
Ciò che è determinante è il contesto sociale, indipendentemente dal sesso dei genitori
”I figli di gay sono tendenzialmente ad alto rischio di problemi sicuramente psicosomatici, neuropsichiatrici e di depressione”, aveva affermato il presidente della SIPPS Giuseppe Di Mauro. Sposando in pieno le tesi della rivista Pediatrics, secondo cui ”bambini cresciuti da coppie omosessuali sono esposti a maggiori rischi per la salute di quelli cresciuti in famiglie eterosessuali sposate”.
Ed è di ieri l’affermazione del presidente della Società Italiana di Pediatria, Giovanni Corsello: “Non si può escludere che convivere con due genitori dello stesso sesso non abbia ricadute negative sui processi di sviluppo psichico e relazionale nell’età evolutiva”
“Affermazioni inappropriate e scientificamente premature”, dice Paolo Sarti (Sì Toscana a Sinistra) ”
Nella letteratura scientifica sono consolidati solamente gli studi che mettono in evidenza i rischi nella famiglia eterosessuale, ed è presumibile che gli stessi rischi possano esistere anche nella famiglia omosessuale o monogenitoriale. Tutto qui. Sono inopportune certe affermazioni fatte in questo preciso momento in cui i legislatori sono chiamati a tutelare adeguatamente i diritti di delle famiglie omosessuali.”
“Condivido la posizione di Claudio Mencacci, presidente della Società Italiana di Psichiatria, che afferma che ciò che conta è la capacità affettiva dei genitori, la capacità di accogliere e seguire la crescita dei bambini, creando un ambiente sicuro, sereno e protettivo. E’ il contesto sociale la garanzia della salute dei figli, come dimostrano recenti revisioni di studi condotti negli Stati Uniti, in Australia ed in Olanda. E questo non dipende certo dal genere dei genitori” prosegue Sarti.
“Su questo dobbiamo lavorare: normare e quindi “normalizzare” il contesto sociale anche delle coppie omosessuali, creare un contesto di accoglienza privo di pregiudizi, a garanzia proprio della salute dei bambini. Noi pediatri, insomma, dobbiamo assistere e sostenere i genitori nel loro ruolo perché possano allevare al meglio i loro figli, indipendentemente che siano genitori etero o omosessuali, senza lanciarsi in affermazioni strumentali e per altro prive di adeguato sostegno scientifico. In sintesi: i pediatri siano al servizio dei bambini e non delle ideologie.”