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Presentano il libro “Genere & Formazione”. Il 3marzo alla biblioteca San Michele degli Scalzi a Pisa

Parità di genere: un percorso (ancora) in costruzione

2marzo 2017 di Miranda Parrini, Pisa

Performat Business e la biblioteca San Michele degli Scalzi di Pisa presentano il libro “Genere & Formazione” venerdì 3marzo 2017 ore 16.00. Anna Emanuela Tangolo ne parla con le autrici

L’esperienza lavorativa di alcune esperte dell’Associazione “Istituto CO.RI. Comunicazione & Ricerca” e iscritte all’AIF (Associazione Italiana Formatori) ha portato all’ideazione e pubblicazione del volume Genere & Formazione. Proposte per lo sviluppo del potenziale femminile, edito da Franco Angeli.

L’assenza delle donne nei ruoli dirigenziali, non solo nei luoghi del potere politico ma anche nel contesto economico-politico italiano, è ben visibile. Da questa premessa le autrici del libro avevano partecipato ad una prima indagine, confluita nel testo “L’evoluzione di carriere femminili” (Trapani M. Chiappi F. www.lulu.com) in cui sono state evidenziate diverse situazioni problematiche che le donne intervistate hanno dovuto affrontare per conciliare il lavoro e la carriera con le istanze personali e familiari. In questo primo lavoro  è stata data voce e messi a fuoco, non solo i noti meccanismi di esclusione messi in campo da una cultura inevitabilmente maschile, ma anche le dinamiche proprie del femminile che spesso, da un lato, accettano questa esclusione implicita, dall’altro, percorrono strade alternative che spesso non aiutano a raggiungere i luoghi di potere.

In questo secondo volume Genere & Formazione la trattazione è partita dalla legge 120/2011. La normativa ha introdotto, per tre rinnovi consecutivi degli organi societari e in linea con gli orientamenti europei, il criterio del gender balance: il vincolo delle quote per il genere meno rappresentato. Ben presto è diventata nota come la legge delle “quote rosa” dato che le donne in Italia, come nel resto d’Europa,sono il genere minoritario, se non assente nei vertici aziendali. Ma perché è stato necessario l’intervento del legislatore per imporre la parità dei diritti fra lavoratori e lavoratrici, per conclamare la parità di legittimità per l’accesso ai ruoli di responsabilità? Gli Studi dimostrano che un Paese, che non riesca a sfruttare appieno la propria capacità produttiva, paga le conseguenze di un utilizzo parziale rimanendo indietro in termini di sviluppo interno, competitività internazionale e crescita.

Ma emanare solo una Legge non basta. Il libro affronta con un approccio multidisciplinare, importanti tematiche per sostenere le donne a crescere professionalmente e aiutare la società a superare la tradizionale separazione dei ruoli maschili e femminili.

Da un punto di vista politico-economico, oltre ad un’azione di sensibilizzazione culturale, è fondamentale che le stesse aziende, pubbliche e private, investano in azioni formative, volte a favorire una cultura aziendale inclusiva dei valori del gender balance e dell’equity gender. Funzionale a tal fine viene ad essere la conoscenza e la padronanzadi alcuni modelli organizzativi, come quello del Diversity Management che propone un modello di gestione delle risorse umane centrato sui bisogni e sull’espressione del potenziale delle singole persone per la loro utilizzazione come leva per il raggiungimento degli obiettivi organizzativi.

Da parte delle Istituzioni e del Sistema Scolastico e Universitario è necessario promuovere attività di orientamento volte a far sì che un numero sempre maggiore di ragazze si accosti alle scienze e che incoraggi più donne a dedicarsi alle professioni catalogate come tipicamente maschili.

Infine, è necessario lavorare sull’empowerment femminile. Questo termine, che deriva dalla lingua inglese, si può tradurre con “conferire a qualcuno il potere o l’autorità di fare qualcosa”, ma anche “fare in modo che qualcuno diventi più forte e più confidente, soprattutto per quanto riguarda il controllo sulla propria vita e i propri diritti” (definizione tratta dall’Oxford Dictionary). Fra lecategorie, prese in considerazione dall’empowerment, ci sono soprattutto, ledonne. È nato così, negli anni 50-60 il concetto di empowerment femminile, finalizzato ad aumentare il potere delle donne nel contesto economico, sociale e politico. Anche in questo caso è necessario educare e formare le donne, a partire da quelle più giovani ad avere una maggiore fiducia in se stesse, credendo sulle loro potenzialità. Tramite percorsi formativi è possibile far emergere valori nascosti e capacità latenti. Le donne devono imparare a puntare sulle loro qualità distintive che insieme alle altre possono contribuire a migliorare la percezione che hanno di loro stesse, contribuendo ad essere considerate e imponendosi maggiormente in tutti i settori della società.

Il volume, oltre alle necessarie parti teoriche, al termine di ogni capitolo prevede una sezione dedicata alle attivazioni pratiche che insegnanti, formatori e formatrici possono utilizzare nei percorsi educativi e formativi. Gli ultimi due capitoli, si distinguono, invece, per avere essenzialmente un taglio metodologico/operativo. Grazie agli spunti provenienti dal cinema e dal teatro, sono state inserite numerose attività didattiche da riproporre in aula e, con la dovuta contestualizzazione, utilizzabili per diverse tipologia di utenza.

Appuntamento quindi, venerdì 3 marzo ore 16.00 presso la biblioteca San Michele degli Scalzi di Pisa. Introduce Anna Emanuela Tangolo, Presidente di Performat, interverranno alcune autrici: Monica Pezza, Patrizia Russo, Elena Sgherri e Cecilia Taddei.

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