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Marchionne licenzia 5 operai, il tribunale di Napoli: “devono tutti tornare al lavoro”

Ricordate i 5 operai dalla Fiat Pomigliano licenziati per aver impiccato un fantoccio raffigurante il viso di Marchionne… il Tribunale di Napoli ordina il reintegro

La vicenda coinvolse 5 operai, poi licenziati dalla Fiat: Mimmo Mignano, Marco Cusano, Roberto Fabbricatore, Massimo Napolitano e Antonio Montella.

27settembre 2016 di Silvio Lami

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I fatti risalgono al 5 giugno del 2014, quando venne esposto fuori dal reparto logistico Fiat di Nola un fantoccio impiccato a un palo, raffigurante Marchionne. Gli stessi manifestanti dichiararono, all’epoca, che si è trattato di una forma di protesta provocatoria, attuata per portare all’attenzione il suicidio di due colleghi del reparto, conseguente ad essere stati messi in cassa integrazione: Pino De Crescenzo e Maria Baratto.

Bene, dopo ben due pronunce del Tribunale di Nola che dettero ragione a Marchionne respingendo la richiesta di reintegro, in Appello il Tribunale civile di Napoli ha ribaltato il giudizio, disposto il rientro in fabbrica e dichiarato illegittimo il licenziamento Fiat.

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