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La video inchiesta “Cemento rosso”. Venerdì 18 a Pisa Aula Magna dell’Ipssar Matteotti, con Giuliano Marrucci di Report

Image and video hosting by TinyPicContemporanea…mente 2016 propone la video inchiesta “Cemento rosso”: l’urbanesimo cinese, mastodontico fenomeno nel segno della pianificazione e della funzionalità. Ne parliamo venerdì 18 a Pisa dalle 15,30 con l’autore Giuliano Marrucci di Report.

16novembre 2016 di Andrea Vento

Il Progetto Contemporanea…mente curato dal Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati (Giga) in collaborazione con l’Itc A.Pacinotti e l’Ipssar G. Matteotti di Pisa, a completamento dell’approfondimento sulla Cina iniziato con la presentazione del Saggio di Diego Bertozzi “Cina. Da sabbia informe a potenza globale” tenutosi sempre a Pisa il 12 ottobre u.s,  propone l’inchiesta del giornalista di Rai3 Giuliano Marrucci sull’imponente processo di urbanizzazione che ha trasformato l’assetto urbano della Repubblica Popolare Cinese.

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La video inchiesta, realizzata nella primavera 2016 dal giornalista pisano per conto di Report, analizza lo straordinario processo di urbanizzazione che ha interessato la Cina negli ultimi decenni. Sospinto dalle politiche di riforma e apertura economica, gradualmente avviate da Deng Xiao Ping agli inizi degli anni ’80, l’urbanesimo cinese post maoista ha comportato lo spostamento di 300 milioni di persone dalle aree rurali verso le zone urbane, soprattutto della parte centro meridionale del paese, registrando nel 214 ben 758 milioni di abitanti residenti nelle città, pari al 54% del totale.

Il dossier giornalistico affronta anche le trasformazioni sociali, economiche e ambientali che hanno accompagnato l’inurbamento di circa 1/4 della popolazione prevedendo, addirittura, l’ulteriore spostamento di altre 295 milioni di persone entro il 2050. L’imponente trasformazione del panorama urbano nazionale, frutto di meticolosa pianificazione e rigorosa attuazione, sta anche delineando, con proiezione futurista e sensibilità verso la qualità della vita, il volto e le funzioni delle città del terzo millennio del gigante asiatico.

Un modello di urbanesimo così lontano dalla quello italiano avvenuto negli anni del boom economico in modo sostanzialmente incontrollato in quanto privo di organiche politiche di pianificazione territoriale e urbanistica. Il dopoguerra in Italia è stato infatti contraddistinto dal boom edilizio, che, con le sue aberrazioni e la speculazione edilizia, generò, anche se in ritardo, la cultura della salvaguardia dei centri storici e del territorio, con lo sviluppo di una legislazione specifica. Infatti, la legge che ha introdotto, tardivamente, una serie di tutele sui Beni paesaggistici e ambientali è stata emanata solo nel 1985 per merito dello storico e politico Giuseppe Galasso (legge n.431 – 8 agosto 1985) nonostante l’articolo 9 della Costituzione ne prevedesse espressamente la tutela: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

L’autore ha attraversato in due viaggi buona parte del paese cercando di comprendere come sia stato possibile gestire questo gigantesco fenomeno senza essere sepolti dalle bidonville che caratterizzano tutte le grandi metropoli dei paesi in via di sviluppo, e senza essere travolti dal proliferare di disordini sociali e microcriminalità. Quello che è emerso è la straordinaria efficienza con cui il paese si è saputo dotare delle infrastrutture necessarie.

Image and video hosting by TinyPic“Se la Cina  – spiega Marrucci – in termini di reddito pro capite, ha raggiunto il livello delle così dette “lower-middle income economies” (Paesi a medio-basso reddito) soltanto a metà degli anni 2000, in termini di infrastrutture urbane questo livello era già stato raggiunto 10 anni prima. A partire dalla rete di metropolitane, che entro il 2020 sarà presente in 40 città, e che con i suoi 7000 km di estensione sarà 5 volte più grande di quella statunitense. Una straordinaria capacità di investimento resa possibile dal fatto che in Cina non esiste proprietà privata dei terreni. Tutti i terreni sono di proprietà pubblica, e vengono dati in concessione per periodi limitati ai costruttori che se li aggiudicano nell’ambito di agguerritissime aste pubbliche. Sono proprio gli introiti di queste aste che finanziano ormai l’80% delle attività delle amministrazioni locali, e che permettono di alzare continuamente il livello delle infrastrutture. E grazie all’impetuoso boom economico, nonostante la gigantesca pressione demografica che ha riguardato in particolar modo le città principali, lo spazio residenziale a disposizione di ogni cittadino urbano è passato da meno di 4 metri quadrati negli anni ’80 ai 35 metri quadrati attuali. Ecco come si spiega il fatto che nel solo biennio che va dal 2011 al 2013 la Cina ha consumato una volta e mezzo il cemento che gli Stati Uniti hanno impiegato durante tutto il ventesimo secolo”.

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Un processo durante il quale le grandi aziende di stato cinesi hanno accumulato un grado di efficienza che non ha pari nel mondo, e che oggi permette alla Cina di ritagliarsi un ruolo da protagonista assoluto nella costruzione delle infrastrutture globali del XXI secolo, dal Sud America all’Africa. E’ la via cinese per l’uscita dalla crisi globale, come affermato con forza da Xi Jimping nell’ambito dell’ultimo G20 di Hangzhou: una lunga fase di investimenti pubblici in infrastrutture in grado di funzionare laddove le politiche di austerity dell’eurozona hanno indubbiamente fallito.

Venerdì 18 novembre nell’aula magna dell’Ipssar G. Matteotti, via Garibaldi 194 a Pisa, a partire dalle 15,30 in punto, cercheremo di comprendere, grazie alla proiezione integrale della video inchiesta e agli interventi dell’autore, come la Repubblica Popolare Cinese, paese ancora in via di sviluppo seppur seconda potenza economica mondiale, abbia affrontato il gravoso problema dell’esplosione urbana, dell’inquinamento e della qualità della vita nelle proprie città, sei delle quali superano i 10 milioni di abitanti e cinque sono comprese fra 5 e 10. 

L’incontro, per il suo carattere formativo e di aggiornamento è rivolto a docenti e studenti ma è aperto anche alla società civile. Ai partecipanti che ne faranno richiesta verranno rilasciati gli attestati di partecipazione. Per info iscrizioni e richieste scrivere a: gigamail2014@gmail.com

Fonte: (1974) Nazioni Unite. Metodi per la proiezione di urbano e rurale della popolazione. Studio della Popolazione No. 55 (pubblicazione delle Nazioni Unite E.74.XIII.3)

I reportage “cinesi” dell’autore sono visibili online a questi indirizzi:

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