09212018Headline:

A scuola non si impara soltanto a leggere e scrivere ma, si può imparare anche a mangiare meglio

bimbi-mensaSe è noto che il motore che favorisce l’apprendimento scolastico è il piacere della scoperta, cosa c’è di meglio che far scoprire ai bambini ed ai ragazzi il piacere del gusto dei buoni cibi saporiti, biologici, da filiera corta, combinati tra loro in modo corretto e bilanciato per evitare la noia ed il rifiuto del ripetitivo e dell’insipido?

Tiziana NadaluttiPisa 09aprile 2016 di Beatrice Bardelli

Sono già un centinaio i genitori pisani che hanno firmato la “Proposta di Atto di indirizzo sulla refezione scolastica” nata da un fruttuoso confronto tra loro e Tiziana Nadalutti che ha portato avanti questo progetto a nome del gruppo Una Città in Comune-Rifondazione Comunista e che presenterà prossimamente in Consiglio comunale a Pisa.

Sono genitori assolutamente consapevoli che a scuola la salute dei propri figli debba essere tutelata e garantita dalle istituzioni anche, e soprattutto, a tavola. Ovvero alla mensa scolastica delle scuole che offrono questo servizio, dall’asilo nido alla scuola media, dove, di solito, i genitori si trovano inermi di fronte alle scelte nutrizionali dei menù serviti ai propri figli dalle varie ditte che si aggiudicano l’appalto di refezione scolastica comunale.

Per anni. Anche se a Pisa da tempo è stata istituita dal Comune una Commissione Mensa scolastica che prevede, tra gli altri, la presenza di due rappresentanti dei genitori per ogni ordine di scuola di ciascun istituto comprensivo e di 1 rappresentante dei genitori per i nidi, la sua struttura compositiva, per sua natura, è risultata riduttiva rispetto alla esigenza di partecipazione collettiva espressa da moltissimi genitori per poter avere “voce in capitolo” ed incidere effettivamente sulla scelta dei cibi, sulla combinazione dei piatti e dei pasti, sulla provenienza dei prodotti e sulla loro freschezza e qualità, a cui dovranno adeguarsi i propri figli durante un intero anno scolastico.

mensaL’occasione per ridiscutere del ruolo che possono e devono avere i genitori per garantire ai propri figli una nutrizione sana nelle mense scolastiche è stata data dalla notizia che il 30giugno prossimo scadrà l’appalto attualmente affidato alla ditta Elior per cui il Comune di Pisa dovrà preparare un nuovo capitolato per la gara d’appalto che avrà il valore di alcuni milioni di euro. “Ma anche dall’aver letto sui giornali, nelle ultime settimane, articoli e lettere di genitori che consideravano il tema della refezione scolastica come un sistema da migliorare arrivando, in alcuni casi, anche a dire che si teme che il Comune possa approvare un nuovo capitolato peggiore del precedente -spiega Nadalutti-

Inoltre, non ci è chiaro se i genitori componenti la Giunta Esecutiva siano stati messi nelle condizioni ottimali per esprimere il proprio parere sul suddetto capitolato e sui menù, in ogni caso, in base agli elementi conoscitivi ad oggi disponibili per gli articoli e le lettere pubblicati, risulta non evidente che tutti gli alimenti posti a capitolato siano adeguati ai principi della sana alimentazione, né che siano sempre correttamente bilanciati”.

mensaE’ nata da qui l’esigenza di creare un momento partecipativo largo per poter raccogliere la voce di tutti i genitori e trascrivere le esigenze condivise in questa Proposta di Atto di indirizzo sulla refezione scolastica nel Comune di Pisa. E’ noto che in questa città vivono centinaia di giovani famiglie che da anni acquistano prodotti biologici tramite la rete delle decine di Gruppi d’acquisto solidale presenti sul territorio ed è ormai noto, anche ai media nazionali, che, grazie ad una non facile battaglia in consiglio comunale dell’allora capogruppo di Rifondazione Comunista, Maurizio Bini, fu proprio Pisa una delle prime città d’Italia ad introdurre i prodotti bio nelle mense dei nidi e ad imporre che fosse l’intera mensa ad essere certificata come biologica.

Quindi, non meraviglia, che in una città con questa tradizione di tipo culturale ed alimentare, il tema della refezione scolastica venga considerato come uno dei momenti importanti per la formazione complessiva del futuro cittadino adulto.Quindi, si legge tra l’altro nella premessa del documento:

  1. Tenuto conto anche che a tutela della salute dei bambini esistono Linee Guida Regionali e indicazioni dell’OMS; che sono inoltre ormai disponibili importanti studi nutrizionali a supporto di una corretta alimentazione che presenti in modo bilanciato tutti gli elementi necessari per una buona crescita.
  2. Considerato che attraverso una corretta nutrizione si trasmette ai bambini e ai ragazzi non solo un gusto per il mangiare sano ma anche il rispetto per l’ambiente e la necessità di consumare quello che serve nelle quantità che servono, nel rispetto dei principi della sostenibilità per l’ambiente.
  3. Considerato che i temi sopracitati sottolineano l’importanza della produzione di cibo a filiera corta e biologico, nel rispetto della stagionalità della produzione degli alimenti (con particolare riferimento alla frutta e alla verdura), si chiede che il Consiglio comunale disponga che il capitolato d’appalto per la refezione scolastica sia articolato sulla base dei seguenti criteri, in modo da garantire un’alimentazione corretta e sana ai bambini e ai ragazzi e da garantire ottimali condizioni di lavoro agli operatori e alle operatrici impiegati per la refezione scolastica.

Ed eccoli i criteri elaborati dai cittadini-genitori che saranno presentati in Consiglio comunale per essere discussi e, ci auguriamo vivamente, approvati:

  1. Il rispetto delle linee guida della Regione Toscana, delle indicazioni dell’OMS e delle indicazioni risultanti dagli studi IARC sul rapporto tra alimentazione e sviluppo dei tumori rispetto ai consumi di carni rosse e carni lavorate.
  2. L’applicazione del collegato ambientale della legge di stabilità, capo IV, articoli 16-19 “Disposizioni relative al Green Public Procurement”, sulla qualità ambientale delle forniture secondo i Criteri Ambientali Minimi (CAM), per quanto prevede il D. Lgs. 163/2006 Codice dei contratti, con particolare riferimento agli articoli 75, 83, 68 bis.
  3. L’ estensione del regime attualmente previsto solo per i nidi a tutte le altre scuole, a partire dal biologico al 100%.
  4. L’impiego di alimenti semplici, non precotti, freschi, di stagione, privi di OGM e additivi. Deve essere garantito l’equilibrio nutrizionale dei pasti, con adeguato impiego di proteine, carboidrati e vitamine, nobilitando la funzione di proteine vegetali e piatti unici e privilegiando la varietà dei cibi proposti, avendo anche cura di evitare raddoppi di contenuti proteici derivanti da accoppiamenti di alimenti contenenti proteine vegetali con alimenti contenti proteine animali.
  5. L’impiego privilegiato di prodotti e varietà alimentari locali. Nel caso in cui non siano disponibili sul mercato locale quantitativi di alimenti sufficienti al fabbisogno delle mense, i prodotti devono essere acquistati sul mercato regionale, italiano o comunque comunitario privilegiando sempre la filiera più corta possibile. Non ci deve essere permeabilità nella filiera corta tra una tipologia di alimenti e l’altra (l’approvvigionamento deve essere mantenuto nelle medesime proporzioni delle diverse componenti).
  6. La predilezione di produttori locali a parità di prodotto certificato biologico.
  7. La variabilità delle ricette per presentare gli alimenti in modi diversi in modo da spezzare la monotonia e garantire una piena accettazione degli alimenti.
  8. Le caratteristiche della merenda di metà mattina: deve essere frutta fresca di stagione, nel rispetto dei criteri della filiera corta.
  9. L’eliminazione -a meno di casi eccezionali concordati con la giunta della commissione mensa- dei prodotti di pasticceria, insaccati, salumi, surgelati, bastoncini di pesce impanati, tortellini e tutte le paste ripiene industriali. Per quanto riguarda gli alimenti a base di uova, essi non devono essere somministrati qualora l’unica possibilità sia di utilizzare uova pastorizzate, mentre occorre usare uova fresche che devono essere di categoria “0”. Anche in questo caso, eventuali eccezioni devono essere coordinate con la giunta della commissione mensa.
  10. L’acqua da bere: la ditta appaltatrice ne fornirà in bottiglia solo negli asili e nelle scuole in cui l’adeguatezza dell’acqua proveniente dall’acquedotto pubblico non possa essere garantita (il Comune dovrà indicare quali sono le scuole prima dell’inizio di ogni nuovo anno scolastico).
  11. La diminuzione degli imballaggi e la differenziazione dei rifiuti;
    12) la valutazione degli scarti per valutare la correttezza dei menu e la dotazione di bilance in tutte le scuole per i controlli (come indicato al punto successivo)
  12. Il controllo: il capitolato deve sottolineare esplicitamente che ci saranno controlli periodici, qualificati, indipendenti e pubblici, su tutte le caratteristiche presenti nel capitolato d’appalto: cibi, produttori, preparazione delle vivande, trasporto, compresa la biologicità. Tali controlli devono essere resi tempestivamente pubblici secondo un criterio di trasparenza. Il Comune deve controllare in maniera frequente, indipendente e trasparente.
  13. La garanzia di adeguate condizioni di lavoro: le lavoratrici e i lavoratori impiegati per la refezione dovranno essere in misura sufficiente a garantire condizioni lavorative che non comportino affaticamenti eccessivi.

mensa scolastica

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