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Urgente: L’esercito turco sta attaccando civili curdi a Kobane

La popolazione civile di Kobane ha iniziato una protesta pacifica al confine tra la città di Kobane e la Turchia il 24 di Agosto nel momento in cui la Turchia ha iniziato a costruire un muro di cemento al confine e quando ha iniziato l’invasione di Jarablus al nord della Siria.

02 September 2016 da Kobane Reconstruction Board- Comitato per la Ricostruzione di Kobane – Europa

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Image and video hosting by TinyPicOggi alle ore 9:30 locali, quando le persone sono tornate al confine per continuare la loro protesta pacifica, i soldati turchi hanno superato il confine e hanno attaccato la popolazione con lacrimogeni, idranti, e proiettili. Sino ad ora più di 41 civili sono stati feriti e un ragazzo di 19 anni è stato ucciso, colpito alla testa da un proiettile.

Attualmente i soldati turchi e i cecchini si stanno posizionando e stanno prendendo di mira i civili.

Image and video hosting by TinyPicDopo questo attacco migliaia di civili di Kobane si sono ora spostati al confine per condannare gli attacchi. La situazione rimane critica. Kobane è la città che ha intrapreso una storica resistenza contro la brutale invasione dei terroristi dell’Isis nel 2014. E’ stata il faro della resistenza e della vittoria contro i terroristi dell’Isis al nord della Siria.

Per via del continuo successo del popolo curdo con le Forze Democratiche Siriane (SDF), con le Unità di Difesa del Popolo (YPG) e Unità di Difesa Femminili (YPJ) contro l’Isis e altre organizzazionin terroristiche, lo stato turco ha dimostrato in modo crescente tendenze di guerra sino ad arrivare alla invasione del territorio siriano. Questo ultimo attacco contro il popolo di Kobane è da condannare nel modo più forte dalla comunità internazionale e da tutti quelli che stanno dalla parte della pace e della fine del terrorismo islamico.

Richiamiamo tutte le forze democratiche ad opporsi all’invasione dello stato turco e a condannare gli attacchi dell’esercito turco per porsi in solidarietà con i popoli del Rojava e con la popolazione Kobane.

Chiediamo che tutte le istituzioni internazionali taglino le loro relazioni economiche e militari con la Turchia sino a che non sia posta fine all’invasione e agli attacchi contro i popoli del nord della Siria.

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