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Biblioteca provinciale di Pisa, tra ‘deforma istituzionale’ e Officine Garibaldi privatizzate. La contrarietà della sinistra

Assegnato in via definitiva, dalla Provincia di Pisa, la gestione di Via Gioberti a tre imprese private guidate dalla Cooperativa PAIM, si tratta ”del complesso a vetri lungo le mura che è stato costruito nel luogo dove sorgeva l’istituto Einaudi. Le “Officine” saranno anche la nuova sede della biblioteca provinciale.

31agosto 2017 da Una Città in Comune, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Possibile. Pisa

Un bene pubblico, ristrutturato con fondi pubblici, è stato così regalato per 10 anni a soggetti privati per un canone pari a zero euro. Le “Officine” saranno anche  la nuova sede della biblioteca provinciale. La ‘deforma istituzionale’ delle province firmata da Delrio è stata gestita in maniera disastrosa dal suo compagno di partito Filippeschi, sindaco e presidente della provincia di Pisa. Lo spazio delle Officine Garibaldi, costato alle tasche dei cittadini 8 milioni di euro, viene ceduto gratuitamente a soggetti privati, senza alcuna garanzia per la qualità dei servizi offerti.
Oltre allo spazio, anche la Biblioteca provinciale con la sua emeroteca sarà d’ora in poi gestita da queste tre imprese private.

Ci chiediamo se tra i servizi a pagamento siano compresi anche quelli legati alla Biblioteca, creata nel corso di decenni con fondi pubblici: per prendere un libro in prestito ci sarà bisogno di pagare la tessera? Una biblioteca pubblica a pagamento renderebbe la città di Pisa famosa nel mondo.

Non solo.

Il personale che gestirà i libri, i quotidiani storici e le riviste, che qualifiche avrà? Quale formazione sarà richiesta a chi dovrà prendersi cura di un patrimonio culturale unico in città e fornire informazioni agli utenti? Sarà finalmente personale pagato o dobbiamo ancora assistere allo scandalo di una biblioteca pubblica gestita da volontari?

Infine:

Esiste un piano dei nuovi acquisti per libri e riviste? Senza un rinnovo del proprio patrimonio una biblioteca è destinata a una rapida morte. Ma la cultura non è mai stata una priorità per chi oggi governa Pisa.

Queste domande le rivolgiamo alla Cooperativa PAIM, all’agenzia Artide&Antartide e alla cooperativa Hispanico, che gestiranno d’ora in poi le Officine Garibaldi, ma le risposte dovrebbero essere fornite dai responsabili politici che hanno organizzato questo scempio, in primis Marco Filippeschi.

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