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Verità e giustizia, quasi 20 anni dalla morte di Scieri, Diritti in comune: “il Comune di Pisa si costituisca parte civile”

17ottobre 2018 da Diritti in comune (Una città in comune – Rifondazione Comunista – Possibile), Pisa

Lo scorso 31 agosto l’avvocato Emanuele Scieri avrebbe compiuto 45 anni, se solo il caso non l’avesse portato a Pisa per il servizio militare. La notte tra il 13 e il 14 agosto 1999, nella nostra città, in una caserma dello Stato, ha trovato una morte violenta in circostanze non ancora chiarite. Il suo corpo fu ritrovato alla Gamerra solo il pomeriggio del 16 agosto, tre giorni dopo la scomparsa.

L’archiviazione del caso nel 2000 non ha convinto la famiglia né tanti cittadini e cittadine che negli anni hanno continuato a chiedere che si giungesse alla verità su questa morte assurda. L’Amministrazione comunale di Pisa ha sempre sostenuto la riapertura del processo, che è finalmente giunta l’anno scorso dopo l’intenso lavoro della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte del militare Scieri. Ora sono tre gli indagati per omicidio volontario dal procuratore di Pisa, Alessandro Crini, di cui uno agli arresti domiciliari. 

“Ci auguriamo che finalmente cada il muro di omertà e complicità che per tutti questi anni ha intralciato l’emergere della verità, chiediamo che lo Stato faccia giustizia e restituisca alla famiglia Scieri la fiducia nella capacità delle istituzioni pubbliche di difendere i cittadini e le cittadine dalla violenza di alcuni suoi apparati. Questa violenza non deve più ripetersi: tragedie come quelle di Scieri, di Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi e tanti altri morti per la violenza di militari e forze dell’ordine non devono più accadere. Per questo abbiamo presentato una mozione in cui chiediamo al Consiglio comunale e al Sindaco che il Comune di Pisa si costituisca parte civile in un eventuale processo Scieri, così come ha fatto il Comune di Siracusa. La solidarietà delle istituzioni deve farsi sentire e giustizia deve essere fatta nei confronti di chi ha ucciso Emanuele Scieri e di chi ha permesso che i responsabili siano rimasti coperti fino ad ora.”

Verità e giustizia a quasi 20 anni dalla morte di Scieri

Ci auguriamo che finalmente cada il muro di omertà e complicità che per tutti questi anni ha intralciato l’emergere della verità, chiediamo che lo Stato faccia giustizia e restituisca alla famiglia Scieri la fiducia nella capacità delle istituzioni pubbliche di difendere i cittadini e le cittadine dalla violenza di alcuni suoi apparati. Questa violenza non deve più ripetersi: tragedie come quelle di Scieri, di Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi e tanti altri morti per la violenza di militari e forze dell’ordine non devono più accadere.

Publiée par Una città in comune sur Mercredi 17 octobre 2018

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