25 Giugno 2026, di Michele Faliani

Più che un concerto, una dichiarazione d’amore. Più che una data zero, una prova generale a porte aperte che ha avuto il sapore degli eventi destinati a lasciare il segno. Sul palco di Ma La Notte Sì!, il festival di Capannori, Fiorella Mannoia ha inaugurato il nuovo tour “Anime Salve: Fiorella canta Fabrizio e Ivano”, un progetto nato per celebrare i trent’anni di Anime Salve, l’ultimo capolavoro firmato a quattro mani da Fabrizio De André e Ivano Fossati. Un viaggio che però non si limita al disco del 1996, ma si allarga all’intero universo poetico dei due cantautori genovesi, figure decisive nella formazione artistica della stessa Mannoia.
L’atmosfera è quella delle occasioni speciali. Fiorella appare emozionata fin dalle prime note, quasi intimorita dalla grandezza del materiale che ha deciso di affrontare. E proprio questa emozione rende il concerto ancora più autentico. Durante “C’è tempo”, uno dei vertici della scrittura di Fossati, arriva persino un piccolo inciampo nel testo. Un attimo appena, risolto con il sorriso, con eleganza e con quella naturalezza che solo gli artisti veri sanno avere. Il pubblico accoglie il momento con affetto, come si fa quando si assiste a qualcosa di sincero.
L’apertura è affidata a “Dolcenera”, seguita dalla monumentale “Smisurata preghiera”. Da subito appare chiaro che non sarà una semplice operazione filologica. Gli arrangiamenti scelgono infatti una strada personale e coraggiosa: le sonorità mediterranee e world music che caratterizzavano Creuza de mä e lo stesso Anime Salve diventano la bussola dell’intero spettacolo. Percussioni, colori etnici, strumenti acustici e trame sonore ricche trasformano brani che tutti conoscono in qualcosa di nuovo. “Prinçesa”, “Khorakhané”, “Fiume Sand Creek” e “Anime Salve” vengono letteralmente riscritte nella forma, pur mantenendo intatta la loro anima.
Gran parte del merito va alla direzione artistica e musicale di Carlo Di Francesco, compagno della Mannoia e da anni suo prezioso collaboratore, e a una band semplicemente straordinaria, capace di muoversi tra canzone d’autore, folk mediterraneo e suggestioni world senza mai perdere equilibrio. Il risultato è uno spettacolo raffinato, rispettoso ma mai museale.
La scaletta alterna continuamente De André e Fossati, quasi a ricostruire il dialogo artistico che portò alla nascita di Anime Salve. Così “La guerra di Piero” incontra “C’è tempo”, “La canzone di Marinella” si specchia ne “L’uomo con i capelli da ragazzo”, mentre “Lindbergh”, “Panama” e “Mio fratello che guardi il mondo” ricordano quanto Fossati sia stato uno degli autori più profondi e visionari della musica italiana.
Tra i momenti più applauditi della serata c’è il recupero di “Lunaspina”, autentica gemma nascosta del repertorio della Mannoia, scritta proprio da Fossati alla fine degli anni Ottanta e raramente riproposta dal vivo. Un piccolo regalo per i fan di lunga data e uno dei passaggi emotivamente più intensi dell’intero concerto.
Nella parte finale lo spettacolo assume quasi i contorni di una festa collettiva. “Bocca di rosa”, “La mia banda suona il rock” e “Il pescatore” trasformano l’area del festival in un enorme coro, prima che la title track “Anime Salve” chiuda il percorso principale con tutta la sua struggente bellezza.
Poi arrivano i bis. Ed è qui che Fiorella torna a essere semplicemente Fiorella. “Sally” rende omaggio a Vasco Rossi, mentre “Mariposa” e la recentissima “Eroi” ristabiliscono il ponte con il suo repertorio personale. Il secondo encore è quello che tutti aspettano: “Quello che le donne non dicono”. Le prime note bastano a trasformare il pubblico in un unico grande coro. È il finale perfetto per una serata che ha unito memoria, rispetto e passione.
Quella vista a Capannori era soltanto una data zero, una prova generale aperta al pubblico. Eppure il nuovo tour appare già maturo, definito, capace di reggersi su un’idea artistica forte e riconoscibile. Fiorella Mannoia affronta De André e Fossati con il rispetto di chi sa di trovarsi davanti a due giganti, ma anche con il coraggio di chi non vuole limitarsi a ripetere ciò che è già stato fatto.
Il risultato è uno spettacolo intenso, elegante e profondamente umano. Un concerto che non celebra soltanto un disco fondamentale come Anime Salve, ma due autori che hanno saputo raccontare gli ultimi, gli esclusi e gli irregolari come pochi altri nella storia della canzone italiana. E che oggi, attraverso la voce della “Roscia”, continuano a parlare al presente.
Grazie a Live Emotion Group e a Friends & Partners per l’ospitalità.
La scaletta del concerto:
- Dolcenera (Fabrizio De André cover)
- Smisurata preghiera (Fabrizio De André cover)
- Prinçesa (Fabrizio De André cover)
- Khorakhané (a forza di essere vento) (Fabrizio De André cover)
- La guerra di Piero (Fabrizio De André cover)
- C’è tempo (Ivano Fossati cover)
- La canzone di Marinella (Fabrizio De André cover)
- L’uomo con i capelli da ragazzo (Ivano Fossati cover)
- Fiume Sand Creek (Fabrizio De André cover)
- Lindbergh (Ivano Fossati cover)
- Don Raffaè (Fabrizio De André cover)
- Lunaspina
- Amore che vieni, amore che vai (Fabrizio De André cover)
- Panama (Ivano Fossati cover)
- Mio fratello che guardi il mondo (Ivano Fossati cover)
- Bocca di rosa (Fabrizio De André cover)
- La mia banda suona il rock (Ivano Fossati cover)
- Il pescatore (Fabrizio De André cover)
- Anime salve (Fabrizio De André cover)
Encore: - Sally (Vasco Rossi cover)
- Eroi
- Mariposa
Encore 2: - Quello che le donne non dicono
La photogallery del concerto:


