09222017Headline:

Limonaia-Zona Rosa. Ordinato il sequestro, di conseguenza lo sgombero. Dieci giorni, per un report di esperienza femminista a Pisa

A dieci giorni dall’apertura della Limonaia-Zona Rosa, è importante aggiornare la città sulla situazione dello spazio e sulle iniziative che stanno animando questa nuova esperienza femminista

20aprile 2017 da Limonaia – Zona Rosa, Pisa

A partire dall’esigenza di rendere concreto uno  spazio in cui i desideri e i sogni di tutt* si facciano comunità, dove nessun* si senta più sol*, hanno infatti già preso forma vari percorsi. 

  • Il progetto “Obiezione Respinta”, che si occupa di segnalare i luoghi in cui viene esercitata l’obiezione di coscienza, diventerà anche uno sportello informativo e di consulenza legale.
  • A seguito della due giorni “Ripartire da sè”, è nata una consultoria autogestita che comprende uno sportello sul diritto alla salute, in collaborazione con L’AIED di Pisa, di cui si parlerà durante l’incontro del 21 aprile “Il diritto alla salute è di tutt*, ripartiamo dai desideri”. Da qui cominceranno a formarsi, inoltre, dei gruppi di autocoscienza e autoinchiesta su vari temi come il corpo, la sessualità, le relazioni affettive etc…
  • Sabato 22 ospiteremo anche l’incontro “Partire da sé. Ritratti migranti”, organizzato da rifugiati e richiedenti asilo di Pisa e dintorni.

L’amministrazione provinciale, proprietaria dello stabile, ha risposto con un totale silenzio. In silenzio, infatti, e senza tentare qualsiasi interlocuzione con chi vive la Limonaia, ne ha ordinato il sequestro e di conseguenza lo sgombero. Emerge così la contrapposizione tra l’attuale gestione aperta, condivisa e pubblica della Zona Rosa e quella privatistica, chiusa, e speculativa portata avanti dall’Amministrazione.

Un intero quartiere si è risvegliato il 7 Aprile, dimostrando massima solidarietà ed entusiasmo per il ritorno di uno dei pochi spazi vivi della zona, per il resto consegnata alla solitudine. È a tutte e tutti quelli che in questa settimana hanno attraversato questo spazio, a tutte e tutti quelli che in questa settimana si sono sentiti meno soli grazie a questa Zona Rosa, alle famiglie che hanno trovato uno spazio aperto la domenica, a tutte le donne che in questo luogo hanno trovato uno spazio d’ascolto, d’incontro, di condivisione e di     mutualismo, è a tutt* loro che la Provincia deve rispondere.

Crediamo, infatti, che sul futuro di questo spazio debba decidere la città.

Chiediamo quindi che l’amministrazione si esprima pubblicamente riguardo al sequestro dell’immobile, che equivarrebbe ad uno sgombero delle donne che l’hanno occupato e riaperto: un movimento femminista è rinato in questa città e nel mondo. Migliaia di persone hanno attraversato le strade di Pisa l’8 marzo, e la potenza di questo movimento ha trovato espressione e vita in diversi luoghi prima abbandonati della città. Se qualcuno vuole assumersi la responsabilità di usare la forza pubblica contro questo movimento, si assuma anche la responsabilità politica di dichiararlo pubblicamente, rinunciando ad accordi privati stipulati dietro porte chiuse. 

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