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Procedimento VIA discarica Ischia Crociano proposto da RiMateria. Altre 17 Osservazioni del Comitato

19dicembre 2018 da Cristina Quochi, Comitato Salute Pubblica Piombino

Si sta per concludere in Regione Toscana il Procedimento di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) proposto da RiMateria SpA relativo alla discarica di Ischia di Crociano. Il progetto proposto da RiMateria è articolato in tre sezioni:

  1. Attività di Trattamento e riciclo in loco delle scorie con impianto mobile su Area Li53 finalizzata al loro riutilizzo come MPS (Materie Prime Seconde) nell’ambito della MISP (Messa In Sicurezza Permanente) autorizzata con Decreto Direttoriale del Ministero dell’Ambiente prot. n.423 del 04/10/2017;

  2. Progetto definitivo della Variante 2 alle opere di chiusura della discarica Lucchini-riprofilatura con la discarica RIMateria;

  3. Progetto definitivo della nuova discarica su Area Li53;

Come Comitato avevamo presentato in Regione delle Osservazioni per far emergere le criticità e le incongruenze di tale progetto. Circa un mese fa Rimateria ha presentato in Regione delle integrazioni al progetto ed ha risposto con delle Controdeduzioni alle nostre prime Osservazioni. Abbiamo allora inoltrato alla Regione Toscana altre 17 Osservazioni di risposta alle Controdeduzioni di RiMateria, in sintesi rilevando che:

