10 Giugno 2026, di Michele Faliani

Ci sono concerti che si ascoltano e concerti che si vivono. Quello che Nada ha portato sul palco di Piazza Mazzini, nell’ambito di Straborgo a Livorno, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. In una piazza gremita e partecipe, la cantautrice toscana ha offerto una delle prove più intense e convincenti della sua recente carriera, confermando ancora una volta come il suo percorso artistico abbia ormai poco a che fare con le logiche della nostalgia o con la celebrazione del proprio passato.
Da anni Nada ha scelto una strada diversa, lontana dalle scorciatoie del mercato e dalle rassicuranti riproposizioni dei successi di un tempo. La sua musica continua a evolversi, alimentata da una scrittura personale, inquieta e autentica, che affonda le radici nell’esperienza vissuta e nella continua ricerca espressiva. Sul palco di Livorno questa scelta è apparsa evidente fin dalle prime battute.
La scena era essenziale, priva di inutili artifici. Tutto era concentrato sulla musica e sulla presenza dell’artista. E proprio la presenza di Nada è stata l’elemento che ha dominato l’intera serata. Non semplicemente una cantante che interpreta le proprie canzoni, ma una performer capace di abitare ogni parola, ogni gesto e ogni silenzio con una forza rara.
Chi segue Nada da tempo sa quanto ogni suo concerto sia diverso dall’altro, ma quella di Straborgo è sembrata una serata speciale fin dall’inizio. Il pubblico, numeroso e attento, ha accolto ogni brano con un rispetto quasi religioso. Nessun chiacchiericcio invadente, nessuna ricerca compulsiva del video da condividere sui social. Solo ascolto, partecipazione e una crescente sintonia tra palco e platea.
La prima parte del concerto è stata dedicata soprattutto ai brani di “Nitrito”, il lavoro pubblicato nel 2025. Canzoni che raccontano fragilità, desideri, trasformazioni e consapevolezze, costruendo il ritratto di una femminilità complessa e lontana dagli stereotipi. Sono composizioni che richiedono attenzione e disponibilità emotiva, ma il pubblico livornese ha risposto con entusiasmo, lasciandosi guidare all’interno di un universo sonoro intenso e profondamente personale.
Accanto a Nada, una band affiatata e sensibile, capace di accompagnare ogni sfumatura del suo racconto musicale. Francesco Chimenti, Luca Cherubini Celli, Andrea Mucciarelli e Franco Pratesi hanno costruito un tessuto sonoro ricco ma mai invasivo, mettendo sempre al centro la voce e la personalità dell’artista.
Con il passare dei minuti il concerto ha assunto un’intensità crescente. I brani non venivano semplicemente eseguiti: prendevano forma attraverso il corpo, gli sguardi, i movimenti e la straordinaria capacità interpretativa di Nada. Ogni canzone sembrava aprire una finestra diversa sul suo mondo interiore, trasformando la piazza in uno spazio di condivisione emotiva.
Dopo il lungo viaggio attraverso il repertorio più recente, la scaletta si è aperta anche a canzoni ormai amate dal pubblico. “Guardami negli occhi”, “Tutto l’amore che mi manca” e “In mezzo al mare” sono state accolte da applausi calorosi e hanno mostrato una volta di più la capacità di Nada di attraversare epoche diverse della propria carriera senza mai apparire prigioniera del passato.
Il finale ha regalato alcuni dei momenti più emozionanti della serata. “Io ci sono” ha colpito per la sua sincerità tagliente, mentre “Amore disperato” ha trasformato Piazza Mazzini in una festa collettiva, liberando sorrisi, energia e partecipazione.
Quando sembrava che tutto fosse finito, il pubblico ha richiamato più volte l’artista sul palco. Nada è tornata per un secondo bis da sola, senza l’accompagnamento della band. Soltanto la sua voce, il ritmo scandito dal corpo e una piazza intera pronta a seguirla. “All’aria aperta” è diventata così un momento di autentica comunione tra artista e spettatori, uno di quei rari istanti in cui il confine tra chi canta e chi ascolta sembra dissolversi.
Alla fine della serata, lasciando Piazza Mazzini e le luci di Straborgo, la sensazione era quella di aver assistito a qualcosa che andava oltre il semplice concerto. Non un’operazione nostalgica, non una celebrazione del passato, ma l’espressione viva e pulsante di un’artista che continua a mettersi in gioco con coraggio e sincerità.
Nada ha dimostrato ancora una volta di essere una delle voci più originali e libere della musica italiana. E Livorno, per una sera, è stata il luogo ideale per accogliere questa straordinaria lezione di arte e umanità.
La photogallery del concerto:


