04202018Headline:

Un mostro si aggira per l’Europa. L’economista Domenico Moro presenta il suo ultimo libro “La Gabbia dell’Euro”. Casa del Popolo di Pisanello, sabato 24 marzo

Il mostro si chiama austerità

21marzo 2018 da redazione Pisa

Domenico Moro presenta il suo ultimo lavoro, “La Gabbia dell’Euro” alla Casa del Popolo di Pisanello, alle porte di Pisa, (Sabato 24 marzo, a partire dalle 16:30, a seguire cena popolare e proseguire la discussione in clima conviviale. Sarà affiancato da Massimo Betti (Sindacato generale di base) e da Gianni Nencini (animatore di un canale you tube) dedicato a confutare la vulgata su euro, Europa e sui patti di Stabilità.

L’iniziativa, organizzata dal Sindacato Generale di base, insieme a: redazione mensile Lotta Continua, Casa del Popolo di Pisanello e Gruppo Inseganti di Geografia Autorganizzati, segna l’inizio di un percorso di analisi e discussione su un argomento ostico ma cruciale.

Pisorno.it ne ha parlato con Federico Giusti:

Chi per anni aveva parlato di uscita dall’euro (dalla Lega al 5 Stelle) oggi sembra avere cambiato idea….

R: Basta leggere le dichiarazioni di Di Maio e Salvini negli ultimi 15giorni di campagna elettorale e capiamo che il loro messaggio era indirizzato ai padroni, a rassicurarli sul fatto che non ci sarà alcuna rottura rispetto al passato almeno sulle regole dell’austerità che rappresentano un incubo senza fine per i lavoratori e le lavoratrici. Da anni ormai parlare di uscita dall’Euro e di rottura delle regole dell’austerità è sempre piu’ difficile, sembra quasi portare acqua al mulino della destra razzista e xenofoba che ha cosi’ buon gioco a ricevere una delega in bianco dai ceti popolari sempre piu’ colpiti dalla austerità. Da tempo ormai i sindacati complici sottoscrivono accordi e contratti in linea con i dettami della Bce, nessuno parla della assenza di democrazia nei paesi derivante dalla perdita di ogni sovranità monetaria e politica che poi determina anche la contrazione delle agibilità sindacali e delle libertà collettive. Le stesse regole sulla rappresentanza sembrano mutuate da quella non democrazia che ha cementificato l’Ue. Con l’euro sono cresciute le disuguaglianze, il divario tra i paesi europei, si è allargata la forbice tra chi ha sempre meno e i pochi detentori della ricchezza. L’euro e l’austerità hanno inferto un duro colpo alle istanze delle classi popolari meno abbienti.

Presentiamo il libro di Domenico Moro, che con Giacchè e Somma resta tra le poche voci conflittuali e discordanti rispetto all’Europa della moneta unica e dei capitali, perché le classi popolari se vogliono recuperare potere di acquisto salariale e riconquistare agibilità e spazi di democrazia non possono piu’ eludere la questione di fondo. Senza sovranità, trasferendo a organismi comunitari il controllo del bilancio e della moneta, ma anche demandando all’Europa dei capitali le politiche inerenti previdenza , lavoro e sanità, sarà assai difficile difenderci. Va detto con assoluta chiarezza ossia che l’euro ha rappresentato lo strumento privilegiato dell’accumulazione Capitalistica, da qui nasce la debacle del movimento operaio e la sconfitta dello stesso movimento comunista

Proviamo a sviluppare un ragionamento non ideologico?

R: Certo, non servono analisi rassicuranti per pochi addetti ai lavori. Prendiamo ad esempio la natura internazionale del capitale, dettando regole ferree in materia di bilancio, welfare e lavoro ottengono solo il risultato di accrescere l’età pensionabile e l’aumento dello sfruttamento. Allo stato nazionale ormai si è sostituito lo stato europeo, non che siano venuti meno i conflitti e gli interessi delle singole nazioni ma ormai abbiamo un paese egemone come la Germania che ha guadagnato dall’euro e altri come Grecia, Italia, Spagna che ci hanno solo rimesso. Prendiamo l’esempio dei debiti sovrani che vanno abbattuti con i tagli al welfare e alla Pubblica amministrazione, il debito delle imprese è stato scaricato sulla comunità e nel frattempo sono state imposte le regole dell’austerità per salvaguardare le quali hanno poi imposto regole ben precise in materia di sanità , pensioni, lavoro. L’austerità ha reso felici i banchieri tedeschi (e non solo loro) ma la crescita dei paesi europei ha subito una feroce contrazione. Parlare di sovranità non significa a nostro avviso cadere nel sovranismo, nella esaltazione dei rosso bruni, siamo lontani anni luce da queste idee, pensiamo tuttavia che non parlarne significa rafforzare solo le autorità sovranazionali che si muovono solo a tutela degli interessi speculativi e finanziari e contro la classe operaia. Chi difende la Costituzione dagli attacchi di Renzi dovrebbe riflettere su quali politiche sostenere, perché il pareggio di bilancio in Costituzione è stato un colpo di stato silenzioso , anzi silenziato dal sistema politico e sindacale.

In sintesi?

R: Le classi subalterne subiscono la influenza ideologica e culturale dei padroni per i quali l’euro e le politiche di austerità sono elementi irrinunciabili. Basterebbe questo solo elemento per capire che interessi antitetici non possono poi trovarsi concordi nella difesa dell’austerità e dell’euro o muovendosi all’interno delle compatibilità dettate da Bruxelles. E’ sufficiente questa considerazione per riaprire il dibattito, non finire come la Grecia di Syrza che in questi giorni sta discutendo di limitare ai minimi termini il diritto e l’esercizio di sciopero . Il testo di Moro è accessibile a tutti, costa poco (e la scelta di Imprimatur è funzionale alla diffusione )  è scritto bene e in poche pagine condensa una riflessione che ogni realtà sociale, politica e sindacale dovrebbe far sua . Chi non vuole discutere di euro, austerità è spesso subalterno alle regole che hanno determinato il disastro sociale degli ultimi anni. Un motivo sufficienti per invitare tutti\e alla partecipazione e al dibattito. Vi aspettiamo sabato 23 Marzo a Pisanello.

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