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Pesci, dinosauri, fossili, minerali… i bambini imparano alla Certosa di Calci

Image and video hosting by TinyPicEntrando nella Certosa, fondata nel 1366, uno dei monasteri certosini più importanti d’Italia, oggi polo museale, sarà possibile effettuare un’affascinante viaggio nel passato e nel mondo animale che coinvolgerà grandi e piccoli visitatori.

21gennaio 2017 di Patrizia Russo

Il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa è uno tra i più antichi al mondo. Raccoglie ed espone oltre 400 anni di storia: reperti di zoologia, fossili e minerali, la galleria dei cetacei e l’acquario che con l’inaugurazione delle nuove sale, a maggio, è diventato il più grande acquario di acqua dolce d’Italia.

Abbiamo visitato le sale dell’acquario con Ludovica, una splendida bambina di 5 anni. La nostra guida Simone subito ha affascinato la piccola con il racconto di chi abitava la Certosa e come si svolgeva la vita al suo interno. Dopo questa breve, ma doverosa introduzione, quasi in punta di piedi siamo entrati nelle vecchie cantine della Certosa che oggi ospitano le numerose vasche. Con questo percorso Ludovica ha ammirato e imparato tante cose sui pesci di acqua dolce.

Image and video hosting by TinyPicL’acquario è organizzato in 5 settori disposti su tre livelli e comprende 36 vasche. Il primo settore è dedicato al Lago Tanganica e ai pesci delle sue scogliere. Il secondo ha fornito un quadro dell’evoluzione dei pesci, dalle razze ai pesci palla d’acqua dolce, dai pesci primitivi che hanno dato origine agli anfibi (come il dipnoo), al ritorno all’acqua, rappresentato dalle tartarughe. Il terzo settore è dedicato alle coloratissime carpe Koi, mentre il quarto e il quinto danno spazio alla biodiversità dei pesci del mondo, con vasche dedicate all’Europa, all’Africa, all’Asia e all’America, che ospitano una grandissima varietà di specie.

Per i bambini è davvero fantastico, perché hanno la possibilità di ammirare e imparare su argomenti diversi e conoscere specie animali molto rare. Quello che più ha colpito Ludovica sono state le vasche con i pesci palla e il racconto sul modo in cui si difendono ingoiando aria o acqua e gonfiandosi, facendo così paura all’aggressore, i famosi e temibili piranha, le tartarughe e il loro lento andare, le mante colorate e le diverse specie di pesce gatto con i loro lunghi baffi.

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Usciti dall’acquario, siamo passati per la “Terra dei giganti”. Questa area contiene impressionanti ricostruzioni a grandezza naturale di dinosauri e altre colossali creature che milioni di anni fa popolarono la terra, il cielo e le acque del nostro Pianeta. Per Ludovica, è stato come mettere un piede su una pietra sbagliata e cadere indietro nel tempo. Perché si è improvvisamente trovata circondata dai grandi esemplari talmente realistici che probabilmente in alcune occasioni ha creduto potessero animarsi.

Image and video hosting by TinyPicInteressante l’area didattica annessa con un documentario sulla vita dei dinosauri e il baby scavo, grazie a dei pennelli, si diventa piccoli esploratori cercando fossili nascosti nella sabbia.

L’ultima sezione che abbiamo visitato è alla scoperta dell’Arca “La terra tra mito e scienza”. Una grande area in cui i piccoli visitatori ammirano la ricostruzione dell’Arca di Noè e si divertono a ricercare tra i cento animali le coppie salvate dal diluvio universale da Noè. Come la storia racconta l’unico animale che non è riuscito ad entrare è l’unicorno, presente ovviamente, ma posto all’esterno dell’Arca. Questa sezione affronta anche il tema della biodiversità e della sua salvaguardia, all’interno di un ambiente narrativo di alto valore simbolico.

Ludovica si è molto divertita in questo museo realizzato a misura di bambino. Ovviamente la visita dovrà essere tarata dai genitori e dagli insegnanti per lunghezza e approfondimento a seconda dell’età dei visitatori.

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