09202017Headline:

La Zona Rosa a Pisa ha di nuovo casa. Riaperta la Limonaia: “aprire un dialogo sugli spazi inseriti nel Piano di Alienazione”

In data 9 Aprile è stata riaperta la Limonaia ed è, di nuovo Zona Rosa

9giugno 2017 redazione Pisa

Spazio safe, spazio femminista, dove incontrarsi e ripartire da noi stesse come soggetti femminili e dunque subalterni, come soggetti a cui la parola è tolta e che se la riprendono in comune. La nostra seconda occupazione arriva dopo lo sgombero del 3 maggio, uno sgombero violento avvenuto all’alba, uno sgombero motivato anche da una perizia di inagibilità dello spazio che non risulta agli atti giudiziari. In questo mese in cui ci siamo trovate fuori dalla Limonaia, la Zona Rosa non si è fermata. Abbiamo continuato a tenere attivi i nostri sportelli antiviolenza e di informazione medica, abbiamo supportato le donne della Mala Servanen Jin nella loro rioccupazione di uno spazio
abitativo e femminista. Oggi anche noi torniamo a casa.

“Perché il nostro percorso parte dalla volontà di decidere sui nostri corpi e sulle nostre vite, e quindi anche su uno spazio che abbiamo riqualificato e reso vivo.
Per questo chiediamo alla Provincia, nella persona del Presidente Marco Filippeschi, di aprire un dialogo costruttivo sulla Limonaia e sugli altri spazi inseriti nel Piano di Alienazione (delibera 16 del 27 luglio 2016 del Consiglio Provinciale), e sulla Mala Servanen Jin, per  essere coerente con quella solidarietà femminista che il Comune di Pisa ha formalmente approvato l’8 marzo, giorno dello sciopero internazionale delle donne. Nell’invitare l’Amministrazione cittadina ad un confronto e dialogo con queste esperienze, sottolineiamo che è un dovere dell’istituzione pubblica e della politica ascoltare e dare risposte ai bisogni per concretizzare i diritti, e che non è più possibile trattare il movimento femminista a Pisa come una questione di ordine pubblico”.

Domani 10 giugno parteciperemo al corteo cittadino DecideLaCittà, percorso che dalla Limonaia-Zona Rosa è nato. Le soggettività subalterne di questa città si stanno unendo in un grido che rivendica di poter scegliere. Ci saremo anche noi, con il motto che ci contraddistingue: “Non Una Di Meno”.

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