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Sicurezza, igiene in Ospedale e morti sul lavoro. Cobas: “Il valore del lavoro e dell’uomo in caduta verticale”

“Prima di tutto, come sindacato Cobas, porgiamo le nostre condoglianze e un sincero abbraccio alle famiglie coinvolte nella tragedia di Lucca, i due operai caduti dalla gru mentre stavano allestendo La Luminara”

4settembre 2017 da Sandro Giacomelli, Cobas Pontedera

Un sintomo, quello delle cosiddette “morti bianche” quasi fossero degli accettabili incidenti di percorso, di nuovo in ascesa ed inversamente proporzionale al valore del lavoro. I morti sul lavoro non sono mai una casuale disgrazia o una semplice disattenzione del lavoratore, ci sono sempre responsabilità che vengono scaricate proprio a chi lavora come se fossero i primi soggetti, sempre loro, ad avere in carico responsabilità di morti e stragi di operai. 

Senza andare a prendere in considerazione dati e percentuali forniti da INAIL, possiamo affermare che i morti e gli incidenti sul lavoro sono aumentati più di quanto si racconta, INAIL non può riportare gli incidenti non denunciati (e sono molti) e chi muore dopo un periodo di convalescenza dall’infortunio sul lavoro, purtroppo, non superato. Che il valore del lavoro dell’uomo sia in caduta verticale è una verità incontestabile, altrettanto lo è il valore della vita di ogni singolo operaio e operaia, non solo in quelle piccole imprese edili dove trionfa il mercato del lavoro nero, ma anche nelle medie aziende e nelle multinazionali, dove tutto appare regolare e la sicurezza e L’igiene nei luoghi di lavoro sembrerebbero giocare una parte strategica ed etica. 

Prendiamo il caso delle pulizie negli ospedali, un argomento che interessa tutti visto che è possibile trovarsi nella condizione di utenza costretta a verificare personalmente come vanno le cose rispetto all’igiene di un reparto o di una sala operatoria.

  • Forse non tutti sanno che i tempi delle pulizie sono tendenzialmente ridotti,
  • forse non tutti sanno che i reparti che hanno ospitato portatori di gravi infezioni vengono puliti dalle lavoratrici senza mezzi adeguati e senza quella formazione necessaria prevista dalla legge.
  • Così, è bene sapere, si infettano anche le lavoratrici addette a queste particolari funzioni. 

“Riteniamo che la sicurezza venga a mancare in quelle condizioni dove le aziende lucrano più facilmente sulle spalle e sulla salute di chi lavora, gli appalti, pubblici e privati. Chiediamo come Cobas, che si attivino gli uffici ASL addetti al controllo, e che si abbandoni la caccia alle streghe sui lavoratori in malattia. Se lo Stato riesce a sopportare gli operai che perdono la vita sul lavoro, ma non perdona chi si ammala, siamo arrivati al punto di non ritorno”. 

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