  1. L’area dove dovrebbe sorgere la nuova discarica è ancora soggetta a bonifica/MISP. Per questo, nel rispetto dei criteri di localizzazione del PRB, appare a nostro avviso necessario che la bonifica venga conclusa e certificata prima della realizzazione della nuova discarica, in modo da considerare realmente superato il criterio escludente al momento vigente. Per questo motivo riteniamo che la procedura di VIA debba essere respinta perché prematura. Nell’allegato di Piano 4 – Criteri localizzativi di nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti (articolo 9, comma 1, lettera e) della l.r. 25/98 si legge infatti tra i criteri escludenti: ”Aree inserite nel presente Piano regionale ai sensi dell’art. 9 comma 2 della l.r. 25/98 ai fini della bonifica o messa in sicurezza, così come stabilito dall’art. 13 comma 5 della stessa l.r. 25/98”.
  2. Il progetto di bonifica della LI53 approvato dal ministero ed elaborato da ASIU molti anni fa intendeva ampliare una discarica per rifiuti urbani e speciali quando Asiu, società interamente pubblica in house, gestiva raccolta e trattamento dei rifiuti urbani dei Comuni della Val di Cornia. Oggi la Valutazione di Impatto Ambientale è richiesta per una discarica per rifiuti speciali e dunque a nostro avviso non si può considerare un “ampliamento” ma una costruzione di una nuova discarica all’interno di un SIN da bonificare. Abbiamo anche rilevato l’impossibilità per Rimateria di ottemperare a quanto previsto nel contratto stipulato con il Demanio e chiesto se la rimozione dei cumuli abusivamente collocati sulla LI53 potrebbe comportare l’impossibilità a chiedere il risarcimento del danno alla Regione Toscana ed al Demanio da parte del soggetto colpevole di tale abuso. Abbiamo anche chiarito che non si bonifica l’area per un qualsiasi futuro riutilizzo, ma solo per attrezzarla ad ospitare una enorme nuova discarica e che si intende rialzarne un’altra ferma dal 2010.
  3. RiMateria Spa altro non è che il nuovo nome di TAP costituita dal Comune di Piombino e Lucchini siderurgica e che Lucchini Spa in AS possiede ancora oggi il 12,5% delle azioni di RiMateria. Abbiamo rilevato che i cumuli sulla LI53 sono stati depositati dopo gli anni 2000 e che il probabile inquinatore è proprio Lucchini. La “riqualificazione” proposta per quest’area non la restituirà ad altro uso rispetto a quello abusivamente determinato, sarà semplicemente messa in sicurezza, cioè sgombrata dai cumuli e isolata con un telo solo per essere sommersa da un’enorme quantità di rifiuti speciali provenienti da tutta Italia. Abbiamo sottolineato che ASIU (socio di maggioranza di Rimateria) non ha mai bonificato la LI53 pur essendone autorizzata e che mentre ASIU voleva costruirvi sopra una discarica per rifiuti urbani, RiMateria intende invece costruirvi una nuova discarica per rifiuti SPECIALI non soggetti a privativa.
  4. La scelta di non utilizzare gli impianti fissi dedicati al riciclo di inerti dimostra che delle varie articolazioni del Piano Industriale di RiMateria resta in piedi solo lo stoccaggio in discarica. RiMateria non si è messa in condizione di eseguire operazioni di riciclo rimettendo in funzione la TAP. Abbiamo sottolineato che su tali impianti nessun investimento è previsto nel nuovo piano industriale, dove si parla esclusivamente di nuovi spazi di discarica. Abbiamo inoltre evidenziato i criteri che, secondo le stesse Leggi Regionali, escludono la possibilità di costruire una NUOVA discarica in ”Loc.Palude-Ischia di Crociano”, all’interno del SIN.
  5. Il progetto attuale non tiene minimamente conto dei piani industriali già presentati e approvati, ma mai attuati senza che ne siano state spiegate le motivazioni. La “scelta” di avvalersi di un impianto mobile per il trattamento dei cumuli dimostra che l’impianto TAP non è in grado di funzionare. È un’opera sulla quale è stata investita una montagna di denaro anche pubblico e che, per ragioni mai chiarite, non ha mai prodotto utili. Abbiamo sottolineato che ben 54 famiglie abitano vicine alla LI53aR e che ad oggi non c’è nessuna garanzia che RiMateria SpA possa avere i mezzi per gestire un complesso di discariche che arriverà ad ospitare decine di milioni di tonnellate di rifiuti. Abbiamo denunciato le evidenti difficoltà finanziarie della società, che hanno costretto il Comune di Piombino il 16 luglio 2018, per consentire a RiMateria di contrarre la polizza fideiussoria a favore della Regione Toscana, a deliberare con la massima urgenza una variazione del bilancio pluriennale 2018/2020 per garantire un’immediata anticipazione di liquidità di 350.000 euro a RiMateria.
