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Referendum costituzionale: Le #donneperilNo ci sono e, sono oltre 16.000

Beatrice bardelli.Se sono donna, voto No!

25novembre 2016 da Beatrice Bardelli

Le donne saranno i soggetti più penalizzati politicamente da questa deforma costituzionale sostenuta dal governo Renzi e pubblicizzata in modo vergognoso della donna-ministra, Maria Elena Boschi, che recentemente ha detto che sul fronte del No alla deforma costituzionale le donne sono poche. Invece Noi ci siamo e voteremo No!  Image and video hosting by TinyPic

L’ultima gaffe telecomandata della ministra Boschi ha scatenato una marea di reazioni. La sua ultima boutade sulla  assenza delle donne all’interno dei Comitati per il No alla riforma costituzionale ha scatenato una reazione inarrestabile di donne che sostengono il No alla deforma della Costituzione.

“Siamo liete di comunicarLe che la Sua preoccupazione, in questo caso, è infondata, hanno risposte le Donne per il NO in un comunicato stampa”.

  • Non solo figure femminili di rilievo come Maria Luisa Boccia, Sandra Bonsanti, Lorenza Carlassare, Roberta De Monticelli, Ida Dominjianni, Silvia Niccolai e Nadia Urbinati in più occasioni hanno sostenuto pubblicamente le ragioni del No.
  • Non solo la vicepresidente del Comitato nazionale per il No, Anna Falcone, è una donna, ma sono migliaia le donne impegnate sui territori e per le strade nelle iniziative per il No alla riforma costituzionale.

Image and video hosting by TinyPicSono precarie, attiviste, cittadine, donne a cui troppo spesso il mondo dell’informazione non da’ voce. Donne di ogni età e classe sociale, tutte in prima linea nella battaglia referendaria affinché il prossimo 4dicembre il No prevalga, salvando il Paese da un’ulteriore spinta verso una deriva culturale che sta precipitando tutte e tutti, donne e uomini, in una miope visione della società basata su un’efficienza meccanica e non sul coltivare sapientemente l’arte della relazione, del dialogo, del fertile confronto. In una parola, l’arte della politica, e della politica basata sulla conoscenza, sulle idee piuttosto che sulle opinioni, sulla profondità dei pensieri piuttosto che sulla superficialità degli slogan”. 

Per questo è stata creata una pagina Facebook dedicata alle donne che voteranno NO, a cui ogni donna che ama e vuol difendere la nostra Carta costituzionale può iscriversi liberamente. E’ stata la brillante idea di una insegnante e grande comunicatrice di Napoli, Patrizia Perrone, che, insieme ad un piccolo gruppo di “sorelle di lotta”, ha voluto aprire una “casa delle donne per il No” sul social più noto al mondo, Facebook. 

Dalla fine di ottobre ad oggi, si sono iscritte sulla pagina #donneperilNO centinaia, anzi, migliaia di donne fino a sfiorare le attuali 16.500 iscrizioni. Che aumentano di giorno in giorno. E’ un incredibile e sorprendente fenomeno sociale: un boomerang di energie positive che si sono canalizzate nella nostra casa comune. Migliaia di donne che si parlano, si aiutano e comunicano tra di loro. Migliaia di donne che si conoscono, per ora, solo virtualmente ma che a Roma, alla grande manifestazione di domenica 27 novembre, potranno conoscersi ed abbracciarsi di persona. Ognuna di loro, ognuna di noi (anch’io sono iscritta), sarà portatrice ideale di un articolo della Costituzione da difendere da questo assalto alla baionetta organizzato dal governo Renzi. Primo tra tutti l’articolo 1, il principio fondante della nostra Repubblica, il principio della “sovranità popolare” che Renzi ci vuole cancellare trasformandoci da cittadine/i in sudditi di uno stato/governo “pigliatutto”.

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Queste #donneperilNo scenderanno in piazza della Repubblica, domenica 27 alle 14, con i loro colori simbolo, il rosso ed il viola, un dress code deciso all’unanimità nella community costituzionale per conquistarci una propria visibilità.

Image and video hosting by TinyPicE si stringeranno, insieme agli studenti, ai lavoratori, ai movimenti, alle associazioni, ai partiti, ai sindacati intorno alla bandiera ideale della Costituzione. Intorno a un comune ideale di società dove il diritto all’eguaglianza sia valido per tutte e tutti e dove sia garantito a tutte e tutti il diritto di voto in tutte le istituzioni su cui è stato fondato il nostro Stato repubblicano. Il diritto ad essere rappresentate ed anche a poter rappresentare la propria gente, i propri territori. Ricordiamo a tutti, ma soprattutto a tutte le donne italiane, che solo da 70 anni (dal 1946) abbiamo potuto esercitare il diritto di voto, solo da 70 abbiamo avuto la possibilità di essere elette.

Ora, questa deforma voluta dal governo Renzi ci rapina d’autorità, se vincerà il SI’, il diritto di voto per le Province, che saranno cancellate, e per il Senato che diventerà organo non elettivo. La battaglia per il NO, dicono le donne, è la sacrosanta battaglia per difendere la Casa comune di tutte e tutti, la Costituzione del 1948, che garantisce a tutte/i, senza alcuna esclusione, uguali diritti ed uguali doveri. L’appuntamento a Roma è per domenica 27 in piazza della Repubblica alle ore 14.

Ecco il testo del comunicato stampa delle #donneperilNo:

Il gruppo Facebook è nato in risposta alle dichiarazioni di Maria Elena Boschi sull’assenza di donne schierate in prima fila per il NO.

La risposta alle affermazioni della Ministra è stata spontanea. Il gruppo social, vero e proprio esperimento politico nato dal basso, in pochi giorni è cresciuto a dismisura, affermandosi in un’identità ben delineata. #DonneperilNO ha analizzato, con il contributo di tutte, i singoli punti critici della riforma costituzionale, motivando sempre nel merito. Donne libere da condizionamenti, interessi di posizionamento si sono schierate in difesa della democrazia, esprimendosi liberamente e con creatività. Abbiamo scelto insieme il nostro simbolo, un dress code, un claim, e ci siamo date appuntamento a Roma per manifestare in piazza contro una riforma della Costituzione che non ci rappresenta, che allontana i cittadini dalla partecipazione politica e maschera, dietro un irrisorio risparmio e tanti altri argomenti demagogici, il tentativo di determinare e legittimare un accentramento dei poteri che risponde esclusivamente a specifici interessi, compresi quelli della finanza internazionale.

Lidia MenapaceDonne, semplicemente donne: insegnanti, lavoratrici, casalinghe, studentesse, pensionate, che sono accoglienti. All’iniziativa social hanno aderito anche alcune parlamentari. Siamo donne orgogliose di indossare la nostra sciarpa viola e rossa, la stessa che ha indossato anche la partigiana Lidia Menapace.

Ed oggi, anzi ora, siamo già oltre 16.000. Le #donneperilNO, sanno e vogliono continuare ad aggregare lì dove la proposta di riforma, all’insindacabile giudizio delle cittadine e dei cittadini, ha spaccato. Sappiamo mettere da parte la nostra appartenenza per perseguire il nostro unico obiettivo: difendere i principi della nostra Costituzione. Migliaia di donne che dicono NO alle pretestuose argomentazioni sulla presunta maggiore dignità garantita proprio alle donne in politica dalla riforma Boschi, poiché riteniamo che la nostra Carta sia già più che eloquente.

La parità, riteniamo che debba essere costruita attraverso una rivoluzione culturale, con politiche concrete, non proclami d’opportunità.

Le migliaia di donne del gruppo, armate di entusiasmo, striscioni e sciarpe rosse e viola invitano le tante altre #donneperilNO ad aderire alla manifestazione del 27 novembre a Roma. Ci incontreremo in piazza della Repubblica, alle ore 14.00 per “C’è chi dice NO”, la manifestazione a cui abbiamo aderito. Insieme faremo tanto rumore, coloreremo simbolicamente di rosso e viola l’Italia.

E c’è un altro impegno. Il processo di partecipazione dal basso continuerà anche oltre il 4 dicembre. L’obiettivo è di costruire un movimento delle donne per i diritti costituzionali, scevro da logiche di potere. Le donne lo sanno. Le donne lo fanno.

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