11212018Headline:

Porto. I lavoratori dell’Unicobas licenziati da ALP tornano al lavoro

Si è conclusa venerdì 13 la trattativa per la riassunzione dei 3 lavoratori dell’Unicobas licenziati da ALP il mese scorso ed i lavoratori riprenderanno il lavoro domani.

16luglio 2018 da Claudio Galatolo e Massimo Mazza UniCobas, Livorno

Si tratta di un reintegro sostanziale anche se non formale, nel senso che i lavoratori mantengono le tutele del contratto precedente (niente jobs act), lo stesso inquadramento e l’anzianità di servizio. La mobilitazione messa in piedi dall’Unicobas a cui hanno aderito l’USB, la CUB, molti lavoratori e organizzazioni politiche ha dato i suoi frutti e ringraziamo tutti per la solidarietà. Purtroppo il lavoro riprende in un clima tragicamente compromesso da continui infortuni che mettono sempre più in evidenza le problematiche sulla sicurezza in porto dovute al mancato rispetto delle norme basilari come spesso denunciato dall’Unicobas.

Oltre a questo si continua a permettere che aziende come Seatrag (art. 16), nei guai per falso in bilancio (articolo del il tirreno del 17/3/2018),  godano di concessioni da parte dell’autorità portuale oltre ad utilizzare contratti sempre più precari e mezzi che a nostro avviso avrebbero bisogno di un accurato controllo di efficienza da parte delle autorità competenti. Inoltre gli RLS di sito competenti sono attivi solo sulla carta perché ad oggi manca ancora un loro effettivo apporto ( stanno ancora ultimando il corso di formazione dopo alcuni anni di completa assenza), quindi i lavoratori sono impossibilitati ad avere un loro serio apporto per le problematiche riguardanti la sicurezza, denuncia che l’Unicobas ha fatto nel recente convegno sulla sicurezza tenutosi in provincia il 31/5/2018, a cui la stampa purtroppo non ha dato molto risalto. Ai lavoratori infortunati va tutta la nostra solidarietà e continueremo a batterci perché simili episodi non accadano più e perché le normative sulla sicurezza vengano rispettate. Chiediamo quindi agli organi preposti: Autorità Portuale, Ispettorato del Lavoro e Asl di intervenire al più presto per il rispetto delle norme di loro rispettiva competenza.

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