  6. La Valutazione di Impatto Ambientale non può prescindere da una valutazione della solidità finanziaria del proponente. Come concedere infatti nuove autorizzazioni quando la SpA Rimateria ad oggi non ha ancora completato le prescrizioni previste nell’AIA del 2011 e del 2016, principalmente per mancanza di capitali da investire? Abbiamo sottolineato che la mancata messa in regola degli impianti ha provocato danno alle persone ed all’ambiente. Abbiamo rammentato la vicenda che ha portato al sequestro preventivo e poi al dissequestro, e che ci sia un’indagine ancora in corso. Abbiamo analizzato sotto questa luce la vicenda Finworld e messo in dubbio la capacità della SpA di autofinanziarsi.
  7. Non riteniamo accettabile che la Regione si limiti a leggere le documentazioni prodotte da RiMateria senza fare alcuna verifica, dal momento che i documenti prodotti in passato dall’Azienda e attestanti il buon funzionamento dell’impianto non sono poi risultati rispondenti alla realtà. L’azienda non ha ancora ottemperato alle prescrizioni AIA del 2011 e del 2016 ed il sequestro preventivo ordinato dal GIP del Tribunale di Livorno non risulta “completamente risolto” come affermato da RiMateria nelle controdeduzioni; in realtà l’impianto è stato dissequestrato prima che tutto fosse messo a norma altrimenti la società non avrebbe avuto i capitali per proseguire con i lavori di adeguamento. Inoltre abbiamo evidenziato che le indagini della Procura sono ancora in atto su un altro grave accadimento: da un momento all’altro potrebbe iniziare un processo penale in merito alla vicenda Lonzi-Rari e potrebbe essere data disposizione di effettuare dei carotaggi. Abbiamo ribadito che la ridotta capacità finanziaria è stata e potrebbe continuare ad essere alla base della sua incapacità di gestire l’impianto, con nuovi ritardi e nuove inadempienze che metterebbero ancora più a rischio la delicatissima area in cui la discarica sorge.
  8. Nel nuovo piano industriale non si parla più di riciclo, si è scelto di fare della discarica l’attività caratterizzante la SpA Rimateria. Abbiamo contestato l’impossibilità di qualsiasi uso futuro degli spazi demaniali dati in concessione a Rimateria e il non rispetto del Principio di prossimità, in quanto la progettata discarica per rifiuti speciali è evidentemente pensata per immettersi sul mercato nazionale dei rifiuti.  Abbiamo evidenziato come il progetto non consideri realmente le bonifiche, la rimozione dei cumuli e le demolizioni AFERPI, così come non considera le reali esigenze delle acciaierie. Abbiamo rilevato che in realtà il piano industriale di RiMateria si basa esclusivamente su una nuova grande discarica per intercettare il mercato Nazionale dei rifiuti speciali.
  9. Le perdite dal telo di fondo della discarica devono essere immediatamente verificate sia per mezzo di indagini geoelettriche da ripetere, sia per mezzo delle più precise analisi isotopiche, sotto controllo ARPAT. Abbiamo ribadito che questo va fatto prima della approvazione di qualsiasi nuovo progetto e che nessun nuovo progetto può essere approvato dalla Regione Toscana in mancanza di una analisi dettagliata della composizione dei rifiuti presenti nelle due discariche ex-Lucchini, perché solo da queste analisi si potrà prevedere come reagiranno alle spinte laterali che subiranno dalla Nuova discarica progettata.
  10. Per quanto riguarda il rialzo della ex-discarica Lucchini, abbiamo evidenziato i pericoli a cui le lavorazioni previste sottoporranno sia i lavoratori che i cittadini che abitano nelle vicinanze. Abbiamo ribadito la necessità di un intervento preventivo e di analisi della ASL di Piombino a questo proposito. Abbiamo rilevato la necessità di completare la 4 Variante e di verificare i possibili problemi in merito alla stabilità delle discariche con rilievi sul campo prima di autorizzare un nuovo progetto, che non si possa dare per scontato che non ci saranno cedimenti e deformazioni della discarica ex-ASIU e della ex-Lucchini a cui si appoggia il cono rovescio.
  11. L’obbligatorietà della VAS (Valutazione Ambientale Strategica) che invece non è stata effettuata. Abbiamo denunciato il danno che una discarica di quelle dimensioni può provocare al tessuto economico di un territorio la cui descrizione fatta dalla SpA Rimateria non corrisponde alla realtà. Abbiamo sottolineato che presenti in zona moltissime imprese agricole attive nonché la spiaggia del Quagliodromo, il parco naturalistico della Sterpaia, piccoli porticcioli turistici, diverse importanti attività di itticoltura, due attività di allevamento di mitili, un progetto di porto turistico in località Chiusa di Pontedoro, l’Oasi WWF (per cui non è stata fatta la VINCA), la ristrutturazione in corso della centrale ENEL da anni chiusa. Abbiamo rammentato infine che la zona paludosa non è assolutamente adatta alla nuova discarica.
