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Scenari di quartiere parte con Moby Dick

Nel suggestivo scenario dello Scoglio della Regina con il sole che tramonta mentre passano le navi vicino alla Vegliaia, si è aperto  Scenari di Quartiere, quinta edizione.

18 Settembre 2020, di Donatella Nesti

“Certo è un’edizione, strana” dichiara il direttoreMarco Leone  sul palco con Dimitri Brandi ”un’edizione Covid, che ci ha costretti, come per tutti gli altri grandi eventi che ci hanno preceduti questa estate, ad adottare misure eccezionali di contenimento: per esempio si accede al Festival solo su prenotazione obbligatoria. Abbiamo aperto le prenotazioni 2 giorni fa alle 17 e alle 17.30 il Festival con i suoi 12 spettacoli era già soldout. Al teatro e alla direzione del Festival non resta che ringraziare la città per il sempre crescente interesse e affetto dimostrato nei confronti di questa manifestazione. Alcuni spettacoli verranno replicati”.
Il primo appuntamento è con Moby Dick – il racconto, lo spettacolo di Luigi D’Elia e Francesco Niccolini. Un romanzo di cinquecento pagine ridotto a meno di quaranta. Più di un milione di caratteri distillati a quarantamila. L’orizzonte marino del capolavoro melvilliano tramutato in un abisso, e la prosa larga ed enciclopedica diventa un verso asciutto, impietoso e scabro, che non può permettersi nemmeno la commozione, non può godere di nulla, se non dell’immensità del mare e del mistero che regge ogni destino. Questo Moby Dick si incarna in un poema shakespeariano: immerso nella Bibbia e nel salso del mare, ne esce carico di tragicità, con tanto di maledizione e di profezia, e un fato irrimediabile dal primo istante, dal primo salpare, dalla prima apparizione dello spettro del capitano Achab, un po’ Macbeth e un po’ Lear, che non può far altro che correre verso il proprio destino di morte distruzione e immortalità. Sotto un cielo bellissimo e silenzioso, sopra un mare mostruoso e incantevole: entrambi indifferenti alle ridicole scelte degli umani che si arrabattano colmi d’ansia, convinti di lasciare un segno su questo pianetino periferico, e che finiscono con l’essere inghiottiti e ridotti a niente. La voce narrante è quella di Ismaele, l’unico sopravvissuto alla tragica caccia, alter ego di Melville, , che trasforma il viaggio in un’allegoria della condizione del rapporto uomo-natura, la lotta epica tra Achab e la balena rappresenta una sfida tra il Bene e il Male. Moby Dick riassume il male nell’animo umano rappresentato da Achab con  l’ossessione  di vendicarsi della balena che lo ha mutilato e la balena rappresenta l’inconoscibile  e la natura indomabile.

Con Luigi D’Elia, di Francesco Niccolini, da Herman Melville, regia Emanuele Gamba, musiche originali Giorgio Albiani con il sostegno di D.I.M.A Doremi International Music Academy in Arezzo e Armonica Onlus L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale Centro di Residenza Emilia-Romagna Festival. Lunghissimi applausi al bravo D’Elia chiamato più volte sul palco.

prenotazioni: www.scenaridiquartiere.it  0586.204219/204201

Molti film sono stati tratti dal romanzo di Melville il più celebre è quello realizzato da  John Huston nel 1956  con Gregory Peck, Edric Connor, Leo Genn, Harry Andrews,Orson Welles.

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