11202017Headline:

Situazione residenze universitarie a Pisa, rimane critica come in passato. Sinistra per: “emergenza posti alloggio”

A fronte dei 2950 studenti vincitori di posto alloggio nella nostra città, solo 1520 posti sono messi a bando, costringendo quasi la metà degli studenti che avrebbero diritto ad un posto alloggio gratuito ad immettersi nello sfrenato mercato degli affitti a Pisa.

31ottobre 2017 da Sinistra per… Pisa

Il 13 Ottobre, alla prima convocazione per l’assegnazione degli alloggi svolta quest’anno, ancora non era stata esaurita la graduatoria dell’anno passato, cosa che rallenterà inevitabilmente i futuri scorrimenti, tanto più che dai primi mesi del 2018 saranno disponibili 50 posti in meno alla residenza Don Bosco a causa di lavori non rimandabili, costringendo alcuni studenti ad aspettare più di un anno per entrare in residenza.

Nonostante le nostre continue segnalazioni e richieste di nuovi posti alloggio, il panorama delle residenze si presenta ormai da anni immutato. La previsione della fine dei lavori di San Cataldo è stata posticipata di almeno due anni rispetto alla previsione iniziale (e non sarà comunque sufficiente a risolvere il problema) ed il progetto di riutilizzo dell’ex convento di Santa Croce in Fossabanda, dopo anni di imbarazzante immobilità pare essere stato dimenticato dalla discussione pubblica, ma non è mai stato dimenticato dagli studenti, che ormai dal 2014 aspettano la nuova residenza in zona Piagge. Di fronte a questo quadro con evidenti problematiche irrisolte, ci chiediamo quali siano, dopo anni di promesse non mantenute verso gli studenti, le soluzioni pensate per risolvere la situazione attuale da parte dei tre enti pubblici direttamente coinvolti: l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario, il Comune di Pisa – che continuiamo a chiederci se abbia interesse a risolvere la problematica – e anche l’Università, in quanto garante dei propri studenti.

“È evidente che questo problema non possa più essere ignorato o rimandato, pretendiamo quindi che gli enti pubblici si esprimano il prima possibile al riguardo e mettano in atto delle soluzioni accettabili e concretizzabili in poco tempo, in modo tale da supplire a questa grave mancanza che pesa sempre più sulla pelle degli studenti.”

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