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Il nuovo assetto per le Camere di Commercio apre questioni enormi, riguardano posti di lavoro e i servizi territoriali all’utenza

alessandro trottaAi Consiglieri della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno

01agosto 2016 da Alessandro Trotta (RSU CCIAA della Maremma e del Tirreno)

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Image and video hosting by TinyPicIl lungo e travagliato percorso di questi anni, che ha prodotto l’ipotesi di un nuovo assetto per le Camere di Commercio apre questioni enormi che riguardano – in modo diretto – il posto di lavoro di decine di lavoratori ed i servizi territoriali per l’utenza.

Il taglio del diritto annuale, senza fonti di finanziamento alternative, rischia di mettere al tappeto l’equilibrio finanziario della nuova Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno (come quello della maggior parte degli enti camerali nazionali) e di aprire la strada alla messa in mobilità di un numero importante di dipendenti.

Il testo del D.Lgs. approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri, indica un cambiamento sostanziale delle attività e del ruolo dell’Ente, senza che siano conosciuti piani d’investimento per garantire una riconversione del personale. L’incertezza è tanta e ci pare anche l’approssimazione che rischia di farci trovare di fronte ad un salto nel buio pericoloso per tutti (lavoratori, imprese, utenti, enti pubblici).

Non in alternativa all’impegno delle rappresentanze sindacali e di categoria economica nazionali e locali, riteniamo che il nuovo ente debba porsi con forza l’obiettivo di trovare nuove risorse e di indirizzare quelle esistenti verso la tenuta occupazionale e dei servizi territoriali, operando con decisione per garantire formazione adeguata dei dipendenti ed investimenti sui mezzi necessari a rendere possibile il riposizionamento delle attività camerali.

Uno sforzo che va affrontato tenendo conto che, si dovrà continuare necessariamente ad operare con due sedi distinte, per non privare parti rilevanti di territorio di un presidio di servizi utile al sistema delle imprese dell’area grossetana e livornese, mantenendo il personale nella propria sede di provenienza. In questi anni, siamo stati abituati ad un rapporto di leale confronto e di dialogo con la rappresentanza politica dell’Ente, e vorremmo poter continuare con questa modalità di relazioni sindacali fruttuosa per tutti.

Il primo test, importante per noi, è la condivisione con i nuovi organi di governo degli obiettivi di salvaguardia dei posti di lavoro per tutti i dipendenti del sistema camerale, ivi compresi quelli delle aziende speciali e della fondazione, la garanzia del mantenimento delle due sedi di lavoro, la tenuta dei livelli salariali, la riconversione del personale che dovesse essere necessario spostare verso nuove attività.

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