04202018Headline:

Negozi aperti per Pasqua e Natale: boicottare per costruire un nuovo modello contrattuale e di consumo

E’ doveroso solidarizzare con chi sciopera in occasione delle aperture dei negozi\centri commerciali (Natale,1 Maggio, Pasqua e Pasquetta, 25 aprile o Ferragosto) non dimenticando tuttavia che i Contratti Nazionali siglati hanno spianato la strada a rendere obbligatorio, o quasi, il lavoro in ogni giorno dell’anno.

31marzo 2018 di Giusti Federico

Chi oggi, a ragione, sciopera, non sempre ha memoria dei danni recati ai lavoratori da contratti e accordi che prima hanno avallato l’apertura con personale volontario lasciando alla grande distribuzione  campo libero nel pretendere le prestazioni lavorative in questi giorni. Ci auguriamo che le forze politiche che hanno criticato le aperture nei giorni di festa (non parliamo della domenica ma delle Festività piu’ importanti) siano coerenti in Parlamento mettendo al voto proposte di legge che pongano fine alla liberalizzazione selvaggia (e non solo degli orari). 

La riflessione dovrebbe partire dal valutare se i negozi aperti siano o meno una opportunità per i consumatori. 

  • Intanto bisognerebbe guardare il mondo non solo in qualità di utenti dei mercati, nei quali ci si muove con sempre maggiore difficoltà causa la perdita del potere di acquisto, ma anche pensando che i consumatori sono in primis dei lavoratori.
  • AI cittadini servono ipermercati aperti h24, oppure servono al ceto imprenditoriale, spesso transnazionale (es. Carrefour Auchan), che hanno come obiettivo la massimizzazione del profitto a scapito delle nostre condizioni di vita e di lavoro?

Le aperture in questi giorni avvengono sovente o con personale interinale o ricorrendo a contratti ultraprecari per il fine settimana, molte ore di lavoro in cambio di pochi soldi e il deterioramento delle condizioni di lavoro per tutti e tutte.

Oggetto di studio e di riflessione da  parte dei sociologi sono da tempo le trasformazioni sociali dovute al fatto che i centri commerciali sono ormai diventati non -luoghi di frequentazione consumistica, meta privilegiata di famiglie e ragazzi, rimpiazzando i tradizionali luoghi di aggregazione sociale. Anni fa una inchiesta di Confesercenti dimostrò che per ogni posto di lavoro (di solito precario) creato nei centri commerciali erano distrutti10 posti nei piccoli negozi dei centri storici dove la desertificazione è evidente e fonte di innumerevoli problemi. Lanciare una campagna di boicottaggio dei negozi aperti a Pasqua e Pasquetta è la scelta giusta se riusciamo anche a rimettere in discussione i contratti nazionali che hanno avallato la liberalizzazione e le aperture festive, se trasmettiamo un messaggio chiaro ossia che il consumismo sfrenato non ha migliorato le nostre esistenze o il potere di acquisto di salari e pensioni, ma ha precarizzato i rapporti di lavoro.

Ci hanno rinchiusi in una gabbia luccicante dentro cui gli utenti consumatori sono come le scimmiette al circo, credono di essere protagoniste ma in realtà sono solo le vittime sacrificali del circolo mediatico. Invitiamo a boicottare l’apertura della grande distribuzione nelle festività per costruire un nuovo modello contrattuale per i lavoratori e ritornare al commercio di quartiere che mette al centro la qualità dei prodotti, la vita delle persone e dei centri storici.

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