08212018Headline:

Caso Buscemi, anche le istituzioni educano

16luglio 2018 da Rete Educare alle Differenze Pisa

Il mondo dell’educazione e della formazione prende parola contro la nomina di Andrea Buscemi all’assessorato alla cultura di Pisa:

In questi giorni abbiamo sentito l’urgenza di prendere parola in merito alla nomina dell’Assessore alla Cultura Andrea Buscemi da parte della neonata Amministrazione comunale di Michele Conti.

Pensiamo che alcune deliberate condotte siano di impedimento alla copertura di cariche pubbliche: la persecuzione, la violenza e l’odio contro le donne rientrano tra queste.
Riteniamo poco rilevante che Andrea Buscemi non abbia scontato una condanna, per prescrizione: la nostra ferma opposizione a questa nomina non nasce da motivi di legalità, ma dalla natura del reato commesso, al di là dei pronunciamenti giudiziari, verificato dalla lettura integrale degli atti processuali. Se riconosciamo che la violenza di genere è una violazione dei diritti umani e di cittadinanza, una profonda messa in discussione della possibilità per le donne di essere sullo stesso piano degli uomini, non possiamo permettere ad uno stalker di ricoprire la carica di Assessore. Né, tantomeno, possiamo implicitamente derubricare la violenza a fatto privato, passibile di valutazione soggettiva, quando sappiamo che il fenomeno della violenza ha profonde radici culturali e va combattuto pubblicamente.

Queste considerazioni ci portano ad indicare un’incompatibilità etica di Andrea Buscemi alla rappresentanza simbolica e istituzionale della cultura cittadina di Pisa. Parte del nostro lavoro di rete che opera nel settore educativo consiste nell’analisi dei simboli, delle immagini e dei racconti che costruiscono il senso comune, il terreno socio-culturale in cui ci muoviamo, e che strutturano, di conseguenza, i rapporti di potere e l’accesso ai diritti.

La giunta ha l’importantissimo ruolo di dare una direzione alla città e allo stesso tempo di rappresentarne l’immagine: se sarà confermato Andrea Buscemi come assessore dovremo concludere che il nostro lavoro con le bambine e i bambini per una cultura del rispetto e della parità di genere non è più in linea con i principi incarnati dalle istituzioni pisane.

Cosa potrà raccontare alle ragazze il Sindaco sul diritto di essere libere dalla violenza e non subordinate? Cosa invece ai ragazzi sull’importanza di rifiutare la sopraffazione come strumento di dominio? Che fiducia potranno avere le donne nel supporto da parte delle istituzioni, qualora volessero denunciare abusi, maltrattamenti, violenze, discriminazioni, se nel cuore della giunta siede un persecutore scelto e difeso dall’Amministrazione? Crediamo che il Comune di Pisa abbia il compito di sostenere la battaglia culturale contro le discriminazioni di genere, a cui deve corrispondere l’effettiva rimozione degli ostacoli alla realizzazione di una parità sostanziale. Non possiamo pensare che la nuova Amministrazione abdichi al ruolo di garante dei diritti di tutte e tutti, perché questa non è una legittima scelta programmatica: è la morte dei diritti di cittadinanza. Ci sono alcune, poche per la verità, chiare regole che orientano come stelle polari il vivere civile: accogliere le differenze, promuovere il rispetto reciproco, garantire parità di accesso al potere. Queste regole non sono negoziabili e chi non le rispetta non può essere rappresentante della comunità. Ci aspettiamo quindi che il Sindaco ripensi alla scelta dell’Assessore alla Cultura. È un atto dovuto e irrimandabile, senza il quale riterremo l’Amministrazione complice e mandante della mentalità violenta di cui Andrea Buscemi è esponente.

L’educazione e la produzione di cultura sono responsabilità condivise che molte e molti di noi sono chiamate ad operare, in diverse forme e contesti: famiglie, scuole, ludoteche, università. Crediamo importante che tutti i soggetti che sentono questa responsabilità prendano posizione, anche pubblicamente, per ribadire che azioni come queste hanno ricadute profonde e pervasive anche nei luoghi in cui il sapere viene elaborato e trasmesso, specie se a promuovere tali azioni sono istituzioni che si sono fatte carico di rappresentarci.

  • Martedì 17 p.v. si insedierà ufficialmente la nuova Amministrazione comunale. Chiamiamo tutte le donne e gli uomini che fanno parte del mondo dell’educazione e della formazione a far sentire il proprio dissenso, davanti al Palazzo comunale, in Banchi, dalle ore 14.00 di martedì 17 2018.

  • Chiediamo inoltre di firmare e continuare a far circolare la petizione che ha già raggiunto 30.000 firme (https://www.change.org/p/pisa-un-condannato-nominato-assessore-alla-cultura-vogliamo-le-dimissioni).

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