06182018Headline:

Stefano Cucchi, per il P.M. fu omicidio preterintenzionale. I carabinieri sono accusati di omicidio, calunnia e falso

Ilaria Cucchi :

“I carabinieri sono accusati di omicidio, calunnia e falso. Voglio dire a tutti che bisogna resistere, resistere, resistere. Ed avere fiducia nella giustizia.”

Fabio Anselmo:

“Ci siamo! Omicidio, calunnia e falso. Ora faremo finalmente i conti in un’aula di Corte d’Assise. Sette anni di battaglie. Sette anni di sofferenze. Sette anni di umiliazioni.”

17gennaio 2017 di Silvio Lami

Nella vicenda di Stefano Cucchi, emerge finalmente la parola “omicidio” e l’individuazione dei responsabili . Sui social network si parla di vittoria da dedicare a quanti, in questi anni hanno dovuto leggere denigrazioni del tipo:

“era un drogato e se lo meritava” oppure, “è morto perché la droga se lo era mangiato” oppure, “il mondo è un posto migliore senza Cucchi perché spacciava” oppure “era malato, soffriva di epilessia” ecc… Se le responsabilità saranno accertate e giungeremo ad una sentenza credibile, potremo allora parlare di una giustizia migliore a cui ridare dignità, perché sarà la vittoria degli indifesi e di quanti non sono mai riusciti ad avere ragione sui soprusi subiti.

A ben otto anni di distanza dalla morte del giovane geometra, Stefano Cucchi, sembra che l’inchiesta bis, avviata nel 2014, giunga ad una verità credibile e spendibile in termini di giustizia. Sotto accusa i carabinieri Di Bernardo, D’Alessandro e Tedesco (che lo arrestarono a Roma in data15 ottobre 2009), per reato di calunnia e falso in verbale di arresto, invece, per il maresciallo Mandolini e Tedesco, solo calunnia l’ipotesi di reato contestato a Nicolardi.

In sostanza sembra emergere finalmente la verità e, vengono meno i numerosi tentativi di depistaggio su tutta questa vicenda, Stefano Cucchi è morto per Omicidio Preterintenzionale, non per cause ignote o un destino infausto. Le cause e le responsabilità vengono quindi individuate in chi lo aveva in custodia, a partire dai Carabinieri allora in servizio nella stazione Appia:

“Furono dunque le botte e l’impatto al suolo in regione sacrale che, unitamente alla condotta dei sanitari presso la struttura protetta dell’ospedale Sandro Pertini, ne causarono la morte”.

Emerge finalmente la verità sulla morte di Stefano Cucchi, fino ad oggi priva di responsabili materiali. Una vicenda che si trascina da anni, che ha visto ben tre gradi di giudizi e una pronuncia della Cassazione, con assoluzioni definitive per gli agenti penitenziari e nei due giudizi di appello per i sanitari del Pertini. Possiamo dire che la tenacia e la determinazione della sorella Ilaria è stata determinante per impedire che il caso venisse archiviato e, grazie a quanto acquisito in questa seconda inchiesta, della Procura di Roma, emergono tutti i presupposti per un nuovo processo capace di restituire verità e giustizia su tutta questa vicenda.

Grazie a Ilaria Cucchi e Fabio Anselmo che non hanno mai mollato.

Post precedenti: http://www.pisorno.it/stefano-cucchi-e-stato-ucciso-ancora-1000-candele-per-stefano-8-novembre-alle-ore-18-30-a-roma/
http://www.pisorno.it/caso-stefano-cucchi-tutti-assolti-in-assenza-di-verita-come-morire-due-volte/
http://www.pisorno.it/per-stefano-per-giuseppe-per-marcello-per-giulio-per-riccardo-e-per-tutti-gli-altri-approviamo-il-reato-di-tortura-in-italia-entro-il-2016/
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