06232018Headline:

ISCOT il nuovo schiavismo a Pontedera (Pi). Sciopero ad oltranza con presidio notte e giorno

La firma del contratto a tempo indeterminato sembrava aver messo la parola fine, due settimane fa, allo schiavismo della ISCOT e aver riaffermato una volta per tutte la dignità dei lavoratori

11ottobre 2016 admin Pontedera (Pi)

pontedera-iscotiscotMa, il 1° ottobre, giorno in cui tutti e sette i lavoratori ISCOT avrebbero dovuto riprendere il loro lavoro alla SOLE, il responsabile della ISCOT non ha fatto entrare in fabbrica due di loro, con la motivazione che la SOLE non li vuole, altrimenti toglie l’appalto. Il padrone della SOLE, che è anche un dirigente nazionale di Confindustria, ha subito smentito le motivazioni della ISCOT, ma forse non ha mandato giù che un suo dirigente sia stato soffermato all’entrata della fabbrica a causa di un picchetto.

Di fronte a questa dimostrazione di arroganza padronale è ripreso lo sciopero ad oltranza con presidio notte e giorno, perché venga messo fine alla discriminazione e sia rispettato il contratto per tutti e 7 i lavoratori ISCOT.

La ISCOT ha persino inventato un posto di lavoro fasullo in un “capannoncino” improvvisato per cercare di allontanare i due lavoratori. Questa è chiaramente solo una provocazione, messa in atto dal padrone della ISCOT, secondo noi su commissione di quello della SOLE. La si vuol far pagare a chi si è permesso di alzare la testa, rifiutare il ricatto e protestare fino in fondo contro le condizioni di lavoro inaccettabili.

Negli ultimi giorni questi imprenditori, alla maniera degli schiavisti, hanno anche fatto arrivare degli operai da fuori regione con lo scopo di sostituire gli scioperanti. Il presidio alla SOLE resiste e lo sciopero dei lavoratori ISCOT continua. Fino a oggi è stato molto importante la solidarietà degli altri lavoratori. In questa fase, il sostegno attivo di tutti i lavoratori che non possono tollerare questa situazione di arbitrio e prepotenza è decisivo per sbloccare questa vertenza.

Per questo chiediamo agli operai di Piaggio, Ceva, New Job e SOLE di scioperare mercoledì 12 ottobre: al I° turno dalle ore 13 alle ore 14, al normale e II° turno dalle ore 14 alle ore 15 e di partecipare ad un assemblea al presidio dei lavoratori della ISCOT.

All’appello dei lavoratori Iscot in sciopero aderiscono delegati Piaggio: Cappellini. Malventi, Giuntoli, Guezze, Tecce, Bellagamba, Barsotti, Bardelli, Selmi, Bernardoni. Delegati New Job: Francesca Avesella, Daniele Malacarne, Sandro Giacomelli, Octavio Sotolengo. Delegati Ceva: Carlo Pino, Guido Amoroso, Giuseppe Corrado, Sandro Soldani.

Antonio Piro e Federico Giusti : “Dalla parte degli operai ISCOT”

iscot

iscotIl proprietario della ISCOT è anche vicepresidente di Confindustria,  di quella confindustria che tanto si  prodiga  per  ridurre le nuove generazioni a semplici schiavi del 21° secolo.  Confindustria che, con il sostegno dei governi sua emanazione, sta bruciando il futuro di intere generazioni e delocalizza interi settori produttivi all’estero dove il costo del lavoro è di pochi euro al giorno, allunga gli orari di lavoro e chiede ogni giorno l’innalzamento dell’età pensionabile.

Sperare che siano questi industriali a risolvere il disastro da loro stessi creato è pura illusione, solo una dura e unitaria lotta di massa di tutti i lavoratori può difendere i posti di lavoro garantendoci condizioni di vita dignitose. Per raggiungere questi obiettivi serve  la riduzione dell’orario di lavoro e dell’età pensionabile e riallocando produzioni   in questi anni delocalizzate all’estero. Per questi motivi la lotta degli operai Iscot assume un valore fondamentale, che dovrebbe essere di esempio per tutti i lavoratori precari ma anche per quanti vivono quotidianamente il ricatto di perdere il posto di lavoro.  Dovrebbe essere da esempio per il Pubblico impiego che non si muove nonostante 7anni di blocco contrattuale e la concreta minaccia di allungare l’orario settimanale da 35 a 38 ore.

Nella Toscana del Governatore Rossi, lo stesso che a parole si era speso per bloccare le delocalizzazioni ma nei fatti non ha mosso un dito per contrastarle, L’88% dei nuovi avviamenti al lavoro sono a tempo determinato e di questi il 61% sono  con contratti a tempo determinato inferiori ai tre mesi.

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