  12. Non è rispettato il principio di prossimità. Abbiamo ribadito che non è vero che la discarica è a servizio delle bonifiche del SIN, dal momento che le bonifiche non sono ancora nemmeno in programma, così come non è vero che serve a far ripartire le Acciaierie: anche se partissero i forni elettrici, questi non entreranno in funzione prima di 4 anni e non produrranno mai la mole di rifiuti che sostiene Rimateria. Molto più realisticamente, RiMateria si metterà sul mercato e per non fallire prenderà rifiuti provenienti da tutte le Regioni Italiane, come del resto ha fatto in questi ultimi due anni. Abbiamo anche sottolineato i grandi problemi di traffico che i camion creerebbero, vista la problematica della viabilità.
  13. Vi sono abitazioni a meno di 500 metri dalla progettata discarica. Abbiamo anche contestato che vicino alla zona della progettata discarica non vi sono state e non vi sono attività industriali e che l’area dove dovrebbe sorgere la discarica prima va bonificata. Abbiamo evidenziato che il progetto della nuova discarica si basa sul presupposto che venga certificata la MISP, ma a nostro avviso non può essere autorizzato un progetto prima ancora di avere le certificazioni.
  14. Senza aver chiaro lo stato di fatto delle discariche presenti non è possibile progettare in una zona vicina una nuova discarica e valutarne l’impatto ambientale. Abbiamo rilevato come RiMateria non abbia dato NESSUNA RISPOSTA alla nostra osservazione in merito all’impatto ODORIGENO e abbiamo sottolineato quanto sia incomprensibile il fatto che la ASL di Piombino NON abbia segnalato tale problema alla Regione Toscana. Abbiamo ribadito che la nuova enorme discarica progettata creerà gli stessi problemi per quanto riguarda le maleodoranze, non a caso le discariche per legge devono essere ubicate in zone adatte e uno dei criteri è la proprio la distanza da centri abitati, scuole, ecc. Distanze che nel nostro caso non sono rispettate.
  15. E’ infondata l’affermazione di RiMateria che il progetto è sostenibile rispetto all’alternativa “0”(non realizzazione delle opere in progetto). I rifiuti proverranno dall’esterno del Sin, da zone lontane da noi come è successo fino ad oggi. Abbiamo ribadito che l’enorme area di discariche  impedirà la diversificazione economica di questo territorio.
  16. Non è stata data alcuna risposta da RiMateria all’Osservazione in cui trattavamo i criteri penalizzanti o che escludono la possibilità di costruire una nuova discarica: la vicinanza ad aree agricole di pregio, il fatto che la zona sia a pericolosità idraulica, il fatto che per le abitazioni di Colmata non sia garantita una fascia di rispetto di 200 metri fra il perimetro del centro abitato e il perimetro del nuovo impianto (che comprende anche le vecchie discariche), la vicinanza al nuovo quartiere residenziale di Fiorentina, agli ormeggi turistici ed ai ristoranti di Pontedoro e delle Terre Rosse, il fatto che i nuclei abitati delle Terre Rosse distano circa 400 metri, la vicinanza alle Merenderie e Cantine Menti la Solera, al quartiere del Gagno, alla Scuola Materna Ponte di Ferro (che si trova ad appena due chilometri), l’Oasi del WWF, il Parco Naturale della Sterpaia, l’area di rispetto del Fosso Cornia Vecchia. Abbiamo sottolineato di nuovo come il traffico diretto alle spiagge e alla città si mischierà con quello dei camion che portano i rifiuti e che questo provocherà con ogni probabilità un notevole intralcio con il percorso della 398 fino al porto. Abbiamo fatto nuovamente riferimento all’ art. 13 comma 5 della l.r. 25/98 che stabilisce che prima di costruire una discarica la zona deve essere bonificata. Abbiamo ribadito che la discarica non si trova all’interno di una zona industriale ma sul confine della stessa.
  17. La procedura di VIA è iniziata senza che sia stata effettuata la MISP da parte della SpA Rimateria. La verifica della fattibilità tecnica della nuova discarica da parte della Regione è possibile solo dopo la realizzazione della messa in sicurezza dell’area in cui dovrebbe sorgere. Abbiamo sottolineato l’evidente pericolo di contenzioso a cui si sottoporrebbe la Regione concludendo positivamente la VIA, contenzioso sia da parte della SpA Rimateria nel caso la Regione decidesse che la MISP effettuata non rendesse possibile la costruzione una discarica nella zona, sia da parte di terzi. Abbiamo anche evidenziato che per la stessa legge della Regione Toscana vi era obbligo di sottoporre il progetto alla VAS prima che della VIA.
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