21 Giugno 2026, di Michele Faliani

Anche quest’anno abbiamo avuto l’opportunità di partecipare al festival Druga Godba, uno degli appuntamenti musicali più affascinanti d’Europa, che da oltre quarant’anni anima la città di Lubiana con proposte provenienti da ogni angolo del mondo. Frequentare il Druga Godba significa lasciarsi guidare dalla curiosità: il cartellone è spesso popolato da artisti poco noti al grande pubblico, ma l’esperienza insegna che la direzione artistica di Bogdan Benigar rappresenta una garanzia assoluta di qualità. Per questo il festival è prima di tutto un viaggio musicale, capace di sorprendere continuamente chi vi prende parte.
La serata inaugurale della 42ª edizione si è svolta interamente all’interno del prestigioso Cankarjev Dom, il grande centro culturale inaugurato nel 1979 che domina la piazza situata tra il Parlamento sloveno e il Palazzo Presidenziale. I primi due concerti hanno trovato spazio nell’intima sala Klub CD, mentre il gran finale si è svolto nella splendida Linhart Hall.
Ad aprire il festival è stata la musicista slovena Irena Z. Tomažin insieme al progetto IT Another Crying Game, titolo condiviso con il suo più recente lavoro discografico. Fin dalle prime note il pubblico è stato immerso in un universo sonoro profondamente radicato nella tradizione slovena, ma al tempo stesso aperto alla sperimentazione. Le atmosfere malinconiche e contemplative hanno evocato paesaggi sonori vicini a quelli degli Širom, complice anche la presenza di Samo Kutin all’hurdy-gurdy. Rispetto ai riferimenti più immediati al folk contemporaneo sloveno, il progetto punta maggiormente sulla dimensione vocale, valorizzando l’intensità espressiva della voce di Irena, autentico fulcro della performance.
Dopo una breve pausa sulla terrazza del Cankarjev Dom, il palco del Klub CD ha accolto i norvegesi Reolô, probabilmente la sorpresa più inattesa della giornata. Il quintetto costruisce il proprio sound attorno a una formazione insolita: alla classica sezione rock composta da chitarra, basso e batteria si affiancano infatti due violini, mentre il cantante alterna la chitarra all’utilizzo dello scacciapensieri. Il risultato è una miscela originale di folk-rock, jazz e richiami alla tradizione nordica, capace di fondere energia e raffinatezza. Un concerto sorprendente e coinvolgente, accolto con entusiasmo dal pubblico.
La chiusura della serata è stata affidata al trio maliano Guitari Baro, formato da due chitarristi e dal virtuoso del balafon Fodé Lassana Diabaté. Nessuna concessione ai ritmi più festosi che spesso caratterizzano la musica dell’Africa occidentale: il gruppo ha invece costruito un clima raccolto e contemplativo, fatto di melodie delicate, sfumature malinconiche e suggestioni evocative. Le composizioni sembravano raccontare lunghe serate attorno a un fuoco o silenziosi tramonti sulle rive di un fiume. La loro musica, sospesa tra la tradizione griot e le sonorità del desert blues, ha conquistato la platea con eleganza e profondità. Inevitabile il richiamo all’eredità del grande Toumani Diabaté, figura fondamentale della musica dell’Africa occidentale.
La prima giornata del Druga Godba si è così conclusa nel segno della varietà e della scoperta. Tre concerti profondamente diversi per provenienza geografica, linguaggio musicale e sensibilità artistica, accomunati però dalla capacità di emozionare e di confermare, ancora una volta, l’eccezionale livello qualitativo del festival sloveno.
La photogallery del concerto di IT Another Crying Game:
La photogallery del concerto dei Reolô:
La photogallery del concerto dei Guitari Baro:
La setlist del concerto di IT Another Crying Game:
- The Night of the Soul
- Rain
- Nekakšen krik si
- Happiness
- Realnost iluzij
- Just the Way It Is
- Inner Abyss
- Počasi
- Vsemu kar je blizu
La setlist del concerto dei Reolô:
- Sarkaihallingen
- Allah
- Preppeskreppa
- Hard vår
- Følgeheil
- Nanna
- Springar
- Neve Elva
- Tolga
- Purrebæadn
Encore: - It’s Alive
La setlist del concerto dei Guitaro Baro non è disponibile.


