04202018Headline:

Il lavoro che uccide. In ricordo di Lorenzo Mazzoni e Nunzio Viola, Cgil, Cisl e Uil: “Basta tavoli e chiacchiere, servono azioni”

Due vite recise dal lavoro, ancora 2

30marzo 2018 da Patrizia Villa e Veronica Virgili, Cgil-Cisl-Uil Livorno

Ieri sera, 29 marzo, si è svolta la fiaccolata in ricordo di Lorenzo Mazzoni e Nunzio Viola, i due operai della Labromare deceduti nell’incidente sul lavoro del 28 marzo. Una fiaccolata silenziosa di migliaia di  persone ha invaso via Grande fino al porto per passare davanti al comune dove si è letto il testo scritto da Gianluca Mannucchi molto toccante è vero, sul lavoro che avviene dentro le cisterne proprio come Lorenzo e Nunzio. Poi l’intervento di Stefano di Bartolomeo presidente Anmil. Si è celebrato il il momento del dolore e della vicinanza e  si è sostenuta l’importanza di essere collettività solidale chiedendo azioni reali. 

Basta tavoli basta chiacchiere:

Servono azioni. Cgil, Cisl e Uil si riuniranno a breve per organizzare la protesta che dovrà sostenere, per tutto il tempo necessario, l’azione di attenzione e trasparenza sulla sicurezza per una città che, come tante, ha anche luoghi di lavoro insidiosi e pericolosi, aziende ad altro rischio ambientale. Chiederemo l’accesso nei luoghi di lavoro accanto agli Rls per ascoltare e verificare sul posto l’entità dei rischi e le procedure. Le aziende che non hanno niente da nascondere non ostacoleranno la nostra richiesta. 

Il T.U.08/81 che disciplina un mondo del lavoro mutato è indebolito, ricattato e precarizzato, con appalti al massimo ribasso, tempi di lavoro e produttività che certo non favoriscono attenzione alla sicurezza trincerandosi troppo spesso dietro procedure anche perfette ma che non riescono a bloccare le morti bianche. Chiederemo a chi deve controllare, di farlo soprattutto  in modo preventivo e di ricercare la formazione di elementi specifici per ogni realtà lavorativa in modo da rafforzare la formazione e l’azione degli RLS e RLST. Non daremo tregua fino a che le parti datoriali pubbliche private, gli enti preposti alla prevenzione sorveglianza e controllo non daranno vita, insieme alle OOSS, ad organismi che siano  capaci di attivarsi in tempo reale di fronte a dubbi e segnalazioni.

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