Fabrizio Brandi torna alla Guglia 35 anni dopo, sabato 17 a calasole, con BLOCCO 3

Fabrizio ha vissuto alla Guglia fino a 15 anni, nel Blocco “della cassa da morto”, di edilizia anni 30, piena era fascista

15settembre 2016 di Luca Stellati, foto di Biancamaria Monticelli

blocco-3-foto-4Com’era la vita allora nel Blocco della Guglia?

Erano Blocchi costruiti per controllare la gente, ma negli anni 70 lì si viveva in comunanza, si entrava e si usciva liberamente dalle case di tutti, c’era  uno scambio sociale ed umano impensabile ai nostri giorni. Poi negli anni ’90 le cose sono cambiate, si è diffusa nel quartiere la dipendenza dalle droghe e le famiglie si sono rinchiuse in casa davanti alla Tv. Torno lì con lo spirito di quando ero bimbetto, con la gente che scendeva in cortile “a seggiola”. Adesso delle novanta famiglie dell’epoca ne sono rimaste appena una decina, ma so che mi aspettano con tanto affetto.

blocco-3-foto-7Ma cos’è questo spettacolo, una storia vera?

Blocco 3, che abbiamo scritto a due mani con Francesco Niccolini, ha la caratteristica di essere sì una storia autobiografica, ma molto romanzata. Si intrecciano personaggi veri con personaggi inventati, così come le vicende, ma sempre rispettando uno scenario, che è quello della periferia livornese certo, ma in realtà simulacro delle periferie italiane di quegli anni. Ci accorgiamo quando facciamo lo spettacolo fuori da Livorno, che tra la gente c’è chi si identifica completamente nella storia, come se fosse il frutto del suo vissuto, magari a Roma o Milano, Pordenone o Matera. Oppure  addirittura Cuba, come una spettatrice dell’isola caraibica, che vive da 10 anni in Italia, mi ha raccontato, dicendomi che nello spettacolo aveva ritrovato lo scenario del Cinfuegos, dei blocchi popolari cubani, costruiti dai russi. Le periferie non hanno quartiere, in Italia e nel mondo, parlare di un quartiere significa parlare di tanti quartieri..

Lo spettacolo apre con Berlinguer, perché?

Per un bambino di 11 anni partecipare al comizio dell’82 alla Pisorno, è un evento che resta indelebile nella sua memoria, un milione di persone in silenzio davanti al loro “profeta”. Le periferie oggi non hanno voce, allora avevano almeno un profeta, Enrico Berlinguer che con voce mite, gentile ed accogliente, sapeva parlare come parente di tutti, come parte di una storia che è stata poi cancellata dalla memoria collettiva.

Come è nata l’idea di Blocco 3?

Nel ’95 mi ero appena diplomato alla scuola di ricerca teatrale “Laboratorio nove” di Firenze. In una rassegna di “narrazione” vidi Marco Paolini con Vajont e Marco Baliani con Koolas, e rimasi affascinato perché c’era un attore solo con una sedia in scena. Da lì iniziai a prendere appunti per poter raccontare un giorno anch’io una storia, la storia della Guglia. Quando è uscito Ovosodo di Paolo Virzì, girato soprattutto dentro il “mio Blocco”, ho temuto che questa storia fosse bruciata, già raccontata, ma dopo 20anni e l’incontro con Francesco Niccolini, ho capito che non era così ed ho raccontato la mia storia.

Sei ritornato già alla Guglia per presentare lo spettacolo, che cosa hai provato a rincontare la Gina e gli altri del Blocco?

Le persone con cui hai stabilito un legame affettivo nell’infanzia, restano vive e indelebili a distanza di 35 anni. C’è stata la contentezza del ritrovarsi, ma è bastato un momento per riaccendere la confidenza e l’intimità, nonostante tutta l’acqua che è passata sotto i ponti.

Ecco la galleria fotografica della presentazione dello spettacolo, per gentile concessione di Biancamaria Monticelli www.biancamariamonticelli.com, cliccate per ingrandire:

Foto 1-2-3: al circolo Divo Demi con Piera, Sergio, Fabio, Mirkone, Alessandro, Roberto, Enzo, Mario… Foto 5-6: con Viviano, Pietro, Mirkone, Roberto, Piera. Foto 7: la Gina. Foto 9-10-11: in casa della Gina. Foto12: Franco il pittore, fratello della Gina.

blocco-3-verticale“Scenari di quartiere – Teatri al calasole” è una rassegna di narrazioni popolari che raccontano luoghi, vicende e personaggi, dei quartieri della città di Livorno, organizzata dalla Fondazione Teatro Goldoni in compartecipazione con il Comune di Livorno ed in collaborazione con l’Autorità Portuale,con il contributo della Dati srl e l’accoglienza di Casalp.

Sabato 17 settembre, ore 19.15, Piazza della Barriera Garibaldi (zona La Guglia numeri civici 18-23). La Compagnia Brandi Niccolini Aldorasi presenta: “BLOCCO 3”

Gli abitanti del quartiere sono invitati a scendere da casa con le proprie sedie per partecipare allo spettacolo, che sarà ovviamente aperto alla partecipazione di tutti (ingresso gratuito). Al termine, sarà possibile gustare a prezzo popolare un tipico stuzzichino livornese con vino preparato da “Barretto in movimento”.

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