11202018Headline:

Quali interessi premierà la Manovra di Bilancio del Governo giallo verde?

Crescita economica collegata al rilancio degli investimenti pubblici

17ottobre 2018 di Giusti Federico

Nella sostanza è questa la scommessa del Governo Conte e il cuore della nota trasmessa a Bruxelles, insieme al ‘Documento Economico e Finanziario’. Investimenti pubblici e misure fiscali agevolate per le imprese finalizzate a favorire anche gli investimenti privati.

La manovra diminuirà la pressione fiscale  il 68,8% delle coperture aggiuntive rispetto al deficit arriva da maggiori entrate, i tagli di spesa  si aggirano attorno 3,6 miliardi, ben  2,5 miliardi e niente fondi per i contratti Pa in scadenza al 31 Dicembre. Scuola, università, pubblica amministrazione sono rimasti fuori dall’agenda del Governo, è pur vero che nel decreto Bongiorno si prevedono assunzioni nella Pa ma, sono quelle già previste nel prossimo triennio concentrate in un anno\1 anno e mezzo di tempo, nessun investimento straordinario per esempio a favore del personale sanitario. La manovra è di 33,5 miliardi, questa è la cifra ufficiale ma non tutto è chiaro perché, per dirne una, il reddito di inclusione era già coperto da fondi che confluiranno nel reddito di cittadinanza. Da quantificare allora  entrate ed uscite, spese aggiuntive, tagli, insomma allo stato attuale manca una fotografia dettagliata della manovra economica.

Citiamo testualmente un passaggio dell’articolo pubblicato oggi da Il sole 24 ore che sintetizza alcuni aspetti salienti della manovra: Nel 2019 stabile il peso del fisco”

Sul lato delle nuove spese, nelle tabelle del Dpb il derby fra reddito di cittadinanza e pensioni finisce in perfetta parità: 6,74 miliardi a testa, lo 0,37% del Pil. Ma nel conto non è inserito il cambio di destinazione dei fondi oggi previsti per il reddito d’inclusione. Per il pubblico impiego solo 547 milioni, che serviranno alle assunzioni nella Pa centrale e a rifinanziare gli ultimi aumenti temporanei. Del rinnovo dei contratti per il 2019-21, insomma, si parlerà un’altra volta. 

E Bruxelles? 

La Troika ritiene sbagliata la manovra economica soprattutto perché Francia e Germania costruiranno la loro bilancio sulle politiche di austerità per l’abbattimento del debito, il monito e la ennesima letterina scritta con un primo richiamo al Governo Italiano (che avrà ripercussioni sulla Borsa creando spirali speculative) dovrebbe arrivare già nei prossimi giorni richiamando al rispetto degli impegni assunti dalla Commissione europea. Tra le misure più’ invise alla Troika resta il pur parziale superamento della Legge Fornero con l’applicazione della quota 100 che allo stato attuale potrebbe comportare, per chi la sceglie, un anticipo dell’età pensionabile ma con decurtazione dell’assegno previdenziale.

E per finire i fondi per Industria 4.0

Confindustria critica il Governo di non dare sufficiente impulso all’ammodernamento dei macchinari e delle infrastrutture, sullo sfondo si prefigura uno scontro tra piccole e medie imprese che rispetto al passato verrebbero favorite con alcune manovre fiscali rispetto a quelle di maggiori dimensioni. Uno scontro tutto interno al capitalismo italiano, da una parte il Pd garante degli interessi delle grandi aziende\banche, dall’altra Lega e 5 Stelle favorevoli ad aiutare le piccole e medie aziende che poi sono l’elettorato che conta di Salvini nelle regioni del Centro Nord. Non  a caso si va verso l’abolizione dell’Ace (aiuto alla crescita economica)  con la mini Ires per gli utili reinvestiti per macchinari e assunzioni stabili, con una riduzione del programma di maxi-ammortamenti per l’acquisto  di beni strumentali. Il superammortamento, destinato all’acquisto dei macchinari tradizionali voluto dal Pd, terminerà a fine anno.

Quali sono allora gli interessi che stanno dietro a questa Manovra economica?

Da una parte il reddito sociale e l’anticipo della pensione che riguarderà per oltre il 20% dipendenti della Pubblica amministrazione per un totale che oscilla attorno a 440 mila unità (ma i dati non sono ancora precisi), dall’altra investimenti per alcune opere infrastrutturali e a sostegno della piccola e media impresa. Fuori dalla manovra istruzione, sanità e scuola.

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