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La Biblioteca Franco Serantini compie 40 anni. Sottoscrizione per una sede definitiva

Sosteniamo la campagna della Serrantini, una sfida che non possiamo che fare nostra

Una Città in Comune: “Una casa per la biblioteca, presidio culturale da difendere”

9gennaio 2018 da Una Città in Comune

La storia di questa istituzione culturale è unica nel panorama cittadino: nata come centro di formazione e promozione della cultura anarchica, intitolata a un ragazzo ucciso in carcere dalla polizia nel 1972, è diventata negli anni un luogo di raccolta e conservazione di un patrimonio culturale inestimabile.

Fondi documentari unici, fondamentali per lo studio dei movimenti sociali tra ‘800 e ‘900, periodici, libri e opuscoli introvabili: la Biblioteca, grazie alla costanza e alla professionalità dei suoi responsabili, si è guadagnata sul campo una fama internazionale, sia come centro di documentazione che come casa editrice.

Per usare una terminologia molto in voga oggi, la Biblioteca Franco Serantini è una autentica eccellenza locale, portata avanti grazie all’impegno dei soci e all’amicizia di studiosi e lettori in tutta Italia e oltre. Dal 2011 la Biblioteca non ha più una sede dove poter consultare il suo patrimonio a scaffale aperto: solo grazie all’appoggio dell’Università il materiale archivistico e librario è conservato in locali fuori Pisa, lontano dalla sede dell’Associazione ormai limitata a pochi metri quadrati. La passata Amministrazione Filippeschi non ha rispettato l’impegno preso in campagna elettorale di trovare una sede degna alla Biblioteca Serantini e ai suoi preziosi fondi documentari. «Una Città in comune» ha sempre lamentato la mancanza di una autentica
politica culturale finalizzata alla valorizzazione delle innumerevoli  risorse cittadine.

Oggi la Biblioteca Serantini lancia una sfida che non possiamo che fare nostra: aprire una sottoscrizione straordinaria per reperire sul mercato una sede definitiva e regalare alla città un «Laboratorio delle culture e delle memorie», centro di promozione culturale aperto alla memoria e alla storia del Novecento. Aderiamo come singoli e come soggetto politico a questa iniziativa e ci auguriamo che il più gran numero di cittadini e cittadine faccia altrettanto.

Vogliamo che i 40 anni della Biblioteca siano festeggiati nel migliore dei modi. Chissà che l’Amministrazione Comunale non si dimostri meno sorda della precedente e decida di aiutare concretamente la Serantini a realizzare questo progetto. La storia dei movimenti sociali ci insegna il valore concreto dell’utopia come guida per il cammino: da parte nostra saremo sempre al fianco della Serantini in questo percorso.

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