Donne per il No, offese dalle dichiarazioni del ministro Boschi

26ottobre 2016 da Anna Buoncristiani (Promotrice del comitato pisano “Civici e riformatori per il NO”)

Image and video hosting by TinyPicMercoledì 26 ottobre, alle 18, le donne favorevoli al NO al referendum del 4 dicembre, offese dalle dichiarazioni del ministro Boschi, si sono mobilitate con l’evento FB “Donne per il NO!”, postando le loro foto con sovraimpresso un bel No, commentando sulla pagina FB del Ministro, intasando di tweet e notifiche il suo account.

Tutto è nato e si è svolto nel giro di quattro giorni, dopo un’intervista (http://video.repubblica.it/dossier/referendum-costituzionale/referendum-boschi-in-foto-comitato-no-nessuna-donna-presente/255976/256216 ) in cui la Boschi affermava che non ci sono donne che si spendono per il NO, quasi a dimostrare che alla riforma sono favorevoli i giovani e le donne, mentre sono contrari gli uomini vecchi e bigotti. Così Maria Rachele Ruiu, tra i membri fondatori del Comitato Famiglie per il No al Referendum Costituzionale, per smentire il ministro Boschi ha pensato a un modo “moderno”: pubblicare un post su FB e Twitter in cui la sua foto portava sovraimpressa la scritta “NO al referendum costituzionale”. Fra coloro che hanno visto il post, c’è chi ha suggerito questo evento del 26, pensando che un po’ di “chiasso social” possa rompere il muro mediatico creato da Renzi affinché nessuno metta in dubbio le criticità e i pericoli di questa riforma.

La valanga di foto e messaggi dimostra che di donne attive per il NO, sul territorio nazionale, ce ne sono, giovani e meno giovani! Basta seguire un po’ i social per rendersene conto… Possibile che la Boschi viva sulle nuvole?

Prendiamo qualche caso a noi vicino: il comitato pisano “Civici e riformatori per il No”, coordinato dal capogruppo di “Pisa nel cuore” Raffaele Latrofa, si batte contro la modifica della Costituzione italiana e della legge elettorale. Nasce perché convinto che una riforma sia necessaria, ma non certo quella proposta dal Presidente del Consiglio, e ritiene che sia giunto il momento di entrare nel merito del referendum e di spiegare ai cittadini i reali risvolti di questa riforma pasticciata, frutto di compromessi al ribasso: partita da buoni propositi, ha partorito un topolino. Per questo il comitato“Civici e riformatori per il NO” organizza momenti di confronto e di informazione capillare, e sta preparando una manifestazione pubblica per novembre.

Ebbene, fra i cinque promotori di questo comitato pisano ci sono due donne. Due donne anche fra i cinque promotori di quello di Cascina; una fra i cinque di San Miniato. Poi ci sono tutte le donne non promotrici, ma comunque impegnate, nei comitati appena citati e negli altri di tutta Italia. Insomma, in barba al ministro Boschi, di donne impegnate ce ne sono eccome!

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