parole del Capo indio, della grave repressione a cui sono sottoposte le comunità amerindie brasiliane.

Ladio proveniente dalla Grecia,  è in Italia da dove proseguirà il suo tour  verso altri paesi europei, in quanto, a causa della gravità della situazione, il Tribunal Popolar, fondato nel 2008 per sostenere i diritti delle comunità brasiliane nere e indigene meno tutelate, gli ha attribuito nei mesi scorsi il mandato di intraprendere un viaggio nel Vecchio Continente per “denunciare a livello internazionale la violenza continua subita in generale dalle popolazioni indigene in Brasile, e in particolare dai popoli Kaiowá e Guarani.”

Di fronte ad una sala gremita da circa 80 persone, il un clima di estrema partecipazione anche emotiva -come si evince dal reportage fotografico – Ladio Veron ha esposto le drammatiche vicende che affliggono il suo popolo lanciando al contempo una campagna di solidarietà internazionale a sostegno della lotta delle comunità indigene contro l’espulsione dalle terre ancestrali, scopo principale del suo viaggio europeo.

Il racconto, lucido ma coinvolgente, del Leader indigeno ha ripercorso la complessa storia a partire dal 1988, anno d’entrata in vigore della nuova Costituzione che, all’articolo 16, riconosceva i diritti dei popoli nativi, prevedendo anche la demarcazione e la restituzione entro 4 anni delle “terre indigene” alle comunità amerindie. Disposizione attuata nei decenni successivi con estrema lentezza dai vari governi succedutisi, tant’è che, non solo, le terre effettivamente restituite ad oggi sono solo una minima parte di quelle costituzionalmente previste ma, la repressione e l’espulsione dai propri territori continua con intensità crescente da quando nell’estate scorsa si è insediato il presidente Temer, a seguito del Golpe istituzionale che ha deposto la Presidente Dilma Rousseff, con governo sostenuto da una maggioranza di centro-destra, al cui interno è rilevante la presenza di rappresentanti dei Fazenderos, i latifondisti brasiliani.

Ladio Veron ha mostrato inquietanti filmati nei quali i paramilitari al servizio degli agrari compiono inaudite violenze ai danni delle comunità indigene, spesso provocando vittime, allo scopo di cacciarli dalle terre per impossessarsene ed avviarle a coltivazioni intensive monocolturali destinate all’esportazione, sradicando le loro forme produttive ecosostenibili di sussistenza a vantaggio del modello dell’agrobusiness che impoverisce rapidamente la fertilità dei suoli oltre a fare largo uso di prodotti di sintesi che, come i pesticidi lanciati da appositi aerei, contaminano l’ambiente e avvelenano le persone provocando la morte, soprattutto di bambini.

Le azioni violente dei Paramilitari non si sono arrestate nemmeno durante i governi progressisti, tant’é che nel periodo dei 3 mandati presidenziali del Partito dei Lavoratori (Pt), Lula (2) e Dilma (1), fra il 2003 e il 2015 sono stati uccisi ben 385 membri dei Guaranì-Kaiowa, fra cui in modo brutale il padre il padre di Lario, Marcos Veron, anche lui Cacique della propria comunità. Numeri che al lettore italiano possono sembrare esigui ma che assumono ben altra rilevanza se rapportati al totale del popolo Guaranì-Kaiowà. A quanto riferito da Ladio Veron attualmente in Brasile il suo popolo ammonta a circa 45.000 unità pertanto le persone uccise in modo violento fra il 2003 e il 2015 rappresentano lo 0,85% del totale. Una percentuale altissima che se rapportata alla popolazione italiana forniscono la cifra senz’altro impressionante di 510.000 persone assassinate. Una percentuale già molto alta alla quale, per avere un quadro più completo del genocidio in atto, vanno aggiunti i numerosi suicidi che falcidiano la popolazione indigena più giovane, indotta al tragico gesto per disperazione e mancanza di prospettive. 

Altri recenti filmati hanno mostrato l’intensificazione della repressione violenta attuata a partire dall’agosto 2016 con immagini di villaggi e abitazioni devastate, di incursioni armate e di famiglie sfollate ai bordi delle strade che testimoniano la ripresa dell’offensiva sul campo da parte dei Fazenderos affiancata al contempo anche da una incisiva azione politica che nel gennaio 2017 ha indotto il governo Temer ad indebolire la Funai, Fondazione Nazionale dell’Indio, tagliando 360 posti da funzionario e togliendole competenze per assegnarle al Congresso, ove su 594 parlamentari ben 207 sono espressione dei latifondisti.

La destrutturazione ed il depotenziamento della Funai, organo preposto all’elaborazione e all’implementazione delle politiche riguardanti i popoli indigeni, è frutto della nuova linfa che il Golpe istituzionale ha fornito alla già potente lobby degli agrari portandola persino a promuovere un emendamento costituzionale che prevede la riduzione dei territori dei popoli indigeni dal 13% previsto, ma mai rispettato, al solo 2,6% del territorio nazionale brasiliano.

Uno scontro frontale in atto che, vista l’asimmetria delle forze in campo, non lascia presagire prospettive positive per i Guarani-Kaiowà ma che non ha intaccato la capacità di implementazione delle lotte di resistenza da parte delle comunità indigene che peraltro sono decise a recuperare le terre ancestrali giuridicamente già loro assegnate ma non ancora effettivamente distribuite dal governo.

Ed è proprio per sostenere il diritto alla sopravvivenza dei Guarani-Kaiowà sulle loro terre, nelle quali vivono da sempre in modo simbiotico e scampare il rischio concreto di un vero proprio etnocidio, che i proponenti l’incontro hanno lanciato l’invito a sostenere la lotta degli Indios brasiliani attraverso la creazione di un Comitato di solidarietà a livello nazionale. Proposta che ha raccolto il sostegno convinto di quasi tutti i convenuti.

Per sostenere la lotta dei Guarani-Kaiowà, che peraltro rappresenta il popolo indigeno più numeroso del Brasile, contro la repressione e l’espulsione dalle proprie terre ancestrali e manifestare la propria solidarietà internazionale, si invita ad inviare una mail con oggetto “aderisco alla campagna di solidarietà per il popolo Guarani-Kaiowà” ad Aldo Zanchetta, coordinatore del viaggio di Ladio Veron in Italia all’indirizzo mail aldozanchetta@gmail.com.

La videointervista di Aldo Zanchetta a Ladio Veron, sarà inserita appena possibile
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