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Giornata della Memoria Giunta Conti, Una Città in Comune: “pura retorica che nasconde discriminazione”

27gennaio 2019 da Una Città in Comune, Pisa

Oggi l’Amministrazione comunale a maggioranza leghista inaugura un ciclo di iniziative legate alla Giornata della Memoria, per ricordare le vittime dell’Olocausto. A dirla tutta, la legge che ha inventato questa celebrazione parla anche del ricordo delle leggi razziali: peccato che il Sindaco Conti abbia già dimostrato ampia sensibilità rispetto a questo tema dando buca all’importante manifestazione della Sapienza dello scorso settembre, quando i rappresentanti delle Università italiane hanno pubblicamente chiesto scusa alla comunità ebraica per le espulsioni di studenti e docenti ebrei durante il fascismo.

Ma Conti non è il solo esponente della Giunta pisana a suscitare dubbi rispetto ai valori legati alla Giornata della Memoria. Oltre alla memoria lunga dobbiamo conservare anche la memoria breve: non possiamo dimenticare le parole dell’Assessore alla Cultura Andrea Buscemi di pochi mesi fa, quando ha equiparato la campagna pubblica fatta dalla Casa della Donna nei suoi confronti alla persecuzione nazista e si è esplicitamente paragonato – in qualità di vittima – sia agli ebrei che a Giacomo Matteotti. Ricordiamo addirittura una lettera spedita al Presidente della Repubblica in cui venivano proposti alcuni di questi ignobili paragoni.
Le persecuzioni naziste – quelle vere – colpirono duramente anche gli omosessuali e gli zingari, con deportazioni e uccisioni di massa: proprio la Giunta Conti ha deciso di uscire dalla l’uscita dalla Rete Ready, la Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, nonché di avviare un procedimento di sgombero del campo rom di Ospedaletto, in netta continuità con l’approccio “ruspista” della precedente amministrazione PD.

La guerra fondamentalista condotta da questa Giunta contro l’apertura della moschea e del centro culturale islamico è solo l’ultima espressione di una maggioranza intollerante e violenta, che farebbe bene a riflettere e ad ascoltare ciò che la storia ha da insegnare: il percorso che ci ha portati a una democrazia che riconosce le differenze e le valorizza come risorse, è un percorso accidentato e difficile, che è dovuto passare anche attraverso la complicità con l’Olocausto di cui ci siamo resi responsabili come italiani. La Giornata della Memoria dovrebbe mettere al centro questa riflessione: altrimenti è una pura operazione di retorica e di consenso.

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