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Calcio, il 6 giugno inizia la dodicesima edizione dei Mondiali Rebeldi a Pisa. Protagoniste indiscusse le comunità straniere

Eccoci al via con la prima giornata dei Mondiali Rebeldi 2017 che si terrà martedì 6 giugno alle ore 19 presso il Circolo Arci di Pisanello

5giugno 2017 da Progetto Rebeldia, Pisa

A dare il calcio di inizio nella prima partita del mondialito tra Chicco di Senape e Un ponte per… sarà il giovane Assane Dioussé, giovane calciatore senegalese che ha partecipato a una edizione passata del Mondiale Rebelde tra le fila del Senegal e oggi centrocampista dell’Empoli. Non mancherà certo per la prima giornata del Mondiale la cronaca in diretta di Back to the Football, il programma sportivo di Radio ROARR. 

Un Mondiale Rebelde quest’anno all’insegna non solo delle comunità straniere storiche del territorio come l’Albania, la Romania, il Marocco, il Kurdistan, il Kosovo, la Macedonia e il Senegal, ma anche delle nuove comunità che via via si formano all’interno dei più svariati luoghi di accoglienza, d’emergenza e non, e che partecipano alla vita della nostra città, proponendo nuove forme di cultura espressione di diverse nazionalità provenienti dall’Africa Sub-sahariana.

Novità di quest’anno la partecipazione di una squadra nata nella quotidianità dei parcheggi della città, formata da giocatori che di giorno lavorano nelle strade con il piccolo commercio, e che la sera giocheranno insieme. Un mondialito mozzafiato per l’edizione 2017. Tante saranno infatti le iniziative “Fuori Campo” che accompagneranno il gioco, tutte tese a conoscere e scoprire realtà nuove e momenti di socialità, come la grande cena del 25 Giugno, ma non solo. Come ogni anno, sia in campo che fuori, non mancheranno i calci al razzismo!

In campo contro il razzismo!

Il torneo si disputerà fra 20 squadre a partire dal 6 Giugno presso il Circolo Arci di Pisanello, consolidato ospitante dell’iniziativa. Per l’edizione targata 2017 fasi finali il  2 Luglio  presso il Dopolavoro ferroviario in piazza della Stazione, che vide nascere le prime storiche edizioni

Dodici edizioni di gol e trofei, ma soprattutto di calci al razzismo e alla sorda strategia di chi vorrebbe ridurre la presenza migrante sul territorio a un’emergenza. La Pisa antirazzista è pronta a lanciare l’appuntamento più colorato dell’estate, quel Mondiale Rebelde che da più di un decennio custodisce nel suo cuore antico un’idea di condivisione e di scambio sui campetti di calcio. Il ‘mondialino’ non è solo rincorsa al fatidico pallone, ma un progetto semplice ed essenziale che nel tempo non ha mai smarrito il suo innato talento a mettere insieme le diversità all’insegna del gioco, della festa, del sorriso. Mondiali rebeldi a vita, quindi, organizzati dal Progetto Rebeldia, con la collaborazione tecnica della Lega Calcio UISP di Pisa. Le fasi preliminari 2017 verranno giocate sull’erba sintetica del Circolo Arci ‘Pisanello’ di Oratoio, in via Marsala, mentre – novità di quest’anno – le fasi finali verranno disputate presso il Dopolavoro ferroviario in piazza della Stazione, sede ‘storica’ delle prime iniziative della manifestazione.

Saranno 20 le  squadre che si affronteranno.

La composizione del torneo è specchio di un’idea di società alternativa e inclusiva, dove le realtà migranti del territorio, dalle più radicate a quelle emergenti, si incontrano sul campo con le organizzazioni formali e informali che compongono il tessuto associativo da sempre coinvolto nella lotta per l’accoglienza, il rispetto dei diritti, l’antirazzismo. In tempi di drammatiche derive, una delle belle novità che costellano l’edizione 2017 è la presenza dei ragazzi del Centro d’accoglienza ‘La Tinaia’ di Cascina. A questa bella realtà sono rivolti un benvenuto e un abbraccio speciali, vista anche la condizione di grave crisi sociale in cui verte il territorio cascinese dopo l’avvento della giunta Ceccardi, esperienza politica segnata da forme esplicite di discriminazione e di razzismo. 

La stagione segnata dalla tragedia di chi per mare e per terra va alla ricerca di una condizione migliore a repentaglio del bene più prezioso, non è finita.

Allo stesso modo riducendo la prospettiva, l’evocazione di un clima cittadino all’insegna della paura del migrante non si è taciuta, anzi, si è esasperata. Costui è oggi più che mai il paravento delle contraddizioni della politica, facile bersaglio sul quale veicolare il dissenso e la frustrazione di questi anni di colpevole crisi. Contro la propaganda razzista che propugna la difesa di una pretestuosa ‘legalità’ nei confronti dei migranti, molto buon senso si infrange. A volte le parole denunciano la loro insufficienza. La vita, la quotidianità, al contrario, sono maestre più giuste. Per questo, prima ancora del calcio di inizio ufficiale, saranno i giovani senegalesi di piazza del Duomo a palleggiare in allegria quando alcuni tra gli organizzatori del torneo incontreranno i giornalisti per la conferenza stampa di lancio. Spesso oggetto di vere e proprie vessazioni, bersaglio abitudinario delle politiche repressive, i giovani africani – che quest’anno avranno una loro squadra – rilanciano con un invito all’apertura, all’incontro, alla reciproca conoscenza, e con… un palleggio niente male